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lunedì 1 agosto 2016

To Nightwish With Love: in anteprima, i commenti dei fan sulla miglior cantante

Il 20 agosto si avvicina e, con esso, il nuovo studio antropologico sulle sette misteriche moderne. Quale modo migliore, quindi, per pubblicizzare un po’ Ai Naituiss con Ammoreh – o, se per questo, qualsiasi cosa abbia a che fare con la band – se non con un po’ di sano drama preconfezionato? Non è un caso se il più recente estratto dal mockumentary è proprio la risposta all’annosa domanda che affligge il fandom: Team Valour, Team Mystic o Team Instinct?
Scherzo, in confronto quella è una partita a carta-forbice-sasso; la vera domanda è: Tamarrja, Lagnette o Pavimenta?


Lo dicono anche nel mockumentary: in posti molto civilizzati come, ad esempio, il Brasile, i fan dei Naituiss hanno fatto scoppiare guerre civili per questo. E, se conosco i miei polli, non è un’iperbole.
Stranamente, però, nei commenti sotto al video non si è scatenata la Notte di San Bartolomeo e, anzi, ho letto diverse reazioni esasperate sul fatto che anche che palle, basta, dopo tutti questi anni. Che insomma, li capisco – uno dei motivi per cui i Naituiss dopo un po’ mi sono andati di traverso (l’altro è che mi sono stufato di ascoltare sempre lo stesso album). Ma cosa sarebbe il fandom dei Naituiss senza il bitchfight su chi sia la più poraccia del reame?
Comunque, mi sorprende notare come, a quanto pare, la Yle non sia (ancora) la TV di regime della Tuomassa ma conservi ancora una certa indipendenza politica: tralasciando che nessuno ha speso mezza buona parola sulla povera Tamarrja, mi ha davvero sorpreso che non abbiano censurato il francesino che piange ancora Lagnette. Sinceramente mi aspettavo più gente che chiamava il nome della Pavimenta sventolando turiboli, ma perfino la macchina della propaganda Holopaineniana non ha tutto questo potere!

lunedì 18 luglio 2016

To Nightwish With Love: il documentario esce il 20 agosto

Che dire? Se non esistessero i fan dei Naituiss con le loro reazioni quando si parla in termini men che lusinghieri della band, scrivere su Epilla non sarebbe divertente neanche la metà. Vedere persone che si autoinfliggono la lettura di qualcosa che sanno che li farà arrabbiare, e sfogare la rabbia con qualcuno che sanno che la sgranocchierà come biscotti mentre prende il tè è divertente e socialmente interessante allo stesso tempo. Sul serio, ragazzi, vi adoro!

I love a good flame.
Non è sorprendente, quindi, che fior fiore di antropologi e psicologi comportamentali si siano riuniti per studiare il fenomeno e, finalmente, il documentario sugli Imagineers ha una data di pubblicazione: il 20 agosto! Ma vediamo cos’ha da dire il team della band a riguardo.


AI AITUISS CON AMMOREH – documentario dai fan ai loro idoli.
“Questo è un documentario che vorrei vedere subito”, ha detto Tuomas Holopainen dei NIGHTWISH non appena ha sentito del progetto di crowdsourcing in lavorazione alla YLE, la tv nazionale finlandese.
Come sono i fan dei Nightwish, dove vivono, di cosa sognano? Filmato dai fan stessi, il documentario racconta della loro passione, devozione e ammirazione per i Nightwish. Il documentario è un progetto internazionale che mostra i fan in tutto il mondo.
I Nightwish sono una delle band metal di maggior successo in Europa: i video della band hanno avuto 680 milioni di visualizzazioni su YouTube negli ultimi quindici mesi. La band ha venduto 8 milioni di dischi e la loro pagina Facebook ha 4,4 milioni di like. La musica dei Nightwish collega persone in tutti i paesi e continenti. Come sono i fan dei Nightwish e di cosa sognano?
I fan dei Nightwish rispondono personalmente a queste domande in questo documentario auto-filmato. Il risultato è un documentario onesto, folle e intimo, uno che non si sarebbe potuto realizzare con una grande crew cinematografica. “Abbiamo ricevuto video dai fan di cinquanta paesi”, dicono i registi del documentario, Kaisa Alenius e Harto Hänninen. “Le storie di come i fan sono sopravvissuti e stiano studiando il finlandese ci hanno fatto capire finalmente quanto la band sia tremendamente importante per i suoi fan”.
I fan hanno anche prodotto materiale sotto forma di musica, disegni e animazioni. In questo modo, i fan sono diventati parte della storia della band.
La premiere di AI NAITUISS CON AMMOREH sarà il 20 agosto 2016. Il documentario sarà proiettato a Himos, Finlandia, a un evento che inizia alle 13:00. Saranno presenti i membri della band e alcuni dei fan che hanno mandato il materiale per il documentario.
Potete partecipare all’evento anche online su YLE Areena, il canale web dove il documentario debutterà contemporaneamente allo show di Himos. Il documentario sarà trasmesso senza restrizioni geografiche, così che i fan dei Nightwish di tutto il mondo possano vederlo allo stesso tempo dei loro idoli.
La cosa divertente è che nella mia testa ho letto il comunicato un po’ con la voce di Claudio Capone (“Ma ora osserviamo un esemplare di imagineer nel suo habitat naturale”), un po’ con quella di Giacobbo (“Molti fan sono sopravvissuti grazie alla musica della band”) e un po’ con quella del tizio della pubblicità delle Hot Wheels degli Anni Novanta (“Yo amico, guarda anche tu il documentario in contemporanea con i Naituiss, solo nei migliori negozi di giocattoli!”).
Quasi quasi, se non supera la lunghezza delle Grandi Composizioni del Maestro, mi armo di pop corn e cognac e me lo guardo anch’io: di sicuro ci sarà da ridere; ma poi, chissà, magari sentendo le storie di salvezza, un raggio di luce entrerà nel mio quorycino e mi deciderò a, cito, “lasciar stare i Naituiss!!!!!uno!!!1!”.
Oh, e a proposito, appuntamento al 30 agosto col secondo documentario della serie: la Westboro Baptist Church.

