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lunedì 1 agosto 2016

To Nightwish With Love: in anteprima, i commenti dei fan sulla miglior cantante

Il 20 agosto si avvicina e, con esso, il nuovo studio antropologico sulle sette misteriche moderne. Quale modo migliore, quindi, per pubblicizzare un po’ Ai Naituiss con Ammoreh – o, se per questo, qualsiasi cosa abbia a che fare con la band – se non con un po’ di sano drama preconfezionato? Non è un caso se il più recente estratto dal mockumentary è proprio la risposta all’annosa domanda che affligge il fandom: Team Valour, Team Mystic o Team Instinct?
Scherzo, in confronto quella è una partita a carta-forbice-sasso; la vera domanda è: Tamarrja, Lagnette o Pavimenta?


Lo dicono anche nel mockumentary: in posti molto civilizzati come, ad esempio, il Brasile, i fan dei Naituiss hanno fatto scoppiare guerre civili per questo. E, se conosco i miei polli, non è un’iperbole.
Stranamente, però, nei commenti sotto al video non si è scatenata la Notte di San Bartolomeo e, anzi, ho letto diverse reazioni esasperate sul fatto che anche che palle, basta, dopo tutti questi anni. Che insomma, li capisco – uno dei motivi per cui i Naituiss dopo un po’ mi sono andati di traverso (l’altro è che mi sono stufato di ascoltare sempre lo stesso album). Ma cosa sarebbe il fandom dei Naituiss senza il bitchfight su chi sia la più poraccia del reame?
Comunque, mi sorprende notare come, a quanto pare, la Yle non sia (ancora) la TV di regime della Tuomassa ma conservi ancora una certa indipendenza politica: tralasciando che nessuno ha speso mezza buona parola sulla povera Tamarrja, mi ha davvero sorpreso che non abbiano censurato il francesino che piange ancora Lagnette. Sinceramente mi aspettavo più gente che chiamava il nome della Pavimenta sventolando turiboli, ma perfino la macchina della propaganda Holopaineniana non ha tutto questo potere!

domenica 17 luglio 2016

La nazionale olimpica australiana di nuoto sincronizzato si esibirà sulla musica dei Nightwish

Quando una cosa non s’ha da fare, non s’ha da fare, punto; ma, dato che la prima strofa dell’inno nazionale brasiliano recita “Come to Braziiiiil!” e le Olimpiadi sono un ottimo incentivo perché tutto il mondo segua il consiglio, non c’è ragione che tenga. Prima l’epidemia del virus Zika che, grazie al traffico internazionale di atleti e visitatori, rischia di diffondersi in tutto il mondo; poi i problemi fognari e i conseguenti livelli allarmanti d’inquinamento della Baia di Guanaraba, dove gli atleti dovrebbero, beh, nuotare, remare e quant’altro; poi le preoccupazioni sulla sicurezza, visto che Rio è al terzo posto nelle classifiche sul maggior numero di omicidi subito dopo Cabot Cove e Gubbio. Aggiungiamo la corruzione, le speculazioni edilizie e i problemi economici che la creazione delle strutture sta portando e abbiamo la ricetta per un disastro di proporzioni… beh, olimpiche.
Ciliegina sulla torta, la nazionale di nuoto sincronizzato australiana ha annunciato che gareggerà sulle note di Last Ride Of The Day dei Naituiss; se i poveri organizzatori non ne avevano già fin sopra i capelli, ora ci saranno anche orde di metallari brasiliani che, conoscendoli, prenderanno fischi per fiaschi e si butteranno in massa nel villaggio olimpico convinti di veder gareggiare la Tamarrja, Lagnette, la Pavimenta e la Tuomassa in bikini.

