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mercoledì 16 marzo 2016

Nelle puntate precedenti, vol. 1

Ragazzi, mi scuso per l’assenza prolungata: l’intendo di Epilla è quello di farci due risate tutti insieme e, onestamente, negli ultimi mesi non ero molto in vena di umorismo. Non mi andava di scrivere cose a casaccio e risultare divertente come una musata sull’asfalto.
Ad ogni modo, mi sembra doveroso fare un post di ricapitolazione generale di quel che ci siamo perso in questi mesi. Pronti?

• Amy Lee pubblica un EP con quattro cover.


Dopo che Going To California dei Led Zeppelin (sigh) e Baby Did A Bad Bad Thing di Chris Isaak (yay!) si sono aggiunte a It’s A Fire dei Portishead e With Or Without You di quegli altri inglesi lì, Pescy ha deciso di raccogliere le canzoni in un EP solista intitolato Recover, Vol. 1 e metterlo in vendita sui retailer digitali. Già che c’era poteva benissimo metterci anche Sally’s Song e Halfway Down The Stairs, ma le cover sono proprio carine e non è il caso di cercare il pelo nell’uovo.
La parte più interessante di tutto ciò è che la cover di Chris Isaak risale alle famose sessioni con Steve Lillywhite del 2011, in cui Pescy cercava di far quadrare il cerchio spacciando alla label il suo materiale solista per roba della band. In un post su Facebook, Pescy ci dice che ama ancora il suo “broken record”, conferma la mia teoria sulla label che le ha tirato tutti dietro e l’ha costretta a riscrivere l’album daccapo, e aggiunge che ama ancora quelle canzoni e potrebbe farne qualcosa. “Ho continuato a credere per cinque anni, per lo più da sola, in questo piccolo mucchio danneggiato di canzoni non finite e, per la prima volta, le posseggo. Ho in programma di finirne alcune, rifarne altre e probabilmente tenerne un paio per me”, ci dice.
Che sia la volta buona? È vero, da un po’ hanno iniziato a piovere foto, video e snippet varie ma, conoscendola, forse lo scopriremo fra qualche anno. Nel frattempo mi accontenterei anche di un Recover, Vol. 2 per mitigare l’attesa.

• Anette Olzon si è presa le botte.


Tanta simpatia e solidarietà per la povera Lagnette, che tre settimane fa è stata corcata di mazzate giusto fuori di casa da quella che sembra essere una drogata. Su Hipstagram ci dice:
Oggi è passata da una bella giornata a una orribile quando sono stata picchiata e rapinata da una drogata sul percorso dalla macchina a casa. Ora sono in ospedale perché mi ha colpita forte, sono caduta all’indietro e ho sbattuto la nuca sulla strada; sono abbastanza scossa e ho dei lividi, e la cosa peggiore è che c’erano due uomini adulti a meno di un metro che sono rimasti a guardare e non hanno fatto un ca**o! Codardi!! Per fortuna una ragazza le è corsa dietro e finalmente due VERI uomini l’hanno acchiappata e ora è dalla polizia! La droga rende le persone davvero pericolose!! Scriverò qualcos’altro dopo il dottore, ma per favore, siate cauti là fuori!
Lagnette, sei un tesoro e ti voglio bene, ma quanto sei ingenua! Drogata un corno, “esaltata e violenta” è il profilo sputato dei fan di una certa band di nostra conoscenza: di sicuro aspettava di togliersi lo sfizio dal 2007. Così come probabilmente quei due tizi che sono stati lì a guardare…

• I Delain pubblicano Lunar Prelude, un nuovo EP.


Coschotte e compagni ci propongono una piccola chicca per non tenerci del tutto a digiuno: si tratta di Lunar Prelude, un EP che contiene due canzoni nuove (Suckerpunch e Turn The Lights Out), una nuova versione di Don’t Let Go, sottovalutatissima bonus track di The Human Contradiction, e versioni live di varie canzoni dall’ultimo album, fra cui la mia adorata Lullaby. C’è anche un video ufficiale per Suckerpunch:


Video inutile a parte, la canzone è talmente amarra che la adoro. Non vedo l’ora che l’EP sia fuori e, precisamente, il… oh, porca miseria, è già uscito il 19 febbraio e io mi sono totalmente dimenticato di ascoltarlo! Disonore su di me, devo rimediare quanto prima!