giovedì 21 aprile 2016

Fellow Imagineers aka To Nightwish With Love, il documentario sui fan dei Nightwish

L’ego dei Naituiss, si sa, è smisurato e richiede molte cure. Non c’è da sorprendersi, quindi, se l’emittente televisiva pubblica finlandese, la YLE, abbia deciso di lucidarlo un po’ con un mockumentary, pardon, documentario sui loro fan, probabilmente parte di una serie più ampia sulle sette religiose più pericolose al mondo.


Inizialmente intitolato Fellow Imagineers (sorry, Naituissers, non è quello il termine ufficiale per designare i fan), è stato ribattezzato To Nightwish With Love perché non era abbastanza trash.
Così, mentre qualcuno coverizza i Naituiss con l’ukulele, in questo trailer scopriamo che i fan dei Naituiss possono essere facilmente identificati dalla schiuma alla bocca dal merchandise che indossano, vengono da tutto il mondo, hanno tutti alle spalle una tragica storia con problemi di salute che hanno superato trovando la forza nella musica dei Naituiss, quando la ascoltano perdono ogni senso della realtà (ma va’?), qualcosa di incomprensibile in spagnolo (seriamente, nemmeno per apparire in tv ti sforzi?!) e hanno le crisi isteriche sdraiati a terra.
Ovviamente la parte migliore del trailer è il divertito imbarazzo della Pavimenta, la disperazione silenziosa del Funesto e la faccia da afterglow-da-miglior-cunnilingus-mai-ricevuto della Tuomassa mentre dicono che sarà suuuuuuuuper interessante.

Nuovo gioco: trovate i due che non vorrebbero essere lì.
Side note, quest’ennesima baracconata uscirà il prossimo agosto, per cui avete ancora tempo di mandare le vostre esperienze, video, foto con la band, fanart (rigorosamente che ritraggano i membri della band, suppongo, solo presenti) e ultimi brandelli di dignità alla RAI finlandese.
A proposito, ma i Finlandesi lo pagano il canone? E je trasmettono ‘sta roba? Poi ci lamentiamo noi…

martedì 17 novembre 2015

L’attentato al Bataclan di Parigi sarebbe colpa del rock

Ok, in realtà mi ero ripromesso di non toccare proprio un argomento così delicato su un blog leggero come Epilla per rispetto ma, a quanto pare, in realtà era semplice senso di colpa in quanto adepto del demonio e, di conseguenza, complice degli attentati. Ebbene sì, ragazzi miei, perché le stragi di Parigi, specie quella del Bataclan, sarebbero colpa degli Eagles Of Death Metal e della loro musica che adora il demonio. Questa è almeno l’opinione di Cristiani Today – o, almeno, lo era prima che fosse sostituita da un grosso 404 page not found; fortunatamente, MeltyBuzz ha preservato il delirio intatto per il pubblico ludibrio sull’internet, per cui possiamo ancora leggerlo lì:
Per noi cristiani non esiste la coincidenza ma semplicemente la conseguenza della scelta che l’uomo fa nel suo libero arbitrio: seminare il bene raccogliendo i frutti, seminare il male raccogliendo morti e stragi. E proprio dopo quell’inno al diavolo si è scatenato l’inferno, una strage e tante morti, terrore e paura. Chi è il mandante di questo attentato? L’Isis?! No è qui che ci sbagliamo, l’Isis sono soltanto i soldatini del maligno, il mandante è proprio Satana!
Che dite, spegniamo cinque minuti il filtro cazzate e parliamo seriamente? Ok.
Punto primo, non mi si può infilare “libero arbitrio” e “il mandante è Satana” nello stesso paragrafo, è una contraddizione in termini. O è colpa dell’uomo, o è colpa del soprannaturale, punto. E, onestamente, propenderei per la prima.
Punto secondo, concordo con MeltyBuzz: se davvero il mandante è Lucifero, perché colpire un concerto degli Eagles Of Death Metal che gli fanno propaganda e non, tipo, il coro gospel di qualche chiesa X tre strade più in là? E proprio durante la canzone in cui gli mandano i bacini? Lucy, sei proprio un pessimo stratega, per tutti i forconi!
Punto terzo, non scarichiamo la colpa su chi non c’entra. Per i cristiani “non esiste la coincidenza” perché tutto fa parte del piano di Dio. Compresi gli attentati. Per cui, a rigor di logica, il “mandante” sarebbe Yahweh, visto che anche questa tragedia sarebbe stata progettata dal suo infinito amore tramite la sua onnipresenza, onniscienza e onnipotenza. Al massimo, Lucy sarebbe un prestanome. Come la mettiamo adesso?
La cosa più triste è che tutto ciò non si limita nemmeno alle farneticazioni degli ultracattolici: ad esempio, l’articolo qui sotto, di Giorgio Dell’Arti, è stato pubblicato dalla Gazzetta dello Sport.


