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lunedì 7 settembre 2015

Tuomas Holopainen a Trondheim: con lui i The 3rd And The Mortal


In sostanza, i Naituiss hanno suonato lo scorso 29 agosto in quel di Trondheim, Norvegia, e come opener hanno avuto Mamma Anneke, Kari la Piromaniaca e la Prozia Livia sotto forma di The Sirens, con tanto di foto da BFF nel backstage. E chissenefrega, direte voi, e avete pure ragione: se voglio vedere Mamma Anneke o la Piromaniaca vado ai loro concerti, mica me le sorbisco con la Prozia e pago pure il prezzo del biglietto di uno show dei Naituiss. L’unica cosa interessante della giornata è stata il sorriso tirato con sguardo disperato della Tuomassa quando si è trovata la Prozia vicinissima.

Se “non voglio trovarmi qui” avesse una faccia.
Beh, la cosa sembrava davvero finita lì, se non che oggi la Tuomassa ha postato una foto con didascalia sul suo sito personale.

Incontrare la line-up originale dei The 3rd And The Mortal lo scorso 29 agosto a Trondheim è stato un bellissimo momento di nostalgia per il quale non ci sono parole. Senza di loro e, in particolare, il loro album del 1994, Tears Laid In Earth, i Naituiss non sarebbero mai esistiti e tutte le nostre vite sarebbero state molto diverse.
Grazie, Kari, Finn-Olav, Rune, Trond, Bernt e Geir. Siete i miei eroi.
Tuomassa.
Al che la mia reazione è stata, come al solito, un sospiro. Amo davvero tanto i The 3rd And The Mortal, ma nella mia mente la loro carriera è un po’ come la prima, fantastica scopamicizia, che ti regala del sesso incredibile ma poi, quell’unica volta che non esci in tempo, BAM! ci scappa il danno e te lo devi portare dietro per tutta la vita. Vabbè, shit happens, almeno abbiamo avuto degli orgasmi da urlo sotto forma di album.
Poi, sviolinata nostalgica della Tuomassa a parte, mi è balzato in mente un dettaglio ovvio ma che mi ero perso: quelli sono i The 3rd And The Mortal. Tutti insieme. Nella stessa stanza. Ora, a meno che non siano andati lì apposta per masturbare l’ego della loro fangirl numero uno, che ci fanno tutti lì? Questo sì che è un ottimo interrogativo.
L’ultimo segno di vita dei The 3rd And The Mortal risale al 2009, quando hanno pubblicato una cover di Patrick Fitzgerald su una compilation-tributo, featuring tale Attila The Stockbroker. Prima di quello sono uscite due compilation nel 2004 e 2005, ma l’ultimo vero lavoro in studio è stato Memoirs nel 2002. Con la Piromaniaca non ne parliamo nemmeno, che si sono lasciati ancora nel 1994 e mai più ritrovati. E ora, invece, eccoli tutti assieme.
Sniff-sniff… che soffi aria di reunion? Lo spererei davvero! Del resto, a suo tempo Kari lasciò perché la band voleva andare in una direzione più sperimentale mentre lei voleva restare più sul folk; alla fine, da solista ha sperimentato pure lei, e ora è tornata dopo la lunga pausa. Per cui, magari si è riacceso l’interesse? Onestamente, se per puro caso decidessero di stanare anche la fantastica Ann-Mari Edvardsen, possibilmente con la sorella Monika, io non mi lamenterei. Almeno avremmo qualcosa per cui ringraziare quel figlio deforme che hanno partorito.
Ps: porca miseria, è il 2015. Rune, possibile che ancora non ti sia estirpato quel cavolo di monociglio?!

lunedì 13 luglio 2015

To The North, il nuovo album di Kari Rueslåtten

La nostra Piromaniaca preferita è in dirittura d’arrivo col nuovo album solista, che si intitolerà To The North e uscirà il prossimo 22 ottobre.