Uprise dei Nemesea esce il 29 aprile.


Abbiamo titolo, copertina, teaser, tracklist e data di uscita del nuovo album dei Nemesea. Si chiamerà Uprise, uscirà il 29 aprile e conterrà quella che sembra un mucchio di musica figa e amarra.


1. Hear Me
2. Twilight
3. Forever
4. Let It Burn
5. Time To Make It
6. Can’t Believe It
7. Light Up The Sky
8. Get Out
9. Bones
10. Hold On
Bonus tracks:
11. The Way I Feel
12. Broken
13. If You Could
14. No More
Side note, le bonus track sono remake di canzoni da In Control e The Quiet Resistance, per cui, se come me siete fan delle mille versioni diverse di una stessa canzone (Pescy, che danni hai combinato nella mia adolescenza!), gioiamo insieme!

• Heike Langhans si è beccata un virus intestinale anche se è vegana.


Poveri Draconian: mentre erano in tour nelle scorse settimane, all’improvviso molti membri della band e della crew sono finiti piegati in due sul gabinetto. Ma proprio quando WTHeike se la swaggava alla grande, convinta che la sua dieta vegana l’avesse salvata… zan zan!, è toccato pure a lei.


Attualmente, Facebook che la dà al sicuro a casa in Svezia ma con un’influenza che levati. Non ci resta che farle i nostri migliori auguri di pronta guarigione e chiuderla qui con eleganza: tanto dirle che forse l’argento colloidale potrebbe non aver fatto ‘na cippa per il suo sistema immunitario sarebbe inutile.

E per ora questo è tutto. A presto col secondo post di ricapitolazione generale!

domenica 25 ottobre 2015

Heike Langhans sbrocca su Facebook: “Basta paragonarmi a Sharon den Adel”

Penso che chiunque abbia ascoltato i nuovi Draconian e i Within Temptation con un canale auditivo funzionante e libero dal cerume l’abbia pensato almeno una volta: il timbro di WTHeike somiglia a quello di Sharona Milfona quando ancora Milfona non lo era.
Ebbene, a giudicare dall’ultimo post di WTHeike sembra che il paragone sia il piatto forte di tutte le recensioni che stanno uscendo su internet, tant’è che se n’è rotta le palle e ha sbottato:
Ho il permesso di essere infastidita che ogni recensione paragoni la mia voce a Sharon Den Jävla Adel? Davvero le persone ascoltano qualcosa solo per paragonarlo a tutto il resto? Non ascolto nemmeno i Within Temptation e anche se lo prendo come un complimento, non posso farci nulla e di sicuro non sono d’accordo. Dovrò iniziare a cantare nel mio registro più basso, d’ora in poi. First World Problems.
Beh, cara Heike, cosa posso dirti? Un po’ ti capisco, dopo che ti dicono venti volte che somigli a qualcuno iniziano a girarti le palle. Ma vedi il lato positivo: almeno non ti rompono le palle paragonandoti costantemente a Lisa Johansson! Quello sì che è l’inferno delle nuove cantanti di una band.

giovedì 15 ottobre 2015

Rivers Between Us, il nuovo lyric video dei Draconian

Manca sempre meno al 30 ottobre, il giorno in cui quelli di noi che hanno preordinato Sovran dei Draconian si attaccheranno alle cassette delle lettere in attesa che postini e corrieri facciano il loro dovere, ed ecco il lyric video di Rivers Between Us featuring Daniel Änghede dei Crippled Black Phoenix (quello con cui WTHeike ha messo su gli ISON).


Come lyric video lo trovo ben fatto, a metà fra un’interpretazione psichedelica della copertina dell’album e un invito a unirci tutti agli Illuminati. Comunque, a titolo informativo, non è l’unica anteprima del nuovo album: dieci giorni fa sul SoundCloud della Napalm era uscita Stellar Tombs, altra canzone che fa promettere bene per il debutto di WTHeike in casa Draconian. Pronti alla transizione verso il prossimo livello quantistico di vita con la colonna sonora appropriata?

giovedì 6 agosto 2015

Heike Langhans: teaser dei Draconian e ISON di nuovo al lavoro


Occhi che guardano, spirali che ruotano, triangoli nascosti, stelle che compaiono in punti preciso dello schermo: di sicuro dietro al teaser di Sovran, il nuovo album dei Draconian, c’è un gombloddo affinché gli amici alieni di WTHeike e IlluminAnders conquistino il mondo usando questa simbologia per mimetizzarsi e non essere percepibili ai nostri sensi come negli incubi più contorti di Steven Moffat.


