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sabato 9 luglio 2016

Leaves’ Eyes: Thorsten Bauer vuota il sacco sul Livgate

Mi pare che ci sia stato poco drama dalle parti della Prozia Livia ed Ex-famigghia in questi ultimi mesi: è giusto che il nostro Tosso, aka Thorsten Bauer, aka il principale colpevole della noia ripetitiva che infesta la discografia degli Up Liv’s Ass, rimestasse nel vaso e dicesse la sua. In un’intervista per il giornale / webzine / non trovo la fonte diretta russa (accontentiamoci di questa), Tosso vuota il sacco e ci dà la sua versione del divorzio della Prozia.
I contatti con Liv erano diventati difficili. Già da gennaio 2016 si discuteva dell’uscita di Liv dalla band. Quando Liv e Alex si sono separati personalmente all’inizio di gennaio, Liv voleva lasciare subito la band. Ma Alex l’ha convinta a rimanere nella band ed entrambi hanno trovato un ottimo accordo reciproco per la loro vita privata e il lavoro. A quel punto, la situazione della band sembrava essersi risolta. Ma da febbraio, il suo nuovo fidanzato / terapista ha provato a interferire in molte faccende della band. Parlava molto male dei Leaves’ Eyes e diceva che non dovevano più esserci concerti, tour e interviste senza di lui. Il fidanzato / terapista di Liv le ha perfino detto di lasciare la band. Verso marzo, le cose sono precipitate dopo che Liv si è trasferita dal suo fidanzato / terapista ed è diventato chiaro per tutti nella band che ci si sarebbe separati in futuro. Liv voleva anche mettere becco nella scelta della nuova cantante dei Leaves’ Eyes; le abbiamo detto che volevamo decidere noi stessi. Quindi nulla è successo alle spalle di nessuno.
All’inizio di aprile abbiamo avuto una riunione della band per parlare di cosa fare. In quella riunione abbiamo deciso di separarci immediatamente. Liv ci ha detto che non sarebbe più stata in grado di tenere fede ai suoi impegni col tour per ragioni personali. Inoltre, l’avvocato di Liv ha scritto in una lettera ad Alex che un’ulteriore cooperazione, compresi i concerti con la band, non sarebbe stata possibile per Liv, quindi lei era sollevata dal non dover più fare concerti con i Leaves’ Eyes. Come risultato della riunione, abbiamo anche preparato il comunicato stampa insieme a Liv per informare i fan e i media. Con gran sorpresa di tutti, il primo comunicato, che avevamo scritto insieme, è stato attaccato subito da ulteriori post e dichiarazioni di Liv. All’improvviso, terze persone e troll hanno iniziato a diffondere brutti pettegolezzi e bugie su internet. È stata quella la ragione della confusione e la rabbia di aprile. Per quanto mi riguarda, posso dire chiaramente che se chiunque nella band avesse trattato Liv come dicono i troll su internet, non farei più parte dei Leaves’ Eyes.
Posso anche dire che al momento Alex è un padre single, visto che Liv e Alex si sono separati e loro figlio vive a casa di lui.
La parte più inverosimile di quest’intervista? Che la Prozia si sia messa a fare i piagnistei “con gran sorpresa di tutti”. Andiamo, Tosso, come se non fosse già successo e tu non fossi stato lì.
Davvero, mi piacerebbe prendere le difese della Prozia e dire che le hanno fatto la porcata alle spalle  e ora tentano di pararsi il sedere (ok, no, non è vero: adoro la piega che ha preso la faccenda), ma dire che le dichiarazioni di Thorsten non siano verosimili sarebbe assurdo. La Prozia che non comunica, la Prozia che se ne va a vivere con la nuova fiamma, la Prozia che ripete a pappagallo tutto ciò che la nuova fiamma le dice, la Prozia che non mantiene gli impegni con la band, la Prozia che si prende la pedata e poi fa finta di cadere dalle nuvole… dai, è già successo tutto in questo preciso, identico ordine tredici anni fa.
Beh, se non altro, Tosso le fa la cortesia di sottintendere che prima lei e Trøll si sono lasciati e poi si è trovata un altro; ma senza entrare nel merito della vita privata, resta il fatto che la professionalità della Prozia Livia come cantante è inversamente proporzionale alla cieca adorazione che le sue fangirl hanno per lei.

martedì 19 aprile 2016

Livgate: secondo il verbale della band, Liv Kristine avrebbe un altro?


Nuovo episodio della nuovissima saga mitologica crucco-norvegese, “Divorzio alla Vichinga”. L’altro ieri, gli Up Liv’s Ass (dai, l’abbiamo pensato tutti che dovessero cambiare nome) avevano promesso di cacciare fuori il verbale della riunione tenutasi fra Alex Trøll, il fedele Thorsten BauBauer, la Prozia Livia e il misterioso mediatore, che dimostrerebbe che non solo la Vegliarda era al corrente della decisione, ma l’ha anche accettata. Di seguito, il post della band assieme alla mail e le due versioni del verbale, in inglese e in crucco, che preserviamo ad eterna memoria in caso l’ennesimo colpo di scena faccia sparire tutto da Facebook (cliccate per ingrandire).
LA VERITÀ RIMANE SEMPRE.
Dato che siamo stufi delle bugie sui social media, come promesso ieri ecco la prova che vi diciamo la verità su ciò che sta succedendo. Qui potere leggere i verbali firmati (in inglese e tedesco) certificati dall’avvocato Frank Dehn, che conferma che la notizia sul verbale del mediatore della nostra riunione cruciale è accurato e corretto in ogni modo.
Inoltre, il verbale dimostra che le decisioni sono state prese insieme! Da gennaio di quest’anno, l’uscita di Liv dalla band era già in corso. Speriamo di aver finalmente chiarito la situazione per tutti ora! Come abbiamo postato prima, auguriamo a Liv il meglio per il futuro!

 
Ed ecco la traduzione della mail con gli allegati, sulla cui accuratezza non garantisco perché il mio tedesco è più arrugginito dell’ispirazione degli Up Liv’s Ass. Se qualcuno di voi ha da fare correzioni, le accetto più che volentieri.
Egregio sig. Krull,
ho ricevuto dal verbalizzatore il verbale firmato della riunione fra gli azionisti, altrimenti denominati membri, dei Leaves’ Eyes GbR del 6 aprile 2016 sia in lingua tedesca sia in lunga inglese.
Confermo in questa sede, previe domande che ho fatto al verbalizzatole che ha presenziato come mediatore alla riunione, che l’attendibilità di questo documento è assicurata.
Distinti saluti,
Avvocato Dr. Frank Dehn
Dove “Leaves’ Eyes GbR” sarebbe l’equivalente tedesco di una SRL, SpA o simile, per cui stiamo parlando legalese pesante qui. Cristallino è invece il verbale stesso di cui, per fortuna, esiste una molto più traducibile versione in inglese.
Verbale della riunione di Leaves’ Eyes GbR, 06.04.2016:

- Riunione alle 20:30 (preventivamente stabilita con tutti i membri della band) nei locali del Mastersound Studio.