Ad ogni modo, la nazionale australiana userà la versione orchestrale del brano (mainagioia, eh, Lagnette?); sinceramente, è una mossa che non capisco: quelle orchestrazioni sono talmente pesanti che farebbero affondare una zattera di sughero nel Mar Morto, non so quanto aiuteranno a fare le piroette in acqua. L’unica spiegazione possibile è che abbiano scelto il brano perché, con la sua indubbia qualità, servirà a distrarre le nuotatrici da qualsiasi cosa galleggi nella Baia di Guanaraba mentre si esibiscono…

mercoledì 16 marzo 2016

Nelle puntate precedenti, vol. 1

Ragazzi, mi scuso per l’assenza prolungata: l’intendo di Epilla è quello di farci due risate tutti insieme e, onestamente, negli ultimi mesi non ero molto in vena di umorismo. Non mi andava di scrivere cose a casaccio e risultare divertente come una musata sull’asfalto.
Ad ogni modo, mi sembra doveroso fare un post di ricapitolazione generale di quel che ci siamo perso in questi mesi. Pronti?

• Amy Lee pubblica un EP con quattro cover.


Dopo che Going To California dei Led Zeppelin (sigh) e Baby Did A Bad Bad Thing di Chris Isaak (yay!) si sono aggiunte a It’s A Fire dei Portishead e With Or Without You di quegli altri inglesi lì, Pescy ha deciso di raccogliere le canzoni in un EP solista intitolato Recover, Vol. 1 e metterlo in vendita sui retailer digitali. Già che c’era poteva benissimo metterci anche Sally’s Song e Halfway Down The Stairs, ma le cover sono proprio carine e non è il caso di cercare il pelo nell’uovo.
La parte più interessante di tutto ciò è che la cover di Chris Isaak risale alle famose sessioni con Steve Lillywhite del 2011, in cui Pescy cercava di far quadrare il cerchio spacciando alla label il suo materiale solista per roba della band. In un post su Facebook, Pescy ci dice che ama ancora il suo “broken record”, conferma la mia teoria sulla label che le ha tirato tutti dietro e l’ha costretta a riscrivere l’album daccapo, e aggiunge che ama ancora quelle canzoni e potrebbe farne qualcosa. “Ho continuato a credere per cinque anni, per lo più da sola, in questo piccolo mucchio danneggiato di canzoni non finite e, per la prima volta, le posseggo. Ho in programma di finirne alcune, rifarne altre e probabilmente tenerne un paio per me”, ci dice.
Che sia la volta buona? È vero, da un po’ hanno iniziato a piovere foto, video e snippet varie ma, conoscendola, forse lo scopriremo fra qualche anno. Nel frattempo mi accontenterei anche di un Recover, Vol. 2 per mitigare l’attesa.

• Anette Olzon si è presa le botte.


Tanta simpatia e solidarietà per la povera Lagnette, che tre settimane fa è stata corcata di mazzate giusto fuori di casa da quella che sembra essere una drogata. Su Hipstagram ci dice:
Oggi è passata da una bella giornata a una orribile quando sono stata picchiata e rapinata da una drogata sul percorso dalla macchina a casa. Ora sono in ospedale perché mi ha colpita forte, sono caduta all’indietro e ho sbattuto la nuca sulla strada; sono abbastanza scossa e ho dei lividi, e la cosa peggiore è che c’erano due uomini adulti a meno di un metro che sono rimasti a guardare e non hanno fatto un ca**o! Codardi!! Per fortuna una ragazza le è corsa dietro e finalmente due VERI uomini l’hanno acchiappata e ora è dalla polizia! La droga rende le persone davvero pericolose!! Scriverò qualcos’altro dopo il dottore, ma per favore, siate cauti là fuori!
Lagnette, sei un tesoro e ti voglio bene, ma quanto sei ingenua! Drogata un corno, “esaltata e violenta” è il profilo sputato dei fan di una certa band di nostra conoscenza: di sicuro aspettava di togliersi lo sfizio dal 2007. Così come probabilmente quei due tizi che sono stati lì a guardare…

• I Delain pubblicano Lunar Prelude, un nuovo EP.


Coschotte e compagni ci propongono una piccola chicca per non tenerci del tutto a digiuno: si tratta di Lunar Prelude, un EP che contiene due canzoni nuove (Suckerpunch e Turn The Lights Out), una nuova versione di Don’t Let Go, sottovalutatissima bonus track di The Human Contradiction, e versioni live di varie canzoni dall’ultimo album, fra cui la mia adorata Lullaby. C’è anche un video ufficiale per Suckerpunch:


Video inutile a parte, la canzone è talmente amarra che la adoro. Non vedo l’ora che l’EP sia fuori e, precisamente, il… oh, porca miseria, è già uscito il 19 febbraio e io mi sono totalmente dimenticato di ascoltarlo! Disonore su di me, devo rimediare quanto prima!