Ora potete passare i quattro minuti del teaser a imparare a memoria la posizione delle stelline e fare attenzione a non essere ipnotizzati dall’occhio che ruota in modo da riconoscere il Silenzio quando lo vedrete, oppure potete godervi le anteprime di queste canzoni che, perfino tranciate a pezzi e ricucite in un grosso Frankestein, promettono fuochi d’artificio.

Nel frattempo, WTHeike non se ne sta con le mani in mano e, a due settimane dalla spedizione fisica del primo EP degli ISON (l’altro ieri erano rimaste meno della metà delle copie, sbrigatevi se ne volete una), già pensano al secondo.



Sneak-peak of some new ISON material.
Posted by ISON on Martedì 4 agosto 2015

Ecco, vedete? Per una Santa Vibeke che pettina le bambole ad oltranza nella bruma dei fiordi norvegesi c’è una Heike che mette su il suo elmetto da astronauta e parte in missione come se non ci fosse un domani. Ben fatto!

venerdì 31 luglio 2015

Heike Langhans: Cosmic Drone degli ISON è disponibile in CD edizione limitatissima

Facciamo un po’ di giornalismo musicale serio e diffondiamo una notizia che è utile dare mentre è ancora fresca: a meno che non sia andato sold out nel giro di un pomeriggio, Cosmic Drone, l’EP di debutto degli ISON, è disponibile in formato CD nella limitatissima tiratura di 200 copie. Se lo volete, andate sul BandCamp degli ISON e preordinatelo ora o mai più. Anche perché ne restano già solo 199, una l’ho presa io. I proventi dei CD andranno a finanziare una (probabilmente ancora più limitata) edizione in LP, e i CD arriveranno numerati a mano, autografati e spediti il 20 agosto personalmente da WTHeike e Daniel Änghede con tutto il loro ammoreh.


Mentre mettete mano alle carte di credito, prendiamoci un momento per parlare dell’EP, uscito lo scorso 8 giugno proprio durante il mio periodo di pausa. Si tratta di un disco di cinque tracce per un totale di 35 minuti (quindi un tempo decisamente dignitoso) che presenta un doom rock a tinte darkwave e a tratti elettroniche che evoca determinate atmosfere con una precisione chirurgica. Se l’oscurità e il vuoto dello spazio avessero un suono, sarebbe questo. Finalmente possiamo apprezzare la voce di WTHeike in tutta la bellezza che l’ha fatta entrare nei Draconian, così come le sue doti nella scrittura dei testi, che spaziano dalle metafore astronomiche o scientifiche per descrivere varie condizioni umane, a teorie quantistiche più o meno scoppiate, fino a un’ode alle comete come messaggere fra i mondi (il nome ISON deriva dal nome di una cometa ora disintegrata). E proprio a proposito di questa canzone, Travellers, va fatto notare che contiene i sample di un monologo di Carl Sagan sui messaggi che inviamo nello spazio, volontariamente e non, sotto forma di sonde e detriti spaziali. Insomma, Daniel e WTHeike sono ancora al debutto come duo ma sono già pronti a dare lezioni a colleghi molto più blasonati (*coff*Tuomassa*coff*) su come rendere giustizia a Sagan e inserire monologhi di divulgazione scientifica nelle loro canzoni. Quattro snap per gli ISON!

giovedì 30 luglio 2015

Finalmente arriva il nuovo album dei Draconian

Ok. Abbiamo parlato della Tamarrja e poi dei Vision of Atlantist degli Xandria; ora è il momento di parlare di musica seria e album che davvero non si vede l’ora che escano. Perché signori e signore, dopo quattro anni da A Rose For The Apocalypse, un tour andato a puttane causa cambio cantante, ventordicimila peripezie burocratiche per portare WTHeike dal Sudafrica alla Svezia, una carrellata di complotti di stampo grillino, avvistamenti di UFO, documentari filo-vegani, teorie una più bislacca dell’altra, la New Horizons che ha fatto in tempo ad arrivare su Plutone e perfino qualche concerto sparso per l’Europa, possiamo finalmente dirlo: il nuovo album dei Draconian ha un titolo, una copertina, una tracklist e una data di pubblicazione!