- Erano presenti Alexander Krull, Liv Espenaes-Krull, Thorsten Bauer, [Nome e Cognome].
- Io ([Nome e Cognome]) ero presente come mediatore “neutrale”.
- Tutti i membri della band hanno concordato anticipatamente che il futuro dei Leaves’ Eyes sarebbe stato definito questa sera e la riunione non avrebbe portato a contenziosi privati. Ciò è stato ripetutamente ribadito da tutti nonostante il rispetto di alcuni momenti comprensibilmente emotivamente molto forti.
- Thorsten Bauer e Alexander Krull hanno stabilito con chiarezza che la collaborazione artistica di successo della precedente incarnazione della band con Liv E. Krull non è più possibile a causa di svariate divergenze professionali e alcune faccende private. Ciò ha ricevuto conferma da Liv E. Krull, la quale ha richiesto una decisione immediata per avere chiarezza e poter agire liberamente in futuro.
- Inoltre, è stato è stato stabilito con grande chiarezza da Thorsten Bauer che un intervento esterno del nuovo partner / terapista di Liv E. Krull è inaccettabile negli affari della band sotto qualsiasi circostanza.
- È stato deciso che Liv è sollevata dai futuri concerti e non fa più parte della band. La dipartita dalla band è sembrata perfettamente chiara a Liv perché la situazione generale non è stata affatto rifiutata. Al contrario, Liv era evidentemente sollevata di poter essere in grado di pianificare il suo futuro senza doversi occupare dei doveri nei Leaves’ Eyes poiché non si sente in grado di tenere fede ai suoi impegni del tour (fra gli altri, USA).
- Allo stesso tempo, Alexander Krull e Thorsten Bauer hanno fatto a Liv l’offerta di sostenere i suoi futuri progetti solisti con registrazioni professionali di demo al fine di presentarli alle case discografiche. Alexander Krull le ha offerto la possibilità di prendere parte a futuri progetti con altri artisti, se lei l’avesse voluto.
- Le attuali attività di management per Liv E. Krull sono state abbandonate da Alexander Krull questa sera con effetto immediato.
- La scadenza per le registrazioni offerte per il progetto solista di Liv era l’11.04.2016 e ciò è stato confermato da lei.
- È stato deciso che un comunicato PR sarà creato insieme per informare della dipartita di Liv E. Krull i fan della band e i business partner. Tale comunicato sarà scritto da Thorsten Bauer e Alexander Krull in una prima bozza e supplementata da Liv E. Krull con il suo comunicato personale.
- Inoltre, un incontro con la commercialista, la signora [Cognome], è stato confermato per il giorno successivo ad Affalterbach.
- Nonostante l’enorme impatto emotivo della questione, ogni parte coinvolta è riuscita a terminare la serata con un “abbraccio d’addio” e la professione di reciproca gratitudine per gli anni di successo insieme.
[Nome e Cognome]
Marbach, 12.04.2016
[Firma]
Insomma, il sunto è che sono scorsi fiumi di lacrime, ma alla fine la Prozia aveva ingoiato la foglia, e che il motivo era che aveva altro per la testa e non aveva molta sbatta di impegnarsi con gli Up Liv’s Ass. Ribadisco: com’è che queste cose le capitino con ogni band in cui canta? La prossima quale sarà, Mamma Anneke e la Piromaniaca la cacceranno anche dalle The Sirens?
Ovviamente, nel documento non c’è alcun accenno all’eventuale infedeltà di Trøll o altre faccende private, se non al fatto che la Prozia ha uno strizzacervelli invaden… WHOA. FERMI TUTTI UN SECONDO.
Inoltre, è stato è stato stabilito con grande chiarezza da Thorsten Bauer che un intervento esterno del nuovo partner / terapista di Liv E. Krull è inaccettabile negli affari della band sotto qualsiasi circostanza.
NUOVO PARTNER? Nuovo partner nel senso di partner commerciale? Partner musicale? O proprio partner-partner, partner romantico e/o sessuale? Il documento tedesco dice Lebensgefährten, che è specificamente un partner affettivo e/o sessuale. Quindi vuol dire che è la Prozia Livia che si è già trovata un altro? Tutti i piagnistei su internet sono una farsa per coprire una coscienza sporca? I familiari partiti all’attacco le danno man forte in quello?
Certo, si può prendere questo verbale con le pinze nonostante la firma dell’avvocato, ma uno dei rumour che giravano in rete era proprio che la Prozia fosse reclusa in casa col figlio per paura di ripercussioni legali. E, di solito, in queste situazioni è il coniuge infedele a camminare sulle uova. Inoltre, ricordiamolo, non è che la Prozia non abbia mai scaricato qualcuno appena ha conosciuto un uomo nuovo, come il povero Raymond Rohonyi sa bene.

Quindi, qual è la verità? La Prozia cornuta e mazziata? La Prozia cornificatrice e mazziata? Si sono messi le corna a vicenda?
Ma ve lo immaginate se si sono incontrati tutti e quattro nello stesso motel? L’awkward moment quando apri la camera degli scambisti e ci trovi tua moglie…

Leaves’ Eyes: botta e riposta fra la band e Liv Kristine


Che in questi giorni i colpi di scena si sarebbero susseguiti freneticamente in casa Trøll era sicuro, ed eccoci accontentati.
Subito dopo aver sganciato la bomba, la band ha continuato come se nulla fosse a postare foto e informazioni sul concerto in Indonesia, come bravi Vichinghi che navigano imperterriti sulla loro nave nonostante la tempesta che li ha investiti in pieno. Ma dato che l’odio gratuito per la Povelina è stato, prevedibilmente, tale da far venire prurito anche a loro, come risposta hanno condiviso un post, ora cancellato, di un amico della Povelina che, siamo onesti, diceva le cose come stanno: che, in media, i metallari sono un gran mucchio di bambini viziati pronti a fare i capricci ogni volta che una band cambia cantante (vedi i Naituiss, i Kamelot eccetera) e che, prima di andare a gettare cacca sulla Povelina, sarebbero dovuti passare sul suo cadavere. E voglio dire, dagli torto: quando ci sono in mezzo i fan della Vegliarda, la bimbominchiaggine cresce esponenzialmente.
Ovviamente i fan si sono incarogniti ancora di più per questo post e hanno scritto peste e corna, così il lungo rant è stato cancellato e la band ha tentato di metterci una pezza con un nuovo annuncio.

Notare l’elmo SENZA CORNA.
LASCIAMO PARLARE LA MUSICA!
Cari Fan e Amici (con la maiuscola),
siamo appena tornati da un grande weekend in Indonesia. Il nostro primo show con Elina è stato fantastico!
Nonostante una forte tempesta tropicale prima del concerto, 21.000 persone si sono presentate davanti al palco!
Capiamo che molti fan e amici sono sorpresi e scioccati dal cambiamento nella nostra band. Sappiamo tutti che Liv ha avuto un ruolo importante per la band in passato, e capiamo che le persone sono tristi perché non è stata una decisione facile per nessuno dei coinvolti.
Ma vista la quantità di commenti di odio e irrispettosi sui social media, vorremmo cogliere l’opportunità per chiarire bene alcuni punti:
i Leaves’ Eyes sono sempre stati una band, non un progetto, né assolutamente un progetto solista di Liv Kristine. Abbiamo sempre fatto lavoro di squadra nei Leaves’ Eyes. Nel decennio passato Tosso e Alex hanno scritto la musica per i Leaves’ Eyes e Liv si è occupata dei testi.
Il progetto solista di Liv si chiama “Liv Kristine”. Abbiamo sostenuto Liv anche nella sua carriera solista, scrivendo musica, registrando e producendo gli album e occupandoci, in passato, del management.
La decisione di separarci da Liv è stata presa da tutti i membri dei Leaves’ Eyes, compresa Liv. Un mediatore – un amico di Liv e Alex – era presente alla riunione della band e può testimoniare che la decisione di separarsi è stata presa di comune accordo da tutti i membri. Liv era contenta di avere l’opportunità di programmare cambiamenti nella sua vita futura e non dover più andare così tanto in tour. L’idea di andare ognuno per conto suo è stata presa già a gennaio.
Elina non ha avuto un ruolo nel processo decisionale.
È stato anche deciso di aiutare Liv nel suo progetto solista, Liv Kristine, e registrare le sue nuove demo e i suoi album futuri nel nostro studio come in passato.
Per favore, rispettate la privacy di Liv e Alex! I post irrispettosi e gli attacchi stanno danneggiando la loro situazione familiare e il loro figlio Leon. Liv e Alex non vogliono dividere i fan – non date una possibilità ai pettegolezzi falsi, agli hater e agli avvoltoi!
Al momento non possiamo darvi altri dettagli poiché ci sono azioni legali in corso.
Ai nostri fan di tutto il mondo che sono qui per la musica e non per il gossip: LASCIAMO PARLARE LA MUSICA!
Non vediamo l’ora di presentare nuovo materiale con Elina presto!
Restate in ascolto per notizie del nuovo videoclip, musica e gli aggiornamenti del tour.
Rock on!
Leaves’ Eyes.
Beh, caro Trøll, non so se te ne sei accorto ma la tempesta tropicale prima del concerto è ancora totalmente in corso. E piove cacca. Tanta cacca.
A questo punto, il post si sarebbe dovuto concludere con un paio di considerazioni: Alex Trøll ha messo in chiaro la verità che i fan della Prozia si ostinano a negare, ovvero che la musica era sua e di Thorsten Bauer, compresa quella del progetto solista, e la Prozia ci ha messo le sue (pessime, ammettiamolo) lyrics. Ad ogni modo, il fatto che siano intervenuti mediatori, che si usi un termine come “situazione familiare” e si parli perfino di azioni legali in corso puzza di bruciato e lascia intendere che le cose non sono tutte rose e fiori come sostiene la band ma c’è dell’altro.
E poi, ennesimo colpo di scena! È intervenuta la Prozia Livia in persona sulla sua pagina Facebook. Piccolo inciso, i costrutti farraginosi e la roba che non ha il minimo nesso logico-sintattico-grammaticale non sono errori di traduzione, ho riportato fedelmente il post.
Cari Fan & Amici (sempre con la maiuscola, e mi chiedo se la causa legale in corso non riguardi la proprietà intellettuale di questo saluto),
Senza di voi non avrei avuto la forza di continuare con la musica. Ciò che tutti voi avete fatto per me col vostro sostegno senza fine e la passione mi mantiene in piedi in questi tempi difficili.
Grazie per avermi avvisata per quanto riguarda il nuovo postare di qualcuno nei Leaves’ Eyes, fatto per farmi del male e rendere la mia situazione ancora peggiore. Non ho nulla da nascondere, nulla da temere. Mi è stato detto poco più di una settimana fa che non sono più preferita come cantante della band per ulteriori tour o album. Ho chiesto per la situazione riguardo l’Indonesia e gli imminenti show futuri. La risposta è stata “no”. Ho chiesto se c’era una sostituta e non ho ricevuto una risposta chiara. Non posso credere che questo processo sia accaduto dietro la mia schiena, in parallelo a un’enorme delusione nella mia vita privata. Pochi giorni dopo, di sicuro c’era una sostituta. Devo dirlo – è stato “rapido” 😉!
Vedo ancora i Leaves’ Eyes come “il mio bimbo” e mi mancherà suonare a quei concerti, sentire le buone vibrazioni, percepire il vero potere vichingo norvegese con il pubblico. Dentro il mio cuore farò sempre tesoro dei Leaves’ Eyes per tutta la buona musica, le canzoni, i temi, i concept e il vero potere vichingo. Le melodie che un tempo cantavo rimarranno sempre vive nelle mie orecchie.
Non vedo l’ora di svelare delle buone notizie per voi presto. Ci saranno buone notizie in arrivo dalla Norvegia!
Con ammoreh,
Liv
E così i pettegolezzi erano veri! Non solo la Prozia è stata cacciata malamente dalla band, ma ha anche avuto una grossa delusione nella vita privata. La prima cosa, beh, strano come continui a capitarle; la seconda può voler dire una sola cosa: le corna sono vere! Data la situazione, ha tutte le ragioni del mondo a sentirsi uno straccio, anche perché chissà quante nuove rughe le saranno spuntate.
C’è una cosa che mi infastidisce, però: il comunicato della band serviva sì ad attirare acqua al loro mulino, ma è stato fatto anche per mettere a tacere il casino e andare avanti. Quindi, Prozia, non è vero che qualcuno ha cercato di farti del male e rendere la tua situazione ancora peggiore: è il tuo post, casomai, che è stato fatto apposta per rovinare la reputazione della band e far loro del male.
Ripeto, se davvero è cornuta e mazzolata, ha tutte le ragioni del mondo per voler male ad Alex Trøll, ma il suo atteggiamento da eterna vittima innocente francamente mi dà ai nervi perché è la stessa, identica strategia che ha usato quando si è presa la pedata dai Theatre of Tragedy: un comunicato in cui esprime quanto abbia il quorycino spezzato, che la band è stata cattiva, che non l’hanno avvisata come si deve, e poi buttaci dentro qualche altro feel, i vichinghi, la passione e grazie, fan, siete la mia ancora di salvezza. E visto che in quel caso nascondeva le mutande sporche, mi viene un po’ difficile darle il beneficio del dubbio e credere che, a livello prettamente professionale, non ci sia stata nessuna scorrettezza da parte sua prima che la cacciassero.
Fermo restando che è palese che il motivo principale è di natura personale e Alex Trøll sarà sempre il pus che infetta la mucillagine che deturpa il fungo che si nutre della feccia di fogna.