Uprise dei Nemesea esce il 29 aprile.


Abbiamo titolo, copertina, teaser, tracklist e data di uscita del nuovo album dei Nemesea. Si chiamerà Uprise, uscirà il 29 aprile e conterrà quella che sembra un mucchio di musica figa e amarra.


1. Hear Me
2. Twilight
3. Forever
4. Let It Burn
5. Time To Make It
6. Can’t Believe It
7. Light Up The Sky
8. Get Out
9. Bones
10. Hold On
Bonus tracks:
11. The Way I Feel
12. Broken
13. If You Could
14. No More
Side note, le bonus track sono remake di canzoni da In Control e The Quiet Resistance, per cui, se come me siete fan delle mille versioni diverse di una stessa canzone (Pescy, che danni hai combinato nella mia adolescenza!), gioiamo insieme!

• Heike Langhans si è beccata un virus intestinale anche se è vegana.


Poveri Draconian: mentre erano in tour nelle scorse settimane, all’improvviso molti membri della band e della crew sono finiti piegati in due sul gabinetto. Ma proprio quando WTHeike se la swaggava alla grande, convinta che la sua dieta vegana l’avesse salvata… zan zan!, è toccato pure a lei.


Attualmente, Facebook che la dà al sicuro a casa in Svezia ma con un’influenza che levati. Non ci resta che farle i nostri migliori auguri di pronta guarigione e chiuderla qui con eleganza: tanto dirle che forse l’argento colloidale potrebbe non aver fatto ‘na cippa per il suo sistema immunitario sarebbe inutile.

E per ora questo è tutto. A presto col secondo post di ricapitolazione generale!

mercoledì 8 aprile 2015

Anette Olzon vuota il sacco sui Nightwish

Sapete, una parte di me prova tanta tenerezza per la Tamarrja, Lagnette e (a tempo debito) la Pavimenta: visto che una volta che vendi l'anima alla Tuomassa è per sempre, è inevitabile che per i successivi cinque-sei anni, ogni volta che ti intervistano finiscano a chiederti sempre dei Naituiss.
Fortuna che Lagnette la prende a ridere, come ha fatto al David Hesselhoff Show durante una chiacchierata con Hesselhoff e Michael Monroe. Come al solito, i nostri amici Finlandesi non mi lasciano includere il video nel post (in compenso ho aggiornato Microsoft Silverlight), quindi aprite il link, scendete fino all'anteprima, cliccate play, bestemmiate in aramaico per farlo partire e state a sentire cosa dice Nettan riguardo allo split e la vita nella band.
D.H.: Sai, mi stavo chiedendo, come l'hai scoperto? Sono venuti da te a dirti: “Sai cosa? Non funziona. Ti vogliamo bene, però…”, o ti hanno dato un foglio di carta?
A.O.: Hanno mandato un'email al mio manager.
D.H. : Che?
A.O.: Ah-ah.
D.H.: Hanno… hanno cosa?
A.O.: Sì.
D.H.: L'hanno fatto?
A.O.: Gli affari vanno così, lo sapevi?
D.H.: Non ti hanno fatta sedere e, tipo, intervenire per dire qualcosa?
A.O.: No. Ma abbiamo avuto delle riunioni quando ho iniziato con la band. Sono Svedese. Ho lavorato come segretaria in un ufficio per molti, molti anni, e quando c'è un problema si fa una riunione: gli Svedesi sono così. E io ho provato a farlo con una band metal, immagina. Ed è stato carino, tipo un lunedì abbiamo avuto la prima riunione alle tre sul retro del tourbus.
M.M.: Tre di mattina o del pomeriggio?
A.O.: No, tre del pomeriggio, ché tutti erano stanchi. E ho iniziato con: “Ciao.”, ci siamo seduti, e loro: “Ok.”, e io: “Blablablablabla, penso questo, blablablablabla, e questo”, e non hanno detto nulla. E io: “Ok, avete qualcosa da dire?”, “No.”, “Ok, ciao.”
M.M.: Finlandesi.
D.H.: E a te hanno mandato una mail…
A.O.: E sai, è durato giusto un paio di settimane. Alla fine, uno di loro ci aveva pensato per tutto il tempo. Abbiamo fatto una riunione in Scozia, o in Inghilterra, e ho chiesto: “Qualcuno ha qualcosa da dire?”. “Sì, io”, fa il batterista, e ha tirato fuori sette pagine di lamentele su di me.
D.H.: Whoa!
M.M.: Di chi?
A.O.: Del batterista. Le ho prese e ho fatto: “Ok, grazie.”
D.H.: Aspetta un secondo!
A.O.: E poi ho detto: “Ok, le accetto. Ci penso sopra e faremo un'altra riunione”. E poi non ci sono state altre riunioni.
100% done here.
Tanto per cominciare, quattro snap per Lagnette che, pur tentando di intavolare una conversazione democratica con Tuomassa e compagni, è durata altri cinque anni e non si è presa una pedata subito.
Ma poi mi chiedo, ok che la notte Jukka aveva tanto tempo a sua disposizione, per ovvie ragioni, ma sette pagine di lamentele? Tutte sue? E su cosa, poi, che Lagnette lascia abbassata la tavoletta del cesso del tourbus? Che non partecipava alle gare di rutti? Poi tutti a chiedersi perché la Tamarrja non parlasse più con loro.
Comunque, Tuomassa & co possono stare tranquilli: niente più stracciamenti di palle. Per discutere con la Pavimenta altro che business meetings: lì voleranno botte da orbi. E non sarà la Pavimenta a prenderle!