Previsto per il 30 ottobre via Napalm Records, il nuovo album di Quel Gran Niocco di Anders, il primo in cui si smezza il microfono con WTHeike, si intitolerà Sovran e avrà la copertina fighissima di cui sopra, courtesy di Chioreanu Constin. La Napalm Records ci parla molto vagamente di riferimenti ai “good old Draconian”, ma l’unico altro dettaglio concreto che ci dà è la tracklist.
1. Heavy Lies The Crown
2. The Wretched Tide
3. Pale Tortured Blue
4. Stellar Tombs
5. No Lonelier Star
6. Dusk Mariner
7. Dishearten
8. Rivers Between Us (feat. Daniel Änghede dei Crippled Black Phoenix e ISON)
9. The Marriage Of Attaris
10. With Love And Defiance (bonus track)
Già dai titoli, oltre a un mucchio di riferimenti a mare, fiumi e acqua, si intuisce lo zampino astrofilo di WTHeike, cosa che personalmente mi manda in solluchero. Ho solo paura che ci troveremo di fronte a qualche alto proclama vegano à la Tell Me, Mechanist di Coschotte, ma se c’è una cosa nella vita in cui ho fede è che Anders è talmente spettacolare a scrivere testi che riuscirebbe a rendere piacevole perfino un argomento stracciapalle del genere.
Ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta circa il formato dell’album: edizione limitata con digipack di sei pagine, edizione limitata a 100 doppi LP dorati con bonus track, doppi LP in vinile nero con bonus track, e la super edizione da collezione per i die hard fan limitata a 300 copie che include il digipack, un pendente del vecchio logo della band e un poster in stoffa con la copertina dell’album. Che penso preordinerò, perché dovesse anche far schifo l’album, un megaposter di quella copertina è ciò di cui la mia cameretta ha bisogno.
Ora non ci resta che aspettare che l’estate finisca cercando di non arrampicarci ai soffitti; nel frattempo, però, possiamo consolarci con gli ISON, che si meriteranno un post a parte prossimamente.

domenica 8 febbraio 2015

Ison, il side-project di Heike Langhans e Daniel Änghede


È scoppiato l’ammoreh in Svezia. Prima WTHeike ha fatto una comparsata dagli Hearts of Black Science, poi Daniel Änghede ne ha programmata una sul nuovo album dei Draconian… da lì, il passo successivo era convolare a giuste nozze e tirare fuori un side-project tutto loro. Così, ecco la prima demo degli Ison, un progetto che già dalla prima nota promette di spaccare i culi con un doom rock a tinte malinconiche (che Heike definisce “cosmic drone”) e un bellissimo intreccio fra le voci dei due.


Presumendo che ormai le parti vocali siano registrate e quindi WTHeike abbia tempo libero intanto che l’album è in missaggio e mastering, direi che un divertissement piacevole come questo se l’è meritato eccome! Vediamo cos’altro tireranno fuori.

mercoledì 4 febbraio 2015

Draconian / Hearts of Black Science: Heike Langhans e Daniel Änghede si scambiano duetti

C'è gran fermento ultimamente in casa Draconian, e fortunatamente non è perché qualche UFO ha deciso di venire a prendere WTHeike, quel gran gnocco di Anders e compagni. Mentre le registrazioni delle voci per il prossimo album continuano, Heike si è fatta dei nuovi BFF svedesi e ha deciso di cantare con loro. Così, eccola duettare con Daniel Änghede su Wolves At The Border, il nuovo singolo degli Hearts of Black Science. Si tratta di un bel progetto doom pop (o comunque elettronica alternativa non meglio definibile) portato avanti dal Daniel di cui sopra e Tomas Almgren, che approfondirò volentieri non appena avrò un po' più di tempo. Qui la canzone con Heike:


L'esperimento è decisamente riuscito bene, tant'è che Daniel ricambierà il favore e comparirà sul nuovo album dei Draconian in veste di guest vocalist, sotto lo sguardo benedicente di Nick Cave.
Fra le altre notizie sul nuovo album, sempre da Facebook apprendiamo che Olof Götlin si occuperà dei violini, mentre gli ingegneri che monitorano la registrazione delle voci sono David Castillo (Katatonia, Bloodbath, Opeth, Eluveitie, KLIMT1918 e già co-produttore su Turning Season Within) e Karl Daniel Lidén (Breach, Terra Tenebrosa, Switchblade, Dozer, Greenleaf, The Old Wind). Ancora nessuna data stimata per il completamento dei lavori, ma teniamo duro: ormai manca pochissimo in confronto a quanto abbiamo già aspettato!