Copertina davvero bella a parte, l’album conterrà nove tracce i cui titoli lasciano presagire un bel bagno di sangue.
1. Battle Forevermore
2. Mary’s Song
3. What We Have Lost
4. Three Roses In My Hands
5. Dance With The King
6. Letting Go
7. Arrow In My Heart
8. Turn, Turn, Turn
9. To The North
Ora, conoscendo PsychoKari, è chiaro che Battle Forevermore è un tributo alle sue abilità di cecchino, Mary probabilmente finirà accoltellata, What We Have Lost l’abbiamo perso nell’ultimo incendio e Dance With The King parlerà delle Nozze Rosse di Game of Thrones. In compenso, preordinando l’album dal sito di Kari in edizione CD, vinile o CD con t-shirt ignifuga e antiproiettile, riceveremo il tutto autografato, con tanto di cartolina minatoria di ringraziamento e, preordinando entro il 31 agosto, potremo partecipare al concorso per vincere le lyrics originali scritte a mano e l’assassino di qualcuno che ci sta particolarmente antipatico. Spero vivamente che il tutto sia scritto con normale inchiostro e non col sangue di qualcuno.
Mentre aspettiamo l’album, comunque, ecco il video ufficiale della bellissima cover di Turn, Turn, Turn dei The Byrds. Il sound sembra sempre minimale e orientato all’acustico, ma è un riverbero di chitarra elettrica quello che sento in sottofondo? Yay, chissà cosa ci tirerà fuori stavolta la Piromaniaca assieme a revolver e shuriken!


venerdì 8 maggio 2015

Kari Rueslåtten annuncia il nuovo singolo: Turn Turn Turn

Dio salvi la Regina! E anche i suoi sudditi – nella fattispecie i tecnici dei Parr Street Studios che hanno lavorato al nuovo album della Piromaniaca e che, a quanto pare, hanno mixato tutto velocemente e potranno riabbracciare i loro cari incolumi.
Giusto l’altro ieri, infatti, PsychoKari ha annunciato titolo, copertina e data di uscita del nuovo singolo, Turn Turn Turn, previsto per il 21 maggio.
La copertina è stata scattata e curata da Arild Juul, un fotografo norvegese a cui faccio i miei complimenti. Quanto al singolo, si tratta della cover di una canzone risalente al Paleolitico di tali The Byrds, che la nostra amica Wikipedia mi dice essere la versione folk-rock dei Beatles. Ora, considerando che la mia cultura musicale inizia con agli Anni Ottanta e un po’ tutto ciò che c’è stato prima nel pop-rock mi rimbalza addosso senza fare presa (scusate tanto, hipster), sono doppiamente curioso di scoprire in cosa la Piromaniaca riuscirà a trasformare… questo:

giovedì 16 aprile 2015

Il nuovo album di Kari Rueslåtten è quasi finito

E niente, una volta che la Piromaniaca è tornata a calcare il palco scenico, non c’è più verso di fermarla anche perché è armata e pericolosa. Neanche un anno per riprenderci dalla magnificenza di Time To Tell, che nelle ultime tre settimane PsychoKari ha praticamente terminato il nuovo album negli Parr Street Studios di Liverpool.
Ecco qui il veni, vedi, vici di Kari in sette semplici step:
26 marzo: testi finiti.
28 marzo: piano in corso.
1 aprile: la band è rapita riunita.
2 aprile: pausa pranzo con stufato di bambino inglese.
3 aprile: ultimo giorno di registrazioni, i ragazzi sembrano provati ma sollevati.
5 aprile: lo studio non è ancora bruciato.
11 aprile: copertina dell’album – check.
Stando ai commenti alle foto su Facebook, i nuovi piccoli capolavori saranno dieci. Ora non ci resta che pazientare durante la fase di missaggio e mastering (che immagino non prenderà troppo tempo… i tecnici vorranno pur rivedere le loro famiglie sane e salve, no?) e potremo tornare a crogiolarci nelle atmosfere uniche che la Piromaniaca sa regalarci con solo un’ugola e una tanica di benzina.

mercoledì 4 febbraio 2015

Fearless, il nuovo inedito delle The Sirens

Che furba, la nostra Piromaniaca preferita! Ha lasciato che le due amiche di scampagnate dessero i loro contributi musicali al progetto The Sirens per prime e si è presa molto più tempo per lasciar fluire l’ispirazione e devolvere alla causa comune una canzone addirittura decente. Dei tre inediti del supergruppo (qui gli altri due), questa Fearless sembra infatti la migliore.