lunedì 6 aprile 2015

Anette Olzon canta Lascia Ch'Io Pianga di Händel


Ok, ho voluto lasciar passare il primo aprile, dato l’argomento, prima di scrivere l’articolo, e poi c’è stata di mezzo la Pasqua. Ma sì, alla fine Lagnette l’ha fatto davvero: ha cantato un’aria operistica, Lascia Ch’Io Pianga di Händel, a Tähdet Tähdet. E qui abbiamo il video, che è fondamentale guardare mentre si ascolta per essere sicuri che sia davvero lei e non il fischietto di Mrs. Bric:


Onestamente? Un buon 80% delle metallarine che si improvvisano cantanti liriche se la cava peggio. Certo, sulle note alte la voce è quasi impalpabile, sfalsetta come se non ci fosse un domani per imitare il vibrato ed è anche un po’ calante. Ma per essere roba non adatta a lei e preparata in fretta e furia, ha intascato una performance più che dignitosa. Alla faccia di cinque anni di sberleffi.
La cosa più interessante è che, nonostante fosse una specie di gioco per un programma televisivo, le è piaciuto e l’ha spronata a studiare ancora. Sul suo blog, infatti, prima dell’esibizione ci ha fatto sapere:
Questi giorni sono del tutto concentrata sull’opera e fin qui è stata la miglior settimana, secondo me! Anche se fa paura cantare l’opera senza essere una cantante lirica, provare è divertente! E dopo le lezioni con la maestra Lilly ho deciso di ricominciare a prendere lezioni per divertimento. È fantastico imparare ancora di più e ricevere un input per la voce classica; non ho più fatto quel genere di lezioni da quando avevo ventidue anni, quindi vent’anni fa. Ma come cantante, non è mai troppo tardi per imparare qualcosa in più!
Nettan cara, io sono con te! Apprezzo come l’abbia presa sul serio solo quanto basta, senza promettere mari e monti, e come abbia colto lo spunto per crescere ancora. Perché fra Duck Passion Plop e ImagiAnerum l’hai dimostrato: quando ti metti sotto a studiare, ottieni ottimi risultati. Magari non riempirai i teatri come cantante lirica, ma hai colto lo spirito giusto della cosa: imparare fa crescere come cantante in generale. In bocca al lupo!