sabato 10 gennaio 2015

Draconian al lavoro sull’album, c'è anche una breve snippet

Mado’, fortuna che in ‘sti giorni WTHeike su Facebook è impegnata con gli UFO, se no ci sarebbe toccato un mega pippone sul GOMBLODDO della Disney che, da perfida multinazionale qual è, sparge il morbillo fra i bambini per farne morire altri di vaccino! E come darle torto sugli UFO, del resto? Ho appena finito l’Episodio Delta di Pokémon Zaffiro Omega solo per scoprire che il gigantesco asteroide che puntava sulla Terra era pilotato da Deoxys, fortuna che avevo Rayquaza e una Masterball con me. Più UFO di così…

Scemenze a parte, saremo tutti sollevati di sapere che, fra una teoria strampalata e l’altra, WTHeike sta lavorando sodo al nuovo album dei Draconian e, dal commento alla foto che hanno pubblicato sulla pagina ufficiale, si dovrebbe essere a buon punto.

Ma non solo! Sempre via Facebook abbiamo un breve video con qualche snippet pre-mastering. Fin qui non sembrerebbero esserci grossi cambiamenti in casa Draconian, ma confidiamo nella classe con cui Anders e Johan sanno rimescolare le solite carte in tavola.

giovedì 23 ottobre 2014

Il Metal Female Voice Fest lookbook: tutti i fashion crime delle nostre primedonne

Sapete che vi dico? Troppa musica, da queste parti. Era ora che su Epilla ci occupassimo di qualcosa di più gossiparo, così ecco il lookbook con tutte le atrocità dell’European Horror Story: Freak Show. Fra animalier, tendoni da circo, sacchi per l’indifferenziata e pacchianate varie, c’è solo da pregare che Enzo Miccio e Carla Gozzi non aprano mai questo blog, se no è la volta buona che infartuano.
Le foto sono spudoratamente rubate da Tim Tronckoe: passate da lui e ricopritelo di like, ché al di là dei soggetti, le foto in sé meritano.
Stilare una classifica dall’outfit meno atroce a quello più osceno è pressoché impossibile, così andrò in ordine più o meno randomico.

Partiamo con la prima illustre sconosciuta, Kassandra Novell. Per il karaoke party del primo giorno si mantiene relativamente sobria, fra maglietta nera con scollo di pizzo, leggings in pelle (o simili-pelle, se no chi la sente poi la Alissa White-Gluz?) con minigonna e stivaloni. Senza quel corsetto a ghirigori disegnati con l’Uni Poska metallizzato sarebbe anche stata decente. 
Il terzo giorno è resuscitata come corista degli Aria Flame (who?) ma è tristemente rimasta impigliata in una rete da pesca. Che sia un tributo a Pescy? Beh, non sarà l’unico che vedremo, nel corso del post.

A tenere alti i colori dell’Italia, tale Sara Squadrani di tali Ancient Bards. Nulla di eccezionalmente orribile, né trascendentale: un normale outfit da serata al discopub. Almeno apprezziamo che qualcuna sia andata vestita normale e non conciata da adolescente alla scoperta della darkroom del Decadence.

Anche Grace Méridan, altra illustre sconosciuta che ha fatto da corista agli Aria Flame, ha optato per un look tutto sommato sobrio: tubino bianco (che può permettersi) e polsino in tinta. Senza quell’inserto catarifrangente sarebbe stata promossa, ma ehi, è pur sempre il Cirque du Baracconeil.

Restando sugli Aria Flame, Aziza A. Poggi (la cantante titolare, credo) ha puntato sul pacchiano pesante mescolando tulle, righe, nappe delle tende, fishnet, pizzo e piume arancioni. Se l’idea era travestirsi da enciclopedia dei cliché gotici, complimenti, le è riuscita benissimo!

E che dire di Sabrina Cruz, ennesima corista degli Aria Flame, e dei brandelli di raso rosa che spuntano dagli spacchi di quel sacco nero in ecopelle? Basta guardare le espressioni sue e di Aziza: è il disgusto per i reciproci outfit.