Chiariamoci, non è la canzone dell’anno, ma è anni luce davanti alla tremenda Sisters Of Cliché partorita dalla Prozia Livia, o alla pigrissima Embracing The Seasons che Mamma Anneke avrà buttato giù in mezzo minuto mentre si lavava via la tinta. La melodia è orecchiabile ma non scialba, le vocals ben ripartite e anche armonizzate sui ritornelli, l’arrangiamento non è eccessivo o pretenzioso… perfino la Vegliarda è abbastanza autotunata da non fare troppo danno. Insomma, brava la Piromaniaca, ha tirato fuori una canzone che si merita le sue lodi anche senza rischio incendi!

martedì 6 gennaio 2015

Kari Rueslåtten al lavoro su un nuovo album per il 2015


BOOM. Con un solo post su Facebook, la Piromaniaca ha incenerito tutto l’hype per qualsiasi altro album in uscita quest’anno. È la cosa più bella che mi sia capitata oggi, perfino meglio della proprietaria del mio ristorante cinese preferito che mi offre la cena per darmi il bentornato dalle vacanze.
Preghiamo solo che intervenga Mamma Anneke, ma non la Prozia Livia!

giovedì 23 ottobre 2014

Il Metal Female Voice Fest lookbook: tutti i fashion crime delle nostre primedonne

Sapete che vi dico? Troppa musica, da queste parti. Era ora che su Epilla ci occupassimo di qualcosa di più gossiparo, così ecco il lookbook con tutte le atrocità dell’European Horror Story: Freak Show. Fra animalier, tendoni da circo, sacchi per l’indifferenziata e pacchianate varie, c’è solo da pregare che Enzo Miccio e Carla Gozzi non aprano mai questo blog, se no è la volta buona che infartuano.
Le foto sono spudoratamente rubate da Tim Tronckoe: passate da lui e ricopritelo di like, ché al di là dei soggetti, le foto in sé meritano.
Stilare una classifica dall’outfit meno atroce a quello più osceno è pressoché impossibile, così andrò in ordine più o meno randomico.

Partiamo con la prima illustre sconosciuta, Kassandra Novell. Per il karaoke party del primo giorno si mantiene relativamente sobria, fra maglietta nera con scollo di pizzo, leggings in pelle (o simili-pelle, se no chi la sente poi la Alissa White-Gluz?) con minigonna e stivaloni. Senza quel corsetto a ghirigori disegnati con l’Uni Poska metallizzato sarebbe anche stata decente. 
Il terzo giorno è resuscitata come corista degli Aria Flame (who?) ma è tristemente rimasta impigliata in una rete da pesca. Che sia un tributo a Pescy? Beh, non sarà l’unico che vedremo, nel corso del post.

A tenere alti i colori dell’Italia, tale Sara Squadrani di tali Ancient Bards. Nulla di eccezionalmente orribile, né trascendentale: un normale outfit da serata al discopub. Almeno apprezziamo che qualcuna sia andata vestita normale e non conciata da adolescente alla scoperta della darkroom del Decadence.

Anche Grace Méridan, altra illustre sconosciuta che ha fatto da corista agli Aria Flame, ha optato per un look tutto sommato sobrio: tubino bianco (che può permettersi) e polsino in tinta. Senza quell’inserto catarifrangente sarebbe stata promossa, ma ehi, è pur sempre il Cirque du Baracconeil.

Restando sugli Aria Flame, Aziza A. Poggi (la cantante titolare, credo) ha puntato sul pacchiano pesante mescolando tulle, righe, nappe delle tende, fishnet, pizzo e piume arancioni. Se l’idea era travestirsi da enciclopedia dei cliché gotici, complimenti, le è riuscita benissimo!

E che dire di Sabrina Cruz, ennesima corista degli Aria Flame, e dei brandelli di raso rosa che spuntano dagli spacchi di quel sacco nero in ecopelle? Basta guardare le espressioni sue e di Aziza: è il disgusto per i reciproci outfit.

Dal Giappone con furore, ANZA (TUTTO CAPS LOCK) degli HEAD PHONES PRESIDENT (ANCHE LORO TUTTO CAPS LOCK) ha puntato sulla nostalgia e si è travestita da Pescivendola prima maniera con strati multipli di tulle e una cintura quattro taglie più grande stretta a più non posso. Ed è subito 2003!