martedì 10 marzo 2015

Anette Olzon travione punk a Tähdet, Tähdet

E niente, l’altro giorno ho aperto il mio Hipstagram, la cui quota di massimo spam giornaliero è ripartita  equamente fra Rose McGowan, Lady Gaga e la nostra Lagnette, e non volevo credere ai miei occhi. Cioè, parliamone:

Ok, ripensandoci, non parliamone proprio e guardiamoci direttamente il video della performance di Nettan su Tähdet, Tähdet, dove ha cantato All The Small Things dei Blink-182 dimostrandosi, fra l’altro, un Marco Hietala (in drag) migliore dell’originale.


Ora, non conosco bene le dinamiche del programma e magari gliel’hanno chiesto loro di gracchiare come il Funesto, ma l’avrei preferita cantata in una versione più personale, perché questa performance mi fa venire voglia di spedirle una cassa intera di sciroppo per la gola. Beh, se non altro si sta palesemente divertendo un mondo, specie a far finta di suonare la chitarra. Ma soprattutto, con quel look voglio Lagnette come nuova icona LGBT sul carro delle drag queen al Gay Pride di Stoccolma l’anno prossimo!

domenica 15 febbraio 2015

Shocking news: Anette Olzon canterà l’opera

Avete letto bene. Lagnette canterà l’opera. Anni e anni di paragoni con la Tamj, e ora canterà l’opera. In finlandese. Tappiamoci un secondo le orecchie per non farci assordare dalla risata mista a pernacchie dei fan dei vecchi Naituiss.

Non ho capito molto a riguardo, ma a quanto pare Lagnette parteciperà a un programma finlandese che si chiama Tähdet Tähdet, in onda ogni domenica a partire dal 1 marzo su MTV3, in cui ogni settimana i concorrenti provano un genere musicale diverso. Da quel che ho capito, Lagnette se la tenterà con l’opera, con l’hip hop e chissà che altro: di scritto si trova poco e rigorosamente in finlandese, per cui mi tocca basarmi sull’intervista che ha rilasciato (qui il video, che richiede Silverlight e non può essere incorporato, maledetti finlandesi che non mettono la roba su YouTube come il resto del mondo):
L’opera è qualcosa che ho studiato – il canto classico – quando ero più giovane, e in effetti volevano che fossi una cantante d’opera nel conservatorio di Copenhagen perché… beh, suppongo avessi la voce adatta. Ho sempre voluto approfondirla: è qualcosa che non adoro, ma è una sfida. Quindi sto pensando già a cosa canterò, e farò del mio meglio riuscire bene. Se tutto va bene, c’è un cantante d’opera nel campo che mi aiuterà, gli ho già chiesto delle lezioni. Quindi non vedo l’ora, e spero che non canterò come una rana sulle note più alte!
Adoro ballare. Non sono per niente bella da vedere quando ballo, ma amo farlo. Ballo sempre. Ho preso lezioni di ballo in accademia quando ho fatto il corso di musical: balletto, step, hip hop e tutto il resto. Non posso dire di essere una brava ballerina, ma farò del mio meglio e ballerò ogni volta che posso, quindi… più ballo per tutti!
Per quanto riguarda l’hip hop finaldnese, conosco solo Cheek. Non l’ho mai ascoltato, ma lo conosco di nome perché era a un festival a cui ho suonato la scorsa estate. Sai, ridiamo sempre quando cantano in finlandese all’Eurovision in Svezia, perché è una lingua così difficile. Siamo parecchio gelosi di voi perché parlate una lingua così difficile. Ascolto sempre Jenni Vartiainen e Chisu, quindi mi piace il finlandese, e penso che il pop sia figo in finlandese; meglio che in svedese! Canterò in finlandese come un Filnandese canta in svedese: sarà così. Quindi se riderete di me, è così che ridiamo di voi quando cantate in svedese!
Ora, al di là di tutto, delle scemenze, dei paragoni e dei piagnistei: se c’è una cosa che adoro di Lagnette è la sua umiltà – e meno male che qualcuno cercava di farla passare per una specie di dàivah de noartri. Non dice di essere la migliore, non promette cose straordinarie, non usa il grado superlativo come fosse sale sui pop corn: riconosce i propri limiti, si impegna per migliorare e promette di fare del suo meglio, né più, né meno. Non a caso, quando qualcuno le ha dato una pedata, si è parlato del fatto che il suo carattere fosse in conflitto con quello della band: la cosa è più che evidente.
E noi non possiamo che augurarle buona fortuna per il programma. Tieni duro per noi, Lagnette: qui ti si ama!