domenica 17 aprile 2016

Leaves’ Eyes: Liv Kristine cornuta e cacciata?


Colpo di scena non indifferente su Beautiful Vikings!
In queste ore in cui i Liv’s Ass stanno scoprendo una copertura mediatica su internet che non si sarebbero mai sognati in tutta la loro carriera, hanno iniziato a circolare un sacco di pettegolezzi, compreso il fatto che Alex Trøll abbia mollato la Prozia Livia e se la faccia con la nuova cantante basandosi su, uhm, questo selfie che si sono scattati assieme prima del concerto.

Lei non ha proprio l’espressione di una che vorrebbe strappargli le mutande.
Ma che si tratti di Elina (da oggi ribattezzata Povelina per il trattamento che sta subendo da quegli assatanati di fan della Vegliarda) o meno, parrebbe che le corna ci siano state per davvero. E non da parte della Prozia con Raymond durante il tour del cattivo gusto. Pare che infatti sulla pagina dei Liv’s Ass sia comparso un post in cui il padre della Prozia in persona avrebbe accusato Trøll di aver messo le corna alla Vegliarda. Post prontamente cancellato dalla moderazione, ma screenshottato da qualche sudamericano con gli occhi iniettati di sangue.


Per favore, notate: Liv Kristine è stata tradita dal suo marito. Ciò è proprio brutto - per favore, state nel fanclub di Liv Kristine e non dei Leaves’ Eyes. 
È bellissimo vedere che sostenete Liv Kristine! Ho tantissimo da dire sul raggio di sole che è Liv Kristine dal 14 febbraio 1976! Sono suo padre.
Verificando le fonti, sembrerebbe che l’account sia vero: fra gli amici ha infatti sia la Vegliarda, sia la sorellina Carmela Elisa, sia quella che presumo essere… non so, o la nonna della Prozia, o la Prozia stessa senza trucco e Photoshop. Per cominciare, tanto di cappello a Papà Prozia, che scrive in un ottimo inglese e usa perfettamente i social network pur essendo nato, a giudicare dall’età della figlia, probabilmente ancora nel Regno Unito di Svezia e Norvegia. In secondo luogo… sarà tutto vero?
Beh, una cosa è certa: dal messaggio che la Vegliarda ha lasciato sulla sua pagina, la separazione (dalla band) non è stata consensuale. Inoltre, stando a quanto dicono i fan, sulla pagina della band vige una censura da Reich su chiunque tenti di accennare all’argomento corna. I rumour arrivano addirittura a dire che la Prozia sarebbe intrappolata nella casa coniugale per paura di perdere i diritti legali sui figli.

Non staremo un po’ esagerando?
Beh, che qualcosa sia successo nel privato è pressoché certo, visto che la band era praticamente la papamobile musicale della Prozia. D’altro canto, non è inverosimile pensare che Trøll se ne sia cercata una più fresca e giovane, visto che la Prozia non ha decisamente più l’età (specie apparente) per fare la pornoattrice cecoslovacca in stivalazzi e mutande in ecopelle come ai tempi del video di Into Your Light.

Ammettiamolo: non ce l’aveva nemmeno allora, l’età.
In tutto ciò, se questi rumour fossero veri, umanamente un po’ mi dispiacerebbe per la Prozia. Ma considerando che le lacrime dei suoi fan sono l’ingrediente primario del mio cocktail preferito, questa vicenda me la sto davvero gustando come un piatto di lasagne.
Ma Prozia, tesoro, guarda il lato positivo: in primo luogo, ora l’elmo vichingo ce l’hai incorporato; e poi, sei libera di seguire le orme del tuo più grande idolo, Madonna, e fare la cougar con dei toy boy vent’anni più giovani! Anzi, nel tuo caso la differenza di età sarebbe ancora più evidente!

domenica 8 novembre 2015

Notizie sugli Epica: nuovo album, Epic Metal Fest e misterioso progetto speciale

Per la gioia di tanti e il rosico dei soliti quattro gatti, i tempi sono maturi perché la Simoncina e compagni si mettano al lavoro per tirare fuori un degno successore a The Quantum Enigma. Di notizie in queste settimane ne sono trapelate un po’, per cui andiamo in ordine cronologico.


A un tweet interrogativo sulla data di Epica VII, Mark ha parlato genericamente di autunno 2016. Che è un tempo più che ragionevole – due anni e mezzo dal precedente – per cui smettiamo subito di lagnarci che lo vogliamo già ora, dato che TQE ha ancora sorprese da regalare anche dopo più di un anno di ascolto.
Per quanto riguarda i lavori veri e propri, Mark parla di ben venticinque canzoni già più o meno abbozzate (secondo un rumor non confermato, la Simoncina avrebbe parlato addirittura di quaranta canzoni). Da una parte sono contento perché con una scelta così ampia tireranno fuori solo il meglio e l’album ne guadagnerà, ma dall’altra rosico più di un fan dei Soliti Noti perché chissà quante non le sentiremo mai.
Delle notizie più precise ci giungono da quest’intervista di Mark per MetalRock. In ordine, veniamo a sapere che:
• Per la prima volta, non solo avranno gli archi veri, ma anche gli ottoni. Insomma, finalmente anche loro hanno i big money per avere un’orchestra vera – e, conoscendoli, la useranno addirittura bene, loro.
• Ancora non hanno contattato nessun ospite; prima di farlo, aspettano che le canzoni siano a un punto di lavorazione tale da permettere di stabilire se ci vuole qualche voce esterna, invece di prezzolare ospiti random solo per farsi fàighi.
• A parte Rob Van Der Loo, che per mancanza di tempo ha scritto una sola canzone, tutta la band sta partecipando al songwriting; del resto, i mastermind supremi dominatori della band fanno terribilmente Anni Novanta.
• Non saranno trattati argomenti politici perché Mark ha le palle piene delle email dei bigotti (e diciamolo, il pubblico ha le palle piene delle canzoni-telegiornale). Probabile però che ci sarà la fisica quantistica.
Per i dettagli, leggetevi l’intervista; comunque, fra le altre cose da segnalare, il 22 novembre ci sarà l’Epic Metal Fest a Eindhoven, un festival organizzato e capitanato dagli Epica con un fottio di altre band fra cui Eluveitie, Fear Factory, Sepultura, Moonspell, Delain, Periphery, Scar Simmetry e Dagoba. Mark dice che sono stati contattati da una legione di band poracce in cerca di quindici minuti di gloria riflessa, ma che sono state gentilmente sfiga-zonate per mancanza di tempo e spazio; comunque, se la cosa va a buon fine, tenteranno di organizzare altre edizioni.
Molto più sfiziosa è invece la notizia su un misterioso progetto speciale che non sarà un album. Alla domanda se piacerebbe loro scrivere un’altra colonna sonora tipo The Score, Mark per prima cosa dice che al momento la priorità va all’album, che lo farebbero solo se contattati da qualche regista (e non, tipo, per soddisfare i capricci d’infanzia), e che comunque hanno in cantiere, dopo l’album, un progetto diverso da The Score, ma anche da un album tradizionale. Niente altri dettagli, per cui chissà cosa sarà. Un live DVD filmato su un iceberg alla deriva per raccogliere fondi contro il riscaldamento globale? Un documentario sulle specie in via d’estinzione? Sono curioso e ne ho timòre a tempo stesso.