L’operazione throwback continua con Carla Van Huizen dei La-ventura, che lascia l’epoca di Fallen alla giappa e punta su un ritorno a The Open Door. Su, Pescy, ora che sei una cantante indie diciamoglielo insieme: DÉ-MO-DÉ!

Sempre in tema, démodé, Dianne van Giersbergen dei Vision of Atlantis Xandria (porca miseria, li confondo sempre) ha optato per finto corsetto e gonna lunga in pieno stile Anni Duemila. D’accordo che il nero non passa mai di moda, ma a tutto c’è un limite…

Poi c’è Saeko Kitamaesentita, che ha finalmente un volto. Si è esibita il primo giorno assieme alle United BFF e, visto il palco affollato, ha lasciato la katana dalle sue colleghe a Old Town di Sin City. Peccato che si sia dimenticata di cambiarsi prima di salire.

Con Miriam “Sphinx” Renvåg dei Viper Solfa, i casi sono due: o si sono dimenticati di dirle che la manifestazione si chiamava Metal Female Voice Fest, oppure è scesa di corsa dal carrarmato e anche lei non ha avuto tempo di cambiarsi. Nel secondo caso, occhio, Francia: è già in Belgio, la Linea Maginot è bella che aggirata.

Karolina Pacchian degli Skeptical Minds ha dato subito spettacolo alla serata karaoke con un cosplay da principessa degli elfi con tanto di coroncina. Dieci e lode per la pretenziosità, ma Sharona Milfona l’ha capito da anni che non è più il caso di girare travestita da meringa.
Il secondo giorno, con la sua band, ha deciso di vestirsi da figlia del fabbro in gita notturna sulla Salaria. Se almeno il top fosse stato della misura giusta evitando di farle i rotolini… oh well.

Maxi-Fronte Nil dà subito il peggio di sé il primo giorno con le amiche di merenda. Avrà anche rinunciato al bindi, ma fra quel corsetto rosa leopardato con inserti in PVC e il cardigan cascante da barbona non ci siamo proprio. E seriamente, una frangetta non guasterebbe.
Il secondo giorno con i Jaded Star (ora canta lì) ha optato per fare pendant con la Karolina e fare l’espositore del ferramenta di suo padre: corsetto decorato con la sparachiodi, catenacci a più non posso, collare cervicale e tappezzeria in similpelle. Il coprispalle, poi, è un capolavoro.

Paladina di classe e femminilità come al solito, Meri TheMurtaccisua si è esibita al Karaoke United in tenuta da motociclista: canotta smanicata per lasciare i tatuaggi in bella vista, gilet in pelle, cinturone sopra la maglia e, ovviamente, urla sguaiate.
Ma… sorpresa sorpresa! Il secondo giorno si è presentata vestita decentemente, con una camicetta nera con maniche a palloncino addirittura carina, capelli semiraccolti e pantaloni neri. Secondo me, Maxi-Fronte Nil l’ha minacciata: o ti vesti come si deve, o la corista dei Jaded Star non la fai manco morta.

Restando in tema maschietti (diciamocelo, Meri lo introduce bene!), abbiamo… ahem… questo tizio dei Diabulus In Musica (non sono riuscito a capire chi sia) che, dopo essersi rotolato nel fango, ha deciso di avvolgersi in una rete per la raccolta delle olive. Sto cercando di capire se questo costume voglia avere valore come rievocazione storica o cosa, ma il senso mi sfugge proprio.

In perfetto stile Rossella O’Hara, invece delle tende Heidi Poveraccien ha riciclato il tendone di Black Circus degli Ambeta Dawn e ne ha ricavato il vestito simil-vittoriano a righe più brutto della storia. Il finto tatuaggio col simbolo degli Illuinati/logo di Dark Sarah sul palmo della mano è un ulteriore tocco di classe.

Abbiamo anche un’altra italiana in concorso, Lisy Stefanoni degli Evenoire. E tutto italiano è anche il suo costume: la Zingara Cloris! Ma cosa ci diranno le carte? Avrà più successo se lo porterà al Cartoomics l’anno prossimo? La risposta è una soltanto: la Luna Nera! AH AH AH, za-za-zan zan!