lunedì 29 dicembre 2014

Anette Olzon si separa dalla earMUSIC

C’è crisi: anche Lagnette se n’è dovuta fare una ragione. Ha infatti deciso di lasciare la earMUSIC, la casa discografica che ha distribuito il suo album di debutto, per camminare da sola come la Tamarrja prima di lei. In un Q&A con i fan su Facebook, infatti, a una domanda su una possibile data di pubblicazione del seguito di Shine risponde:
Non saprei, perché ho deciso di separarmi dalla casa discografica e andare per conto mio. Quindi è da vedere quando e come pubblicherò qualcosa. Probabilmente pubblicherò quasi tutto solo su internet, su iTunes eccetera, visto che le vendite degli album vanno così male al giorno d’oggi.
Povera Nettie. Di sicuro non c’era da aspettarsi che le vendite andassero bene quanto gli album della Tamarrja, visto che lei non è un Grandissimo Soprano Finlandese, ma addirittura a questo punto? Beh, almeno io ho la coscienza pulita, l’album gliel’ho comprato (e l’ho anche trovato alla Fnac francese, mica in qualche negozietto sfigatissimo).
Quanto alla direzione musicale, ci risponde che:
Penso molto al mio prossimo progetto, ma non ho ancora iniziato a scrivere nuove canzoni oltre a quelle che ho già, quindi ancora non so come suonerà.
Quanto al diventare più copia Naituiss come la Tamarrja metal, Lagnette non ci sta proprio, dovesse anche morire di fame:
Provengo da un altro background musicale e quando scrivo musica non mi esce fuori metal. Certo, alcune canzoni possono essere più pesanti, ma il metal non è il mio stile musicale.
Comunque, potrebbe sempre fare come fanno molti musicisti al giorno d’oggi e darsi al crowdfunding. Ah, no, dimenticavo che è una delle persone più odiate dai metallini in quanto rimpiazzo della Grandissima Tamarrja. A proposito, ci dice:
Di sicuro non è stato divertente e sembra che qualsiasi cosa facessi, mi avrebbero odiato comunque. Ma non posso smettere di essere me stessa per questo, loro non conoscono me o chi sono e se mi giudicano per ciò che è successo prima è una loro scelta. Vorrei solo che tutto l’odio verso di me e, ovviamente, le altre cantanti potesse smettere, perché attaccarcisi non fa mai bene. Rende l’anima oscura e la vita negativa.
Su, sinceramente: in quanti avete distolto lo sguardo con aria da gnorri?
L’ultima chicca è una risposta alla domanda più stupida del mondo, ovvero se tornerebbe mai nei Naituiss.
No, non tornerei stando le cose com’erano subito prima che ci separassimo. Ma se le cose fossero com’erano nel 2007-2008, sì.
Lagnette, NO, non dirlo. Non pensarci nemmeno. L’unico modo in cui potresti tornare nei Naituiss sarebbe junctionata alla Pavimenta come riserva di energia per evitarle un altro esaurimento nervoso, per cui inizia subito a fuggire!

venerdì 19 dicembre 2014

La demo di Romanticide dall’audizione di Anette Olzon

Grazie mille, Lagnette, per avermi ricordato perché sono anni, ormai, che non ascolto Once 1.0 dei Naituiss.
Quest’oggi, infatti, Lagny ha pubblicato su SoundCloud la demo di Romanticide che mandò a suo tempo come audizione alla band. Così, in barba agli haters, perché Lei Può™. Dato che, come tutti (chi?) ricorderemo, all’epoca si era parlato di Ever Dream, nei commenti al post su Facebook Lagnette ha chiarito che dopo quella ne ha mandate altre cinque, fra cui, appunto, Romanticide.