lunedì 7 settembre 2015

Tuomas Holopainen a Trondheim: con lui i The 3rd And The Mortal


In sostanza, i Naituiss hanno suonato lo scorso 29 agosto in quel di Trondheim, Norvegia, e come opener hanno avuto Mamma Anneke, Kari la Piromaniaca e la Prozia Livia sotto forma di The Sirens, con tanto di foto da BFF nel backstage. E chissenefrega, direte voi, e avete pure ragione: se voglio vedere Mamma Anneke o la Piromaniaca vado ai loro concerti, mica me le sorbisco con la Prozia e pago pure il prezzo del biglietto di uno show dei Naituiss. L’unica cosa interessante della giornata è stata il sorriso tirato con sguardo disperato della Tuomassa quando si è trovata la Prozia vicinissima.

Se “non voglio trovarmi qui” avesse una faccia.
Beh, la cosa sembrava davvero finita lì, se non che oggi la Tuomassa ha postato una foto con didascalia sul suo sito personale.

Incontrare la line-up originale dei The 3rd And The Mortal lo scorso 29 agosto a Trondheim è stato un bellissimo momento di nostalgia per il quale non ci sono parole. Senza di loro e, in particolare, il loro album del 1994, Tears Laid In Earth, i Naituiss non sarebbero mai esistiti e tutte le nostre vite sarebbero state molto diverse.
Grazie, Kari, Finn-Olav, Rune, Trond, Bernt e Geir. Siete i miei eroi.
Tuomassa.
Al che la mia reazione è stata, come al solito, un sospiro. Amo davvero tanto i The 3rd And The Mortal, ma nella mia mente la loro carriera è un po’ come la prima, fantastica scopamicizia, che ti regala del sesso incredibile ma poi, quell’unica volta che non esci in tempo, BAM! ci scappa il danno e te lo devi portare dietro per tutta la vita. Vabbè, shit happens, almeno abbiamo avuto degli orgasmi da urlo sotto forma di album.
Poi, sviolinata nostalgica della Tuomassa a parte, mi è balzato in mente un dettaglio ovvio ma che mi ero perso: quelli sono i The 3rd And The Mortal. Tutti insieme. Nella stessa stanza. Ora, a meno che non siano andati lì apposta per masturbare l’ego della loro fangirl numero uno, che ci fanno tutti lì? Questo sì che è un ottimo interrogativo.
L’ultimo segno di vita dei The 3rd And The Mortal risale al 2009, quando hanno pubblicato una cover di Patrick Fitzgerald su una compilation-tributo, featuring tale Attila The Stockbroker. Prima di quello sono uscite due compilation nel 2004 e 2005, ma l’ultimo vero lavoro in studio è stato Memoirs nel 2002. Con la Piromaniaca non ne parliamo nemmeno, che si sono lasciati ancora nel 1994 e mai più ritrovati. E ora, invece, eccoli tutti assieme.
Sniff-sniff… che soffi aria di reunion? Lo spererei davvero! Del resto, a suo tempo Kari lasciò perché la band voleva andare in una direzione più sperimentale mentre lei voleva restare più sul folk; alla fine, da solista ha sperimentato pure lei, e ora è tornata dopo la lunga pausa. Per cui, magari si è riacceso l’interesse? Onestamente, se per puro caso decidessero di stanare anche la fantastica Ann-Mari Edvardsen, possibilmente con la sorella Monika, io non mi lamenterei. Almeno avremmo qualcosa per cui ringraziare quel figlio deforme che hanno partorito.
Ps: porca miseria, è il 2015. Rune, possibile che ancora non ti sia estirpato quel cavolo di monociglio?!

Iron Maiden: Bruce Dickinson loda Lady Gaga e dà della poraccia a Madonna

Ah, il mondo del pop: pieno di bitchfight e faide tra cantanti e rispettivi fan. Magari il metal fosse più così. Ma se le faide del metal non sono altrettanto spettacolari, nessun problema: prendiamo in prestito quelle del pop! Ma andiamo con ordine.


Lo scorso agosto Lady Gaga ha affermato su CR Fashion Book di voler diventare i nuovi Iron Maiden piuttosto che la nuova Madonna; nello shooting allegato all’intervista ha anche indossato una t-shirt dei Maiden in uno dei look sfoggiati. Ma non è la prima volta che Gaga si fa fotografare in giro con le magliette da metallarozza o parla del suo amore per il metal e i Maiden in particolare – basti pensare alla foto da fan con Bruce Dickinson.


Come è normale che sia, a seguito della dichiarazione è partito il coro di pernacchie dei metallari più tVue, che le hanno dato della poraccia che non deve permettersi nemmeno di nominarli, i Maiden, con tanto di speculazioni su quanto la dichiarazione avrà dato prurito a Bruce & compagni. E invece, sorpresa: sembra che l’amore sia ricambiato! In un’intervista per LaTercera (in quella linguaccia cheap), Bruce Dickinson in persona ha dichiarato:
Chiaro, ha detto che preferirebbe essere la prossima Iron Maiden piuttosto che la prossima Madonna. Anche io preferisco essere un Iron Maiden piuttosto che Madonna. Di base perché Gaga sa cantare davvero, perché l’ho sentita io stesso cantare per davvero. Ha una voce eccellente. Invece ho dubbi che la voce di Madonna sia altrettanto bella. Avrà fatto qualche lezione, però mi piace molto di più qualcuno come Lady Gaga che si presenta a una premiazione vestita come un panino alla pancetta. È geniale! Mentre di camicia ne posso comprare una nuova (??): so che lei preferisce avere integrità piuttosto che essere l’ennesima popstar.
Cara Madonna, qui le cose si mettono male, se nemmeno più la cortesia fra vecchi ti salva…
Che Dickinson possa apprezzare Gaga come artista personalmente non mi sorprende: su metà di Born This Way basta sostituire i wubb di sintetizzatore con riff di chitarra perfettamente identici per ottenere canzoni metal. A questo punto, il mondo inizia a borbottare: ma una collaborazione quando? Per ora non si sa nulla. Ma se la cosa s’ha da fare, preferirei un Lady Gaga feat. Iron Maiden piuttosto che il contrario: loro non credo che riuscirebbero a interessarmi nemmeno per amore di Mamma Mostro.

giovedì 13 agosto 2015

I Within Temptaton potrebbero tornare un po’ più orchestrali

Arriva un momento, nella vita di un musicista, in cui non si sa più cosa dire. Ad esempio, quando si fa parte delle truppe di Sharona Milfona e nelle interviste chiedono: “Che direzione prenderà il prossimo album?”. Se sei un “maestro” osannato puoi benissimo rispondere: “La solita roba che faccio da tutta la vita, ma questa volta dirò che è più cinematic perché fa figo” e te la cavi così; ma se sei Ruud Jolie cosa dici?


Lasciamo che le idee arrivino e vediamo dove ci portano”, ha risposto a Jägermeister nel backstage del Bloodstock 2015, aggiungendo: “Penso, da quel che ho sentito, che le idee saranno di nuovo un po’ più orchestrali, ma non si sa mai”.
Stanno già pensando a un nuovo album?
Sì, ci stiamo decisamente pensando. Ma inizieremo dopo i festival estivi”.
E quando si tratta di scegliere tra piacere ai fan a tutti i costi o portare avanti l’evoluzione del sound della band?
Penso che la cosa più importante sia continuare a essere genuini. Se si paragona il nostro primissimo album, Enter, in cui ancora non suonavo nemmeno, con l’ultimo, Hydra, sono completamente diversi. Sono sicuro che abbiamo perso un sacco di fan dell’epoca, ma ne abbiamo guadagnati di nuovi con quest’album. Ovviamente è molto importante continuare a evolvere. Non siamo il tipo di band che ha trovato una formula e continua a espandere quella, come gli AC/DC o che so io. Non che ci sia nulla di sbagliato, ma semplicemente non siamo quel tipo di band. E credo sia inevitabile perdere qualcuno qua e là.