Yay per la Baleana, che la sera delle Dilettanti allo Sbaraglio ha deciso di coprirsi con un sacco nero dell’indifferenziata. Che ha ornato con dei maniconi in pizzo per non farci mancare nulla. Quando capirà che il raso potrebbe anche evitarlo perché a) fa tanto costume di carnevale e b) si spiegazza che è una meraviglia in valigia, sarà troppo tardi.
Il giorno dopo con gli Enemy of Reality, invece, ha deciso di entrare in full baraccon mode e non risparmiarsi nulla: bottoni, borchiette, nappe delle tende, catene… Poi però penso a chi le ha confezionato quel vestito e tutto acquista un senso: ovvio che si sia lasciato prendere la mano, dove altro la trova una simile quantità di stoffa in un un unico vestito da decorare a piacimento?

Zuberoa Aznárez dei Diabulus in Musica ha sfoggiato ben tre outfit nel corso del festival. Qui la vediamo in veste di corista dei Leaves’ Eyes con addosso un vestitino nero che è quasi carino. Ma…
…già come corista di Dark Sarah le vediamo addosso una palandrana metà velluto e metà ecopelle con tanto di pieghe da bagaglio che avrebbe potuto benissimo evitarsi.
Per l’esibizione con la sua band aveva probabilmente finito i fondi e così si è ricavata un vestito rattoppando assieme pezzi di tappezzeria che avrà ricavato dalle tende e dal divano in pelle. E che, oltretutto, non la coprono nemmeno.

Cavallyn, Cavallyn, che cosa mi combyn? La prima sera, con le Poracce Unite, si è infilata in un corsetto piumato di rara bruttezza che la fa sembrare un Tortellyn.
Si è ripresa alla grande, però, la sera dopo con i Sirenia (e anche come corista della Prozia Livia). Non so, è un corsetto con gonna in similpelle e fishnet sulle braccia, ma lei riesce a portarli con dignità perfino nel 2014. Evidentemente, per non sembrare un baraccone ci vuole classe.

Altro classico della moda goth addosso a WTHeike: corsetto nero con bordo in pizzo, coprispalle semitrasparente, gonna lunga, collare con pendaglione. Poteva essere una baracconata, invece anche lei indossa il tutto con una classe invidiabile. Lei e Cavallyn devono avere qualche segreto, ma c’è anche da dire che nessuna delle due ha strafatto con più strati del dovuto.

Niente da fare, invece, per la nostra Marselìta, che sfoggia un look da pornosegretaria fetish. L’idea del simil-tailleur non era male, ma tutto in ecopelle? Sul serio?

E dopo il fetish, diamo un tocco lesbo con Masha “Scream” degli Arkona. Non è nemmeno una butch, è proprio vestita da uomo. Mi sa che sua la lettera sul festival di metal al femminile si è persa con quella di Miriam Renvåg. Del resto, la posta non te la recapitano sul camion…

Dopo una certa età, si sa, cambiare non è mai facile. Lo sa bene Sabina Classen (ma quale?) dei With Holy Moses: da brava metallara vecchio stile \m/ probabilmente quello che ha addosso è ancora il gilettino con le toppe incollate che usava al liceo tanti, tanti anni fa. Fortuna che la Kassandra Novell ha previsto la cosa e le ha almeno prestato la rete per le braccia…

Chi invece gli anni li porta splendidamente è Kari la Piromaniaca. Leggings neri, vestito in pizzo coprente, stivali, tutto sobrio e minimale: ecco come una cantante di quarant’anni si esibisce dignitosamente sul palco. E stavolta non ha nemmeno avuto bisogno di minacciarmi.

Anche Mamma Anneke non si vergogna di fare la cantante seria con prole alle spalle: per lei, un vestito nero ancora più essenziale, per una classe e sobrietà davvero invidiabili.
E anche quando decide di darsi un tocco più sparkly e da rock star, non esagera e punta su una maglietta blu polvere semplice anche se con le paillette. Così, per dimostrare a quelle altre sgalettate come ci si presenta, sul palco.