Ora, lo ammetto subito: non ho mai amato questa canzone, neanche ai tempi in cui ero più o meno un fan dei Naituiss; ma ciò non toglie che, con tutto che ancora non si era messa sotto a migliorarsi e sembrava sotto elio, Lagnette è l’unico elemento che redime questa cosa.
E ci è anche andata bene, perché su Facebook la fanciulla ci ha detto che all’inizio aveva provato a caricare Ghost Love Score. Lagny, tesoro, ti prego… no. Cinque minuti di Romanticide riesco ancora a sopportarli per amor tuo, ma dieci minuti e passa di patchwork orchestrale assemblato senza alcun criterio logico soltanto per raggiungere la lunghezza di una suite no, mi rifiuto! 

martedì 14 ottobre 2014

Guardian Angel, demo inedita di Anette Olzon

E niente, Lagnette non ce la fa proprio a sembrare un chipmunk strafatto di elio quando non la mixano a casaccio nei Naituiss. Stamattina ha pubblicato una vecchia demo di prima che la prendessero a bordo del Carrozzone e, sorpresa sorpresa, nonostante il titolo da pistola in bocca è molto carina. Finalizzata e con degli strumenti seri non sarebbe stata nemmeno malvagia su Shine.


Un po’ si sente che c’è del lavoro da fare a livello tecnico, specie quando urlacchia sul finale, ma è l’ennesima conferma che il vero problema era farla cantare fuori dal suo registro. Se l’è cercata, ma hey, almeno ha avuto il suo quarto d’ora di fama!

domenica 12 ottobre 2014

Anette Olzon lancia frecciate e annuncia un duetto in arrivo

Four snaps up per Lagnette. Le ultime notizie che la riguardano ci giungono dritte dritte dalla sua pagina Facebook. La prima è un’intervista con Nightwish Russia e, in mezzo al calderone di domande inutili da fanclub che potete trovare qui, le è stato chiesto: “Il tuo primo album ha dei testi molto personali. Non hai paura di condividere canzoni così intime col pubblico?”. La sua risposta è un capolavoro di bitchness:
No, per niente. Sono una persona molto aperta quando si tratta di quello e sono come chiunque altro, con tutti gli alti e i bassi che la vita ti tira addosso. Non cammino per la Terra fingendo di essere una persona musicale che scrive solo testi criptici. Io stessa preferisco ascoltare musica di cui posso capire e sentire le lyrics senza mille metafore.
Frecciate puramente casuali.
Quest’oggi invece ci ha annunciato, sempre con un post, che ha registrato un nuovo duetto con una band, il cui nome ci rivelerà “later on”. Ma nel frattempo, SNAP, TUOMASSA.

sabato 2 agosto 2014

Anette Olzon canta Let It Go a cappella

E niente, un venerdì sera la nostra Lagnette decide che è il caso di registrarsi mentre canta Let It Go da Frozen a cappella, così, perché le andava. Qui il video. E anche se alla fine ammette di non aver scaldato la voce, questa è la prova definitiva che non è lei ad essere una massacratrice di canzoni altrui, ma sono le canzoni altrui a non valorizzare la sua voce. Insomma, quando le linee vocali non sono cretine e la produzione randomica, Nettan è ben lontana dal sembrare un chipmunk sotto elio.
Fra l’altro, checché ne dicano la sua ex band e i relativi fan, Lagnette è sempre stata una campionessa di simpatia e del non prendersi troppo sul serio, il che è una carta vincente quando si affronta qualcosa di relativo all’infanzia. La cosa carina di questo video è proprio la sua spontaneità e immediatezza, non avrebbe fatto sorridere così se Nettan si fosse messa in tiro con vestito da sera, trucco e parrucco e invitando l’orchestra sinfonica di Stoccolma. Ergo, rimanendo in tema Disney, questa Let It Go a cappella in webcam polverizza il famigerato Robo dei Paperi. Insomma, Nettie 1 – Tuomassa 0 senza alcuno sforzo.

Lei può.