Beh, fossi in Ruud non mi porrei proprio il problema: se i fan non riescono a stare al passo, che li lascino indietro. Non credo che se ne sentirà la mancanza, e comunque è pieno di band che non sono cambiate di una virgola pronte a prenderli a bordo. Personalmente, trovo molto più irrispettoso verso i fan continuare a produrre lo stesso album per tutta la vita: lì diventa palese che non ti interessa di regalare qualcosa di nuovo ai fan storici, ma punti a quelli nuovi che non ti hanno mai sentito prima e non si sono ancora stancati.
Quanto al nuovo album, stiamo un po’ a vedere. C’è solo da sperare che non si dimentichino del tutto l’elettronica. E soprattutto che Sharona Milfona si dia un colpo di smerigliatrice alle corde vocali e non le maltratti troppo durante i festival, ché ultimamente diciassette anni di canto senza tecnica iniziano a farsi sentire un po’ troppo.

giovedì 30 luglio 2015

Finalmente arriva il nuovo album dei Draconian

Ok. Abbiamo parlato della Tamarrja e poi dei Vision of Atlantist degli Xandria; ora è il momento di parlare di musica seria e album che davvero non si vede l’ora che escano. Perché signori e signore, dopo quattro anni da A Rose For The Apocalypse, un tour andato a puttane causa cambio cantante, ventordicimila peripezie burocratiche per portare WTHeike dal Sudafrica alla Svezia, una carrellata di complotti di stampo grillino, avvistamenti di UFO, documentari filo-vegani, teorie una più bislacca dell’altra, la New Horizons che ha fatto in tempo ad arrivare su Plutone e perfino qualche concerto sparso per l’Europa, possiamo finalmente dirlo: il nuovo album dei Draconian ha un titolo, una copertina, una tracklist e una data di pubblicazione!



Previsto per il 30 ottobre via Napalm Records, il nuovo album di Quel Gran Niocco di Anders, il primo in cui si smezza il microfono con WTHeike, si intitolerà Sovran e avrà la copertina fighissima di cui sopra, courtesy di Chioreanu Constin. La Napalm Records ci parla molto vagamente di riferimenti ai “good old Draconian”, ma l’unico altro dettaglio concreto che ci dà è la tracklist.
1. Heavy Lies The Crown
2. The Wretched Tide
3. Pale Tortured Blue
4. Stellar Tombs
5. No Lonelier Star
6. Dusk Mariner
7. Dishearten
8. Rivers Between Us (feat. Daniel Änghede dei Crippled Black Phoenix e ISON)
9. The Marriage Of Attaris
10. With Love And Defiance (bonus track)
Già dai titoli, oltre a un mucchio di riferimenti a mare, fiumi e acqua, si intuisce lo zampino astrofilo di WTHeike, cosa che personalmente mi manda in solluchero. Ho solo paura che ci troveremo di fronte a qualche alto proclama vegano à la Tell Me, Mechanist di Coschotte, ma se c’è una cosa nella vita in cui ho fede è che Anders è talmente spettacolare a scrivere testi che riuscirebbe a rendere piacevole perfino un argomento stracciapalle del genere.
Ovviamente c’è l’imbarazzo della scelta circa il formato dell’album: edizione limitata con digipack di sei pagine, edizione limitata a 100 doppi LP dorati con bonus track, doppi LP in vinile nero con bonus track, e la super edizione da collezione per i die hard fan limitata a 300 copie che include il digipack, un pendente del vecchio logo della band e un poster in stoffa con la copertina dell’album. Che penso preordinerò, perché dovesse anche far schifo l’album, un megaposter di quella copertina è ciò di cui la mia cameretta ha bisogno.
Ora non ci resta che aspettare che l’estate finisca cercando di non arrampicarci ai soffitti; nel frattempo, però, possiamo consolarci con gli ISON, che si meriteranno un post a parte prossimamente.

Voyage Of The Fallen, lyric video degli Xandria dal nuovo EP

Fresca fresca è la notizia che una delle band del sottobosco metal, che potrebbe essere o i Vision of Atlantis o gli Xandria, ha appena rilasciato un nuovo lyric video sotto Napalm Record. Se anche voi non riuscite a distinguerli in mezzo a tutta la gente ferma a quel livello intermedio fra poracci totali e cover band ufficiale di qualche collega blasonato, sono quelli capitanati da Diana Fagiana.


Il lyric video lo prendiamo per quello che è, ma dieci e lode per le espressioni sciroccate di Diana Fagiana, che potrebbe benissimo fare il sole in una versione splatter dei Teletubbies. Anche la canzone è quella che è, sempre la solita solfa indistinguibile dal resto del genere, ma è sempre la Fagiana a fare la differenza con un ottima prestazione. Seriamente, con la voce che ha la trovo sprecata in una band-clone come i VoA gli Xandria, e spero che il fidanzatino Joost le cucia addosso un progetto musicale ad hoc che la valorizzi davvero.


Ma mentre noi aspettiamo speranzosi, domani esce il nuovo EP Fire & Ashes, che dentro una copertina banale ma almeno cromaticamente gradevole contiene tre canzoni nuove, due rivisitazioni di classici di qualche band female-fronted a caso degli Xandria e due cover, di cui una di MearLoaf featuring Valerio Recenti dei My Propane. Niocchaggine di Valerio a parte, ne sentivamo il bisogno? Beh, è estate e non ci sono nemmeno più le repliche de La Signora In Giallo su Rete Quattro: male non farà.

1.  Voyage Of The Fallen
2.  Unembraced
3.  In Remembrance
4.  I’d Do Anything For Love (But I Won’t Do That) (MeatLoaf Cover)
5.  Ravenheart (Remake)
6.  Now & Forever (Remake)
7.  Don’t Say A Word (Sonatica Arctica Cover)

lunedì 20 luglio 2015

Gli Evanescence tornano sul palco

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, c’era una fangirl degli Evanescence che si inalberava e si offendeva a morte perché, nonostante i ritmi produttivi già geologici, la Pescivendola metteva la band in pausa annunciando di voler perdere tempo con un progetto solista. Oggi, tanto synthpop dopo, sono invece molto seccato perché Pescy non si muove a tirare fuori un vero debutto solista e perde tempo riesumando nuovamente la band. Eh sì, come cambiano le cose!
Fresco fresco è l’annuncio che i rAmynescence suoneranno tre concerti negli Stati Uniti quest’autunno: il 13, 15 e 17 novembre rispettivamente a Nashville, Dallas e Los Angeles. Di positivo c’è che, se non altro, ciò salverà il povero batterista Will Hunt dalle grinfie di Vasco Rossi, per cui ha recentemente fatto il turnista. Dopo un tour del genere, perfino Pescy sembrerà un coro angelico al povero Will! (Ammesso e non concesso che Pescy non abbia deciso di cambiare di nuovo tutti i membri della band, non si sa mai.)


Quanto al perché di tre date randomiche, già che aveva da rispolverarli per l’Ozzfest Japan il 21 e 22 novembre, Pescy avrà pensato bene di arrotondare un po’ aggiungendoci qualche altro concerto. Capitela: gli omogeneizzati costano e non è certo facendo show di beneficenza con la sua BFF Paula Cole (quella di Abomonouei di Dawson’s Creek, per intenderci) che potrà permetterseli. Le fangirl esigono un sacrificio, le fangirl esigono sangue, le fangirl esigono labbbbband!
La buona notizia è che, da qui a quando il pargolo si sarà laureato e non avrà più bisogno del sostentamento materno, Pescy sarà sicuramente riuscita a scrivere quelle dieci-undici canzoni per tirare fuori un album solista. Siate fiduciosi: il Duemilacredici arriverà presto!

mercoledì 15 luglio 2015

Liv Kristine in tour con Raymond Rohonyi

No, vabbè. Non mi sarei dovuto arrabbiare. Che la Prozia Livia abbia approfittato dello split dei Theatre of Tragedy per capitalizzare sul loro nome a ogni pie’ sospinto non è una novità, già con Libertine prometteva rimandi alle loro sonorità che, se ci sono stati, non sono pervenuti in mezzo al bordello che è quell’album. Ma che Raymond Rohonyi abbia praticamente sfasciato la band, detto ai fan di buttare i vecchi cd nella spazzatura e ora sia tornato così sui suoi passi, beh… un mese e mezzo e ancora non l’ho mandata molto giù.

Come da locandina, quest’inverno la Vegliarda e il suo ex storico si riuniscono per un mini-tour in Russia che toccherà non solo gli highlight (?) solisti di lei, ma anche il repertorio storico della band. Roba che se scrivevano “Theatre of Tragedy” ancora più in grande l’avrebbero potuta spacciare per una vera reunion, ma tant’è.
Dato che sono a corto di ironia e mi restano solo i cristoni, parliamo piuttosto di gossip: giusto il mese scorso, Raymond ha annunciato su Facebook di essersi separato dopo cinque anni dalla mogliettina brasiliana perché, dopo averla conosciuta nel backstage di un concerto, sposata e portata in Norvegia, si è ritrovato, mi pare di capire, con un palco di corna. Anche se poi hanno continuato a scambiarsi tag e post su Facebook, vallo a capire.
Però insomma, considerando che ha mantenuto buoni rapporti con la Prozia per tutti questi anni e ora saranno sullo stesso tour bus… chissà. In fondo, all’Alex Trøll piace indossare gli elmi vichinghi, no?