E poi c’è lei, la Prozia Livia. In tour con The Sirens da quanto? – e ancora non ha imparato nulla da Anneke e Kari. Fra Potere del Trio e Leaves’ Eyes, sul palco del MFVF ha sfoggiato ben quattro outfit, uno più brutto e/o inappropriato dell’altro. A partire dalla camicetta cinese tarocca di cui sopra.
Sempre per fare bella figura accanto ai vestiti sobri della Piromaniaca e dell’Annarella, eccola portare in tour il vestito leopardato tono su tono che ha sfoggiato nel video di Love Decay. Se non altro, il corpetto è allacciato del tutto, così non avrà avuto fiato e avrà lasciato la performance vocale alle altre due.
Doppio outfit anche per l’esibizione con l’Allegra Famigliola. Ok, bisogna ammetterlo, è un enorme passo avanti rispetto alla vestaglia rossa, ma Prozia, seriamente: non hai più quindici anni. Ne hai quasi quaranta, ne dimostri il doppio e hai tre vasti mediali: forse è arrivato il momento di coprirti un po’.
E come se la coda di tulle di prima non fosse bastata, eccola in minigonna inguinale, stivaloni da tangenziale e coprispalle (o e una mantellina?) in pizzo e anche piume. Prozia, sul serio, basta fare la sexy: stanotte avrò gli incubi.

In tutto ciò, devo essermi perso il momento in cui siamo passati dal MFVF al Lucca Comics. Anche se non è una fanciulla, menzione d’onore ad Alex Troll, che è salito sul palco bardato di elmo e brandendo una spada, e pure prendendosi sul serio. Improvvisamente, le cosce scoperte della Prozia non mi sembrano nemmeno più così imbarazzanti…

Restiamo in tema Lucca, ché forse Sophia Aslanidou dei Season of Ghosts era in anticipo e ha deciso di portare il suo cosplay da stereotipo di adolescente daVk a Weeze e fare una capata sul palco. Sul serio, col suo vestito si può giocare al bingo: stivaloni talmente pesanti che cammina come un t-rex? Check. Guanti in ecopelle? Check. Cappellino di piume? Check. Altre piume sull’orlo dei guanti e sulle spalline? Pure! Corpetto in PVC tutto fibbie e cinghioni? Mica poteva mancare! Pseudogonna in PVC? Mai senza! E la sopravveste in tulle a ragnatele? Cristo, non si vedeva da metà Anni Duemila, e comunque, sul serio me la abbini con i collant leopardi? Doppia foto per lei perché tutta questa baracconaggine non si può ammirare da una sola angolazione.

Sempre in tema giappominkia, ecco -iori-, davvero made in Japan, dei Magistina Saga, che sono in tutto e per tutto la versione tarocca dei Versailles. Non a caso, la nostra è riuscita a infilarsi addosso una tale quantità di trine e merletti strato su strato che a momenti le gambe non la reggono nemmeno sostenute dagli stivaloni fetish privi di giuntura. Ad occhio e croce, è salita sul palco, ha visto le reazioni del pubblico, ha avuto un attimo di lucidità ed è stata immortalata mentre si pentiva amaramente di quell’outfit.

E così come il MFVF, chiudiamo anche noi con i Therion, che stravincono alla fiera della baracconaggine. Basta guardare Linnéa VikstromSandra Laureano, che sono in evidente imbarazzo per il fatto di trovarsi l’una accanto all’altra.
La prima evidentemente mantiene la Linnéa sgobbando in palestra, e come ha finito di allenarsi si è buttata addosso la prima giacca in pelle che ha trovato ed è corsa sul palco così com’era, tuta compresa.
E poi c’è la Sandra, che mi lascia davvero perplesso. Un po’ figlia transessuale e disconosciuta di Babbo Natale, un po’ maîtresse di un bordello molto economico durante la serata di Capodanno, probabilmente passata dalla prima alla seconda. Beh, se non altro pare avere fra i venti e i trenta, perché la lunghezza della gonna è la stessa della Prozia Livia. GROSS!

Ed eccoci qui, sopravvissuti a questa carrellata. Per l’edizione dell’anno prossimo propongo una maxi-retata della fashion police: una notte in gattabuia e magari qualcuna si ravvede. Delle altre non credo sentiremo la mancanza…