Dal Giappone con furore, ANZA (TUTTO CAPS LOCK) degli HEAD PHONES PRESIDENT (ANCHE LORO TUTTO CAPS LOCK) ha puntato sulla nostalgia e si è travestita da Pescivendola prima maniera con strati multipli di tulle e una cintura quattro taglie più grande stretta a più non posso. Ed è subito 2003!

L’operazione throwback continua con Carla Van Huizen dei La-ventura, che lascia l’epoca di Fallen alla giappa e punta su un ritorno a The Open Door. Su, Pescy, ora che sei una cantante indie diciamoglielo insieme: DÉ-MO-DÉ!

Sempre in tema, démodé, Dianne van Giersbergen dei Vision of Atlantis Xandria (porca miseria, li confondo sempre) ha optato per finto corsetto e gonna lunga in pieno stile Anni Duemila. D’accordo che il nero non passa mai di moda, ma a tutto c’è un limite…

Poi c’è Saeko Kitamaesentita, che ha finalmente un volto. Si è esibita il primo giorno assieme alle United BFF e, visto il palco affollato, ha lasciato la katana dalle sue colleghe a Old Town di Sin City. Peccato che si sia dimenticata di cambiarsi prima di salire.

Con Miriam “Sphinx” Renvåg dei Viper Solfa, i casi sono due: o si sono dimenticati di dirle che la manifestazione si chiamava Metal Female Voice Fest, oppure è scesa di corsa dal carrarmato e anche lei non ha avuto tempo di cambiarsi. Nel secondo caso, occhio, Francia: è già in Belgio, la Linea Maginot è bella che aggirata.

Karolina Pacchian degli Skeptical Minds ha dato subito spettacolo alla serata karaoke con un cosplay da principessa degli elfi con tanto di coroncina. Dieci e lode per la pretenziosità, ma Sharona Milfona l’ha capito da anni che non è più il caso di girare travestita da meringa.
Il secondo giorno, con la sua band, ha deciso di vestirsi da figlia del fabbro in gita notturna sulla Salaria. Se almeno il top fosse stato della misura giusta evitando di farle i rotolini… oh well.

Maxi-Fronte Nil dà subito il peggio di sé il primo giorno con le amiche di merenda. Avrà anche rinunciato al bindi, ma fra quel corsetto rosa leopardato con inserti in PVC e il cardigan cascante da barbona non ci siamo proprio. E seriamente, una frangetta non guasterebbe.
Il secondo giorno con i Jaded Star (ora canta lì) ha optato per fare pendant con la Karolina e fare l’espositore del ferramenta di suo padre: corsetto decorato con la sparachiodi, catenacci a più non posso, collare cervicale e tappezzeria in similpelle. Il coprispalle, poi, è un capolavoro.

Paladina di classe e femminilità come al solito, Meri TheMurtaccisua si è esibita al Karaoke United in tenuta da motociclista: canotta smanicata per lasciare i tatuaggi in bella vista, gilet in pelle, cinturone sopra la maglia e, ovviamente, urla sguaiate.
Ma… sorpresa sorpresa! Il secondo giorno si è presentata vestita decentemente, con una camicetta nera con maniche a palloncino addirittura carina, capelli semiraccolti e pantaloni neri. Secondo me, Maxi-Fronte Nil l’ha minacciata: o ti vesti come si deve, o la corista dei Jaded Star non la fai manco morta.

Restando in tema maschietti (diciamocelo, Meri lo introduce bene!), abbiamo… ahem… questo tizio dei Diabulus In Musica (non sono riuscito a capire chi sia) che, dopo essersi rotolato nel fango, ha deciso di avvolgersi in una rete per la raccolta delle olive. Sto cercando di capire se questo costume voglia avere valore come rievocazione storica o cosa, ma il senso mi sfugge proprio.

In perfetto stile Rossella O’Hara, invece delle tende Heidi Poveraccien ha riciclato il tendone di Black Circus degli Ambeta Dawn e ne ha ricavato il vestito simil-vittoriano a righe più brutto della storia. Il finto tatuaggio col simbolo degli Illuinati/logo di Dark Sarah sul palmo della mano è un ulteriore tocco di classe.