Richard Dawkins, Weak Fantasy e ora Openly Secular: i Nightwish danno voce alla laicità

Ragazzi, questa è una notizia bomba da segnare sul calendario: i Naituiss ne combinano una giusta! Torno a parlare di loro, ma stavolta vi sorprenderò perché un applauso glielo faccio. Ma andiamo con ordine.
Se c’è una cosa di Endless Bold And The Beautiful per la quale sono 100% dalla parte della Tuomassa – e che avrei trattato volentieri, nei mesi scorsi, se non fossi stato sommerso dalla valanga di drama per il leak e altre scemenze – è la reazione spropositata dei suoi fan più religiosi per l’inclusione di Richard Dawkins nell’album, il tema evoluzionistico (cioè, al di là del riciclo di canzoni) e tutte quelle cose che mandano un Americano religioso medio in berserk. Che poi, poracci, fan dei Naituiss e Cristiani, doppia combo fanatismo: me li immagino a dar fuoco all’album come all’epoca dell’Indice, e poi buttarsi nella pira pur di seguire la Tuomassa; ma sto divagando.
Fra le varie cose che mi hanno fatto storcere il naso alla pubblicazione di EFMB c’è stato anche il modo in cui la Tuomassa ha evitato di approfondire troppo Weak Fantasy con SpazioRock, cercando di scaricare la responsabilità del lavoro al Funesto Hietala. Ed è stato proprio lui a spiegare a FaceCulture che si tratta di una canzone contro l’oppressione a cui le religioni organizzate sottopongono le persone. Ora, apprezzo molto il tentativo ma, considerando la situazione in cui versa un po’ tutto il mondo, il fatto che invece di mettere in risalto un messaggio così importante la Tuomassa sembrasse fuggirsene alla chetichella mi ha fatto piuttosto imbestialire: se devi dar voce alla laicizzazione della nostra società, o lo fai bene, o non lo fai per niente; non è che sì, lo fai, ma no, ti tiri indietro perché c’è già chi minaccia di non comprarti i dischi.
Ebbene, il Carrozzone mi si salva in corner con questo video su Openly Secular, un gruppo di associazioni che promuovono la laicità a livello internazionale.


Ora, il discorso è davvero spettacolare, tanto che per me ha fatto passare in secondo piano la CGI da z-movie, il Moccio Vileda che Troyone ha in testa e perfino l’antipatia che il suo costante bisogno di aggiungere i suoi due centesimi a qualsiasi cosa mi suscita. Insomma, incredibile ma vero, sottoscrivo anche le virgole di ciò che hanno detto.
Beh, di ciò che Troyone ha detto, visto che la Tuomassa si è limitata a starsene lì a ballonzolare sul posto in evidente imbarazzo e guardare ovunque tranne che in camera come se non desiderasse altro che non essere lì. Capisco che l’accento di Troyone dà molta più serietà al discorso e quello ugrofinnico della Tuomassa l’avrebbe reso incomprensibile, ma lei ha decisamente lo sguardo perso di chi sta mestamente tentando di calcolare a mente quanto questo video gli costerà in termini di vendite di album. Insomma, cinquanta punti in meno a TuomassoRosso.
Comunque, posso essere sincero? Recenti botta e risposta con certi fan dei Naituiss mi hanno fatto ipotizzare che il vero motivo dell’invettiva della Tuomassa contro le religioni organizzate sia semplicemente far fuori quanta più concorrenza possibile. In nome del Poeta, del Dead Boy e della Ocean Soul, amen.

martedì 14 aprile 2015

Floor Jansen: “female-fronted metal è una definizione superata”; Isaac Delahaye ribatte con una frecciata

E niente, ci risiamo: alla gente non piace sentir parlare di “female-fronted metal”. Prima l’Animalissa, adesso anche la Pavimenta ha da dire la sua. Ultimamente sembra dare in escandescenze qualsiasi cosa le si chieda nelle interviste, e ai malcapitati di Metal Radio Nation, che le hanno chiesto cosa pensa delle altre “female-fronted symphonic metal band”, ha risposto così:
Ora almeno ci hai messo “symphonic metal”, quindi il campo si restringe… Dice un po’ di più di com’è effettivamente la musica.
A volte sembra esserci un intero genere chiamato “female-fronted metal”. “Oh, quindi sei in una band female-fronted?”, “Ah sì, lo sono?” – cosa diamine significa? Perché i ReVamp sono una band female-fronted, e anche i Naituiss. Ma non si assomigliano per niente. Gli Arch Enemy sono una band female-fronted, ma anche i Delain. Non si assomigliano affatto. L’unica cosa è che sono entrambe band metal, ma gli stili del metal sono così diversi che non significa molto se c’è una ragazza che canta o meno. Per cui non è mica tanto importante. In più, enfatizzare la differenza sessuale fra uomini e donne, penso che sia superato ormai.
Non è sorprendente che ci siano sempre più donne nelle band metal. E non sono solo front-woman, ma anche batteriste, chitarriste, bassiste… Quindi, direi, fatela finita e chiamatelo semplicemente “symphonic metal”. Non importa davvero chi canta.
Onestamente, trovo che lamentarsi del “female-fronted metal” stia diventando un po’ l’equivalente musicale del dibattito su come definire Plutone. Ciò che non capisco è perché la gente si ostini a ritenere che si voglia indicare un genere quando in realtà, almeno per come lo vedo usare più spesso, “female-fronted metal” è più che altro un termine ombrello che accomuna elementi eterogenei – band non solo symphonic, ma anche doom, gothic, progressive, avant-garde, death – ma che hanno in comune una determinata caratteristica. Personalmente, il rapporto maschi-femmine fra i miei cantanti preferiti, di qualsiasi genere, è 9 : 41 per le ragazze: è una semplice questione di gusti, preferisco le voci femminili. Se per comodità mi riferisco al metal che ascolto come “female-fronted” per dire che in generale preferisco le voci femminili, non vedo la cosa né come sessista, né qualunquista. È un termine che descrive una delle caratteristiche, non dice che tutte le band a voce femminile siano identiche. L’Animalissa ha fatto un discorso più intelligente, dicendo che di per sé la presenza o meno di una donna nella band non cambia la qualità oggettiva della musica, ma la Pavimenta che ragiona ancora per generi mi fa alzare gli occhi al cielo.
E, apparentemente, non solo a me: anche a quel gran gnocco di Isaac Delahaye degli Epica devono essere cascate le palle, tant’è che quest’oggi ha inforcato Facebook e ha postato uno stato che mi sa tanto di frecciata contro l’inutile dibattito.
Per la cronaca, se qualcuno là fuori chiama gli Epica una “female-fronted metal band”, la cosa non mi dà problemi. Anche chiamarli “la band con il chitarrista antipatico” va bene. “La band che è famosa solo per la bellezza della ragazza”. “La band che non ha mai fatto di meglio del primo album”. Un classico.
È tutto molto soggettivo, e non mi disturba che abbiate un’opinione, anche se non la condivido.
Un mega-applauso a Isaac, che da gnocco qual è ha capito perfettamente qual è il punto che importa: la musica, non le etichette e tutto il blabla che ci si costruisce sopra.

mercoledì 8 aprile 2015

La fiera dell’ipocrisia: i Nightwish contro i talent show e le canzoni sul sesso

Sì, lo so: che palle, sempre i Naituiss! Ma ragazzi, capitemi: questo è un blog di gossip sul metal, è inevitabile che buona parte del materiale me lo diano loro.
L’idea era di lasciar passare un po’ di tempo dalla pubblicazione dell’album, accumulare materiale e fare un best of delle scemenze che hanno sparato nelle varie interviste, ma questa chicca merita un post tutto suo. Alla domanda su cosa pensino dei talent show, la Tuomassa, la Pavimenta e il Funesto hanno detto la loro a Kerrang!. O meglio, la Tuomassa ha detto la sua, gli altri due hanno annuito e blaterato appresso.