Abbiamo anche un’altra italiana in concorso, Lisy Stefanoni degli Evenoire. E tutto italiano è anche il suo costume: la Zingara Cloris! Ma cosa ci diranno le carte? Avrà più successo se lo porterà al Cartoomics l’anno prossimo? La risposta è una soltanto: la Luna Nera! AH AH AH, za-za-zan zan!

Yay per la Baleana, che la sera delle Dilettanti allo Sbaraglio ha deciso di coprirsi con un sacco nero dell’indifferenziata. Che ha ornato con dei maniconi in pizzo per non farci mancare nulla. Quando capirà che il raso potrebbe anche evitarlo perché a) fa tanto costume di carnevale e b) si spiegazza che è una meraviglia in valigia, sarà troppo tardi.
Il giorno dopo con gli Enemy of Reality, invece, ha deciso di entrare in full baraccon mode e non risparmiarsi nulla: bottoni, borchiette, nappe delle tende, catene… Poi però penso a chi le ha confezionato quel vestito e tutto acquista un senso: ovvio che si sia lasciato prendere la mano, dove altro la trova una simile quantità di stoffa in un un unico vestito da decorare a piacimento?

Zuberoa Aznárez dei Diabulus in Musica ha sfoggiato ben tre outfit nel corso del festival. Qui la vediamo in veste di corista dei Leaves’ Eyes con addosso un vestitino nero che è quasi carino. Ma…
…già come corista di Dark Sarah le vediamo addosso una palandrana metà velluto e metà ecopelle con tanto di pieghe da bagaglio che avrebbe potuto benissimo evitarsi.
Per l’esibizione con la sua band aveva probabilmente finito i fondi e così si è ricavata un vestito rattoppando assieme pezzi di tappezzeria che avrà ricavato dalle tende e dal divano in pelle. E che, oltretutto, non la coprono nemmeno.

Cavallyn, Cavallyn, che cosa mi combyn? La prima sera, con le Poracce Unite, si è infilata in un corsetto piumato di rara bruttezza che la fa sembrare un Tortellyn.
Si è ripresa alla grande, però, la sera dopo con i Sirenia (e anche come corista della Prozia Livia). Non so, è un corsetto con gonna in similpelle e fishnet sulle braccia, ma lei riesce a portarli con dignità perfino nel 2014. Evidentemente, per non sembrare un baraccone ci vuole classe.

Altro classico della moda goth addosso a WTHeike: corsetto nero con bordo in pizzo, coprispalle semitrasparente, gonna lunga, collare con pendaglione. Poteva essere una baracconata, invece anche lei indossa il tutto con una classe invidiabile. Lei e Cavallyn devono avere qualche segreto, ma c’è anche da dire che nessuna delle due ha strafatto con più strati del dovuto.

Niente da fare, invece, per la nostra Marselìta, che sfoggia un look da pornosegretaria fetish. L’idea del simil-tailleur non era male, ma tutto in ecopelle? Sul serio?

E dopo il fetish, diamo un tocco lesbo con Masha “Scream” degli Arkona. Non è nemmeno una butch, è proprio vestita da uomo. Mi sa che sua la lettera sul festival di metal al femminile si è persa con quella di Miriam Renvåg. Del resto, la posta non te la recapitano sul camion…

Dopo una certa età, si sa, cambiare non è mai facile. Lo sa bene Sabina Classen (ma quale?) dei With Holy Moses: da brava metallara vecchio stile \m/ probabilmente quello che ha addosso è ancora il gilettino con le toppe incollate che usava al liceo tanti, tanti anni fa. Fortuna che la Kassandra Novell ha previsto la cosa e le ha almeno prestato la rete per le braccia…

Chi invece gli anni li porta splendidamente è Kari la Piromaniaca. Leggings neri, vestito in pizzo coprente, stivali, tutto sobrio e minimale: ecco come una cantante di quarant’anni si esibisce dignitosamente sul palco. E stavolta non ha nemmeno avuto bisogno di minacciarmi.

Anche Mamma Anneke non si vergogna di fare la cantante seria con prole alle spalle: per lei, un vestito nero ancora più essenziale, per una classe e sobrietà davvero invidiabili.
E anche quando decide di darsi un tocco più sparkly e da rock star, non esagera e punta su una maglietta blu polvere semplice anche se con le paillette. Così, per dimostrare a quelle altre sgalettate come ci si presenta, sul palco.

E poi c’è lei, la Prozia Livia. In tour con The Sirens da quanto? – e ancora non ha imparato nulla da Anneke e Kari. Fra Potere del Trio e Leaves’ Eyes, sul palco del MFVF ha sfoggiato ben quattro outfit, uno più brutto e/o inappropriato dell’altro. A partire dalla camicetta cinese tarocca di cui sopra.
Sempre per fare bella figura accanto ai vestiti sobri della Piromaniaca e dell’Annarella, eccola portare in tour il vestito leopardato tono su tono che ha sfoggiato nel video di Love Decay. Se non altro, il corpetto è allacciato del tutto, così non avrà avuto fiato e avrà lasciato la performance vocale alle altre due.
Doppio outfit anche per l’esibizione con l’Allegra Famigliola. Ok, bisogna ammetterlo, è un enorme passo avanti rispetto alla vestaglia rossa, ma Prozia, seriamente: non hai più quindici anni. Ne hai quasi quaranta, ne dimostri il doppio e hai tre vasti mediali: forse è arrivato il momento di coprirti un po’.
E come se la coda di tulle di prima non fosse bastata, eccola in minigonna inguinale, stivaloni da tangenziale e coprispalle (o e una mantellina?) in pizzo e anche piume. Prozia, sul serio, basta fare la sexy: stanotte avrò gli incubi.

In tutto ciò, devo essermi perso il momento in cui siamo passati dal MFVF al Lucca Comics. Anche se non è una fanciulla, menzione d’onore ad Alex Troll, che è salito sul palco bardato di elmo e brandendo una spada, e pure prendendosi sul serio. Improvvisamente, le cosce scoperte della Prozia non mi sembrano nemmeno più così imbarazzanti…

Restiamo in tema Lucca, ché forse Sophia Aslanidou dei Season of Ghosts era in anticipo e ha deciso di portare il suo cosplay da stereotipo di adolescente daVk a Weeze e fare una capata sul palco. Sul serio, col suo vestito si può giocare al bingo: stivaloni talmente pesanti che cammina come un t-rex? Check. Guanti in ecopelle? Check. Cappellino di piume? Check. Altre piume sull’orlo dei guanti e sulle spalline? Pure! Corpetto in PVC tutto fibbie e cinghioni? Mica poteva mancare! Pseudogonna in PVC? Mai senza! E la sopravveste in tulle a ragnatele? Cristo, non si vedeva da metà Anni Duemila, e comunque, sul serio me la abbini con i collant leopardi? Doppia foto per lei perché tutta questa baracconaggine non si può ammirare da una sola angolazione.

Sempre in tema giappominkia, ecco -iori-, davvero made in Japan, dei Magistina Saga, che sono in tutto e per tutto la versione tarocca dei Versailles. Non a caso, la nostra è riuscita a infilarsi addosso una tale quantità di trine e merletti strato su strato che a momenti le gambe non la reggono nemmeno sostenute dagli stivaloni fetish privi di giuntura. Ad occhio e croce, è salita sul palco, ha visto le reazioni del pubblico, ha avuto un attimo di lucidità ed è stata immortalata mentre si pentiva amaramente di quell’outfit.

E così come il MFVF, chiudiamo anche noi con i Therion, che stravincono alla fiera della baracconaggine. Basta guardare Linnéa VikstromSandra Laureano, che sono in evidente imbarazzo per il fatto di trovarsi l’una accanto all’altra.
La prima evidentemente mantiene la Linnéa sgobbando in palestra, e come ha finito di allenarsi si è buttata addosso la prima giacca in pelle che ha trovato ed è corsa sul palco così com’era, tuta compresa.
E poi c’è la Sandra, che mi lascia davvero perplesso. Un po’ figlia transessuale e disconosciuta di Babbo Natale, un po’ maîtresse di un bordello molto economico durante la serata di Capodanno, probabilmente passata dalla prima alla seconda. Beh, se non altro pare avere fra i venti e i trenta, perché la lunghezza della gonna è la stessa della Prozia Livia. GROSS!

Ed eccoci qui, sopravvissuti a questa carrellata. Per l’edizione dell’anno prossimo propongo una maxi-retata della fashion police: una notte in gattabuia e magari qualcuna si ravvede. Delle altre non credo sentiremo la mancanza…