Tuomassa: I reality musicali a eliminazione in tv sono una parodia di ciò che la musica dovrebbe essere. La musica non è mai una competizione, è un tipo sbagliato di intrattenimento per le masse.
Funesto: Sì.
Pavimenta: Sì, è proprio vero.
Funesto: Prendi una qualsiasi cassiera del supermercato, mettila su un piedistallo, infiocchettala ed ecco lì.
Tuomassa: Va così di moda criticare quei format che non volevo quasi dire niente. Ma è la verità.
Funesto: Sì, anche per me.
Pavimenta: Sì, non hanno idea di dove si stanno infilando. Se vuoi fare musica perché ti piace la musica, è la ragione giusta, e se questo ti porta la fama, bene. Non tutti vogliono essere famosi, ma se vuoi esserlo, se quello è il tuo obiettivo, allora non dovresti essere un musicista. O far finta di esserlo.
Funesto: Sì, è una trinità diabolica, un’alleanza diabolica: le case discografiche, le compagnie telefoniche e le reti tv, che fanno un fottio di soldi dall’innocenza.
Tuomassa: Sì. Lo scorso autunno ho visto un episodio di The Voice Kids – Finland, dove queste tre ragazzine dodicenni cantavano allusioni sessuali, ed era così sbagliato, tremendo da vedere. Non so, ero senza parole. Stavamo guardando con Troy e lui ha detto che una cosa del genere non sarebbe mai andata in onda nel Regno Unito.
Pavimenta: Ma loro non ne hanno idea. Dovrebbero esserci un sacco di adulti a proteggerli da quella roba, e non a infilare la sessualità dove non dovrebbe esserci. Mettere quel genere di opposti, una combinazione di bambini con la loro innocenza e sessualità… pensateci bene. Intendo in generale, ma è quel che non va in questo genere di programmi.
Ovviamente nessuno di noi si è accorto del merdone che la Tuomassa ha tentato di lanciare all’edizione per ragazzini del talent show in cui la Tamarrja è giudice, visto che eravamo troppo distratti dalla fiera dell’ipocrisia nel resto dell’intervista. E anche la Pavimenta lo era, tant’è che, mentre parla di quanto sia sbagliato volere la fama a tutti i costi, fa molto la gnorri e si guarda in giro per la stanza (o forse pensava alla fine ignominiosa che hanno fatto i ReVamp?).
Ma soprattutto, è ammirevole come ai Naituiss stiano a cuore i bambini, tanto da essersene fregati delle vendite e aver messo un bel “Parental Advisory – Sexual Content” sulle copertine di tutti i loro album per evitare che, senza saperlo, i dodicenni di oggi e di ieri si mettessero a canticchiare appresso alle varie Nymphomaniac Fantasia, Passion And The Opera, She Is My Sin, Bare Grace Misery, Wish I Had An Angel, Whoever Brings The Night e chi più ne ha più ne metta.
Ma soprattutto, fortuna che, nella loro carriera, non hanno fatto leggere a nessun bambino versi come “I’m afraid, I’m so afraid, being raped again and again and again” per una loro canzone! Anche se, ad essere onesti, almeno a suo tempo la Nuclear Blast censurò quel verso: ve lo immaginate un bambino che se ne esce con un “Would you like to rape my rotting carcass, dissect my heart and desecrate my rest? It would make you come, wouldn’t it?” come nella demo di The Poet And The Pendulum? Awkward!
Insomma, Tuomassa, prima di dare interviste vatti a riguardare Bambi la prossima volta.

Once My Light, il nuovo video dei Sirenia


Edificio antiquato con le corone funebri, Cavallyn gnocca in spallacci d’armatura, Morten che si è dimenticato di farsi lo shampoo da tre settimane e, sorpresa sorpresa, una goticona random che si taglia i polsi sulla bara del fidanzato morto. Video che più banale di così non si può, e invece, verso la fine, plot twist!
La canzone, ritornello loffio a parte, si barcamena fra strade che più battute di così non si può e qualche guizzo di intraprendenza che dai Sirenia non ti aspetteresti: come assaggio dell’album profila poca innovazione ma almeno qualche momento godibile. Il missaggio è abbastanza raccapricciante, ma fonti affidabili ci dicono che sull’album è molto meglio, oltre a essere lunga un minuto in più. Staremo a sentire.

lunedì 6 aprile 2015

Resonance: il tour celebrativo degli Anathema con i suggerimenti dei fan


No, scusate: come diamine ho fatto a perdermi questa notizia?! Gli Anathema organizzano una serie di concerti speciali commemorativi in giro per l’Europa e io non ho preso il biglietto, prenotato voli e alberghi e non mi ci sono fiondato? Che vergogna! Disonore su di me, sulla mia mucca e su tutto!
Comunque sì, tempo due giorni e succederà tutto ciò:
Gli Anathema si sono costruiti un seguito di fan leali in tutto il mondo. L’evoluzione della loro carriera è diversa da quella di qualsiasi altra band nell’ultimo quarto di secolo, e la celebreranno in ordine cronologico invertito in una serie di speciali show commemorativi chiamata Resonance.
Partendo dal maestoso progressive rock dei lavori più recenti, la performance si muoverà gradualmente indietro verso il materiale più gotico di Alternative 4 (1998) e Eternity (1996), fino al lavoro pionieristico del 1995, The Silent Enigma, e al debutto del 1993, Serenades, con [Duncan] Patterson e [Darren] White che torneranno sul palco per una riunione storica con la band.
A parte che non è vero, gli Anathema non si sono costruiti un seguito di fan leali quanto di piagnucoloni che ancora li rivogliono capelloni e depressi (e che staranno saltando di gioia per la metà setlist Anni Novanta – ma con moderazione, che non si può essere troppo positivi), la cosa interessante è che, con una serie di post sulla pagina Facebook, la band ha chiesto l’opinione dei fan: quali sono le due canzoni che preferiamo in ogni album? Basta commentare la copertina di ogni album per dirlo.
Devo proprio essere onesto? Io ho smesso di commentare con Alternative 4: i primissimi lavori non li ho mai nemmeno sentiti. WEATHER SYSTEMS TUTTA LA VITA!
Ad ogni modo, per chi avesse soldi in saccoccia per prenotare biglietti e logistica all’ultimo minuto, le date sono le seguenti, e al 26 marzo solo una era sold out. Noialtri sfigati che non ce ne siamo accorti in tempo possiamo solo incrociare le dita e pregare che ne registrino qualcuna.

8 aprile – Budapest, Ungheria
9 aprile – Lodz, Polonia
10 aprile Brno, Repubblica Ceca
11 aprile – Stoccarda, Germania
12 aprile – Tilburg, Paesi Bassi (sold out)
13 aprile – Parigi, Francia
14 aprile – Bochum, Germania
16 aprile – Londra, Regno Unito
17 aprile – Dublino, Irlanda

domenica 15 febbraio 2015

Lo ammetto: sono sconcertato dal video di Initials BB dei Therion

A grande richiesta, perché i Therion li conosco poco e ho dovuto fare un po’ di ricerche per sapere cosa scrivere, ecco il loro nuovo video, che va a concludere l’Art Project sviluppato parallelamente a Les Fleurs Du Mal, l’album di cover di canzoni pop francesi Anni Sessanta e Settanta reinterpretate in chiave Therion come celebrazione del loro venticinquesimo anniversario.
E ammetto che questo post sta a far la polvere fra le bozze già da qualche giorno, ma seriamente, questo video mi ha lasciato senza parole, e non in un bel modo. Il perché è intuibile già dall’anteprima che ci fornisce YouTube:


Che poi, oddio, parte e pensi: “Whoa, che figo, steampunk a tema bellico! E anche la CGI sembra decente. Ma quegli stupidi movimenti a ritmo che fanno con la chitarra?”. Dopo di che, arriva lo sbigottimento. Tette. Tette. Tette. Ma come caspita li hanno scontornati quei capelli, col Paint? Tette.
E poi giù con un calderone in cui si buttano riferimenti nazi, tette, altre tette, robottoni mecha, tette, sadomasochismo, un tocco lesbochic, tette, tette, e poi appare la cupola del Brunelleschi selvatica. E tu pensi, ok, ma perché?
D’accordo, la sobrietà non è mai stata la parola d’ordine dell’Art Project, fra le risse da bar di Poupée de Cire, Poupée de Son, quelle miste sadomaso di Je n’ai Besoin que de Tendresse, o le Suicide Girl assassine con dettagli inutilmente grafici di Mon Amour, Mon Ami, che al confronto i cliché cimiteriali di J’ai le Mal de Toi sono oro colato. Ma in Initials BB è tutto così gratuito e ostentato che quando finisci di guardarlo ti senti sporco e non sai cosa pensare.
Nell’originale B.B. stava per Brigitte Bardot; qui sta per Boobs & more Boobs.
Che oddio, di video con le tette se ne sono visti in giro, alcuni usciti meglio di altri, non è quello il punto. Ben vengano se poi mi esce una cosa come The Chauffeur dei Duran Duran. Ma se vuoi palesemente puntare sullo shock value e i metallari arrapati che si fappano davanti a YouTube, non chiamarmelo Art Project e non trincerarti dietro un “Il 90% o più degli spettatori non ne capiranno il significato, come i precedenti video di Les Fleurs Du Mal” su Facebook. Anche perché se a quello aggiungi “Ho svelato alcuni dettagli sull’Art Project in Secrets Revealed sul DVD e sto scrivendo un libro a riguardo per quelli a cui interessa”, è abbastanza palese che la parata di tette al vento è più che altro un metodo per alzare le vendite, assieme ad altro.
E soprattutto, se proprio devi far sventolare giacche e davanzali alle ragazze, almeno falle andare a tempo fra di loro e con la canzone!
I Therion come Tyrion.

Swallow The Sun: Kai Hahto “in pausa” per via dei Nightwish, ma qualcosa bolle in pentola

Era inevitabile che lo Jukkagate (quanto fa figo dare nomi altisonanti ai piccoli scandali domestici che i Naituiss amano gonfiare a casi nazionali?) scatenasse un effetto domino pronto a colpire anche gli Swallow The Sun, la band del neo-batterista Kai Hahto. Del resto, dopo l’assunzione della Pavimenta le cose non vanno tanto bene nemmeno per i ReVamp, la cui unica attività su Facebook è ormai pubblicizzare la NuclearBlast che tenta di tirarci dietro i loro album a prezzi stracciati come ultima spiaggia prima di pagare i fan perché liberino i loro magazzini da quella roba.
Comunque, gli Swallow The Sun l’hanno scritto nero su bianco: suonare nei Naituiss porterà via tutto il tempo a Kai e lo condurrà probabilmente all’insonnia o a qualche altra psicopatologia da esaurimento nervoso, per cui lo sostituiscono con Juuso Raatikainen. Temporaneamente, finché non termina i suoi affari e si prende una bella vacanza a Villa Verde (nome dell’ipotetico CIM per gente metal instabile). Di seguito, i comunicati delle tre parti in causa:
Band: Salve ragazzi. Siamo tristi di annunciare che Kai non suonerà la batteria nel prossimo album degli Swallow The Sun, né nei futuri tour. Il lavoro di Kai con i Naituiss prenderà così tanto del suo tempo, almeno per i prossimi due anni, che ci siamo accordati sul fatto che per ora sia meglio che il fantastico Juuso Raatikainen si occupi ufficialmente della batteria. Kai è nostro fratello e sarà sempre un membro degli Swallow The Sun, quindi non è stato buttato fuori, né si è dimesso, ma ora abbiamo a bordo anche Juuso – niente drama o altre stronzate, solo una famiglia più numerosa. 

Kai: Gli Swallow The Sun saranno sempre nel mio cuore e abbiamo condiviso momenti incredibili in giro per il mondo. Non ho lasciato la band, mi sono solo fatto da parte per ora, e vediamo dove ci porterà il futuro. Grazie a Mikko, Aleksi, Juha, Markus, Matti e tutti i fan! Arrivederci a presto! 

Juuso: Sono onorato di avere l’opportunità di continuare il lavoro di batteristi così grandi. Non deluderò i fan degli STS!
Non per malignare, ma notare come la band abbia preso le distanze dal drama, lasciandolo tutto ai Naituiss visto che è quello che sanno fare, e che il saluto di Kai suona come una specie di addio rassegnato: sa che magari ne uscirà vivo, da Kitee, ma non sano.
Comunque, ci sono anche buone notizie, e anche piuttosto sfiziose. Il comunicato continua dicendo che:
Presto potremo svelarvi enormi notizie sul prossimo capitolo del cammino tenebroso degli Swallow The Sun. La musica per la prossima release degli Swallow The Sun è pronta da un anno, ma pubblicheremo qualcosa di talmente enorme che per renderlo possibile le negoziazioni con la Spinefarm hanno richiesto un anno. Siamo molto vicini a un accordo per entrambe le parti, e poi potremo finalmente entrare in studio. È qualcosa che poche band hanno fatto prima – non in Finlandia, e raramente nel resto del mondo – ma finché non otterremo il via libera per entrare in studio a registrare quest’opera, il segreto rimarrà.
Io lo so! Vogliono proporre al mondo un’innovativa commistione fra musica classica e rock! Voglio dire, nessuno ci ha mai pensato prima, no? Al diavolo la Spinefarm: devono firmare con la Sugar, farsi coccolare da Caterina Caselli ed essere lanciati a Sanremo da Carlo Conti! Speriamo solo che Lagnette non mandi la sua spia Domenik Olzon anche da loro: non vogliamo che il povero Mikko si senta violato dal leak senza anni di allenamento con la Mano del Poeta!

venerdì 13 febbraio 2015

Alan Averill si scaglia contro il metal moderno: “È merda da borghesi.”

Non so. Una parte di me prova tenerezza per i metallari vecchio stile che si prendono ancora sul serio, e dà la colpa delle scemenze che dicono nelle interviste alle domande che vengono poste loro: è chiaro che, conoscendo il soggetto, sai già dove andrà a parare se gli dai una spintarella in quella direzione. D’altra parte però, Tamburino, che cosa ti ha detto tuo padre stamattina?

Ma se nemmeno la Tuomassa, che è un’appassionatA Disney, ha fatto propria questa massima, figurarsi Alan “A.A. Nemtheanga” “Pretenziosità A Pacchi” Averill, cantante e frontman dei Primordial. Per chi non li conoscesse (come me, che sono refrattario a qualsiasi cosa sia venuta prima delle demo dei The Gathering), sono una band extreme metal delle parti di Dublino, che mischia elementi black e folk irlandese, sta in giro dal 1987. E che, evidentemente, è rimasta ferma lì.

Nell’intervista su Metallized (cliccate per leggerla per intero), il povero Alan “Pretenziosità a Pacchi” si è ritrovato a rispondere alla domanda più scomoda di sempre, “cosa pensi dell’evoluzione della scena negli ultimi decenni”. Solo che, invece che far finta di nulla, salta prontamente sul piedistallo della sua superiorità e, con tutti e trentanove i suoi anni, dà fondo a quanto lui sia l’unica cosa ascoltabile in tutto il panorama metal. Specie se si considera quella porcheria del pussy metal.
Una volta far parte della scena metal significava avere uno status diverso, voleva veramente dire essere un outsider e in questo c’era un elemento di ribellione ed anche un elemento di sacrificio, e questo adesso è cambiato.
Insomma, da una parte ci si lamenta che la massa ignorante non comprenda la grandezza del metal e tratti i metallari alla stregua di avanzi di galera, ma quando si arriva quanto meno a una non belligeranza reciproca non va bene perché il metal deve essere sacrificio. E, soprattutto, è un genere che non deve cambiare mai. Ma che dire della franchezza con cui parla delle band odierne? Non c’è nemmeno da leggere fra le righe e decontestualizzare le sue parole per inarcare le sopracciglia.
La maggior parte delle band metal più grosse degli ultimi 10/15 anni sono solo merda, immondizia, che si tratti di Apocalyptica o di Bullet For My Valentine, Within Temptation... Il metal si è rammollito, storpiato. Nel 1986 le band più popolari erano Metallica, Slayer, Judas Priest, Megadeth… Mi spiace per i ragazzi di adesso che si devono ascoltare non so che merda che passa nella parte più mainstream della scena. […] Penso anche che sfortunatamente le nuove band che vendono più dischi siano le peggiori della scena.
Beh, è una questione di gusti, suppongo: nessuno può piacere a tutti. Solo che questo giudizio lo si può motivare. E, soprattutto, lo stesso concetto lo si può esprimere con un semplice “a me non piacciono”. Ma di chi è la colpa della degenerazione del metal? Nostra, ovviamente. Siamo una generazione di smidollati, come dice lui:
Ma che ci puoi fare, è semplicemente una questione di gap generazionale. […] Ma in ogni caso penso che dipenda anche da un cambiamento nel pubblico… Perchè i ragazzi di adesso rappresentano la nuova classe borghese che sta emergendo in Europea. Cercano cose diverse nella musica. Si gasano per la novità e per l’aspetto cartoonistico del metal. Quello che invece gasava me era la violenza e l’aggressività. Sai, vedo i ragazzi di oggi che si mettono in coda per vedere qualche stupida band grindcore e penso “what the fuck”, ma... Sai, forse in fondo sono solo un vecchio scontroso!
Insomma, dovremmo farci tutti una bella dose di testosterone e andare in giro col pisello dritto di fuori a chiedere più sangue e pogo invece di fangirlare ‘ste quattro sgallettate. Il concetto era abbastanza chiaro, ma no, lui ha continuato a elaborare la cosa tuffandosi di testa nell’autoparodia.
Sì, non è più ribellione. Forse lo è in qualche paese, ma non è più lo stesso ormai. Il metal è passato dalla classe operaia alla borghesia. Mi chiedo seriamente che razza d’uomo si ascolta i Nightwish o i Within Temptation. Voglio dire... Spendi meglio i tuoi soldi, trovati una prostituta o qualcosa del genere. Quella roba non offre niente su nessun livello, piuttosto è meglio una bottiglia di whiskey, capisci cosa intendo?
A quel punto, vedendo il cipiglio della giornalista, si è improvvisato Cavaliere: è stato frainteso!
Scusami, sto esagerando... Non stai cogliendo il mio sarcasmo!
Cosa che ribadisce anche in chiusura:
Già. Spero che tu abbia colto un po’ del mio sarcasmo! Ciao!
Nel resto dell’intervista, ci fa sapere che anche il folk metal fa quasi tutto schifo, che non gli piace niente e nessuno a parte i suoi bff Korpilaani e Finntroll, che andrà tutto sempre peggio, che tutto è uno schifo e niente va bene, che si stava meglio quando si stava peggio e quando c’era lui i treni partivano in orario.
Oh, e giustamente gli danno fastidissimo quelli che amano gli elementi più cartoonistici del metal. Che lui non apprezza. Non li apprezza. Lui.

Oh, e scusate: sono sarcastico, ma è sarcasmo borghese!