Logico, come hanno fatto gli Eagles Of Death Metal a non prevedere, nel 1998, che il loro nome avrebbe portato sfiga una sera di diciassette anni dopo? Che sconsiderate, ‘ste band, specie quando non si portano le chitarre col fucile automatico incorporato per proteggere i fan dai servi del Demonio che loro stessi invocano.
Insomma, mi piacerebbe dire che non c’è più religione, ma purtroppo è abbastanza evidente che ce n’è fin troppa. Già è abbastanza orribile che gli attentatori siano andati a colpire delle persone mentre si godevano le proprie passioni, come lo sport e la musica, ma pure lo sciacallaggio mediatico dobbiamo sorbirci? È proprio vero: il bel tacere di sicuro non fu mai scritto.

lunedì 7 settembre 2015

Iron Maiden: Bruce Dickinson loda Lady Gaga e dà della poraccia a Madonna

Ah, il mondo del pop: pieno di bitchfight e faide tra cantanti e rispettivi fan. Magari il metal fosse più così. Ma se le faide del metal non sono altrettanto spettacolari, nessun problema: prendiamo in prestito quelle del pop! Ma andiamo con ordine.


Lo scorso agosto Lady Gaga ha affermato su CR Fashion Book di voler diventare i nuovi Iron Maiden piuttosto che la nuova Madonna; nello shooting allegato all’intervista ha anche indossato una t-shirt dei Maiden in uno dei look sfoggiati. Ma non è la prima volta che Gaga si fa fotografare in giro con le magliette da metallarozza o parla del suo amore per il metal e i Maiden in particolare – basti pensare alla foto da fan con Bruce Dickinson.


Come è normale che sia, a seguito della dichiarazione è partito il coro di pernacchie dei metallari più tVue, che le hanno dato della poraccia che non deve permettersi nemmeno di nominarli, i Maiden, con tanto di speculazioni su quanto la dichiarazione avrà dato prurito a Bruce & compagni. E invece, sorpresa: sembra che l’amore sia ricambiato! In un’intervista per LaTercera (in quella linguaccia cheap), Bruce Dickinson in persona ha dichiarato:
Chiaro, ha detto che preferirebbe essere la prossima Iron Maiden piuttosto che la prossima Madonna. Anche io preferisco essere un Iron Maiden piuttosto che Madonna. Di base perché Gaga sa cantare davvero, perché l’ho sentita io stesso cantare per davvero. Ha una voce eccellente. Invece ho dubbi che la voce di Madonna sia altrettanto bella. Avrà fatto qualche lezione, però mi piace molto di più qualcuno come Lady Gaga che si presenta a una premiazione vestita come un panino alla pancetta. È geniale! Mentre di camicia ne posso comprare una nuova (??): so che lei preferisce avere integrità piuttosto che essere l’ennesima popstar.
Cara Madonna, qui le cose si mettono male, se nemmeno più la cortesia fra vecchi ti salva…
Che Dickinson possa apprezzare Gaga come artista personalmente non mi sorprende: su metà di Born This Way basta sostituire i wubb di sintetizzatore con riff di chitarra perfettamente identici per ottenere canzoni metal. A questo punto, il mondo inizia a borbottare: ma una collaborazione quando? Per ora non si sa nulla. Ma se la cosa s’ha da fare, preferirei un Lady Gaga feat. Iron Maiden piuttosto che il contrario: loro non credo che riuscirebbero a interessarmi nemmeno per amore di Mamma Mostro.

giovedì 13 agosto 2015

Metal bitchfight: Vulvatron pesta Danny Leal… o forse no

Ahhh! Musica qua, musica là, ma in realtà sono queste le notizie che voglio vedere su Epilla! Gossip, bitchfight, drama! E ringraziamo Kim Dylla, in arte Vulvatron, ex cantante dei Gwar, per avercene regalato un po’ tirando in mezzo anche Danny Leal degli Upon A Burning Body.
Tutto è cominciato al Heavy Montréal, festival metal canadese: Vulvatron, che è una wrestler professionista, si trovava lì per un evento di wrestling sponsorizzato da 70,000 Tons Of Metal. Circostanze non meglio specificate hanno portato alla scrittura di un post su Facebook da parte sua, che è stato poi casualmente rimosso… non prima di aver però scatenato un vespaio che ha portato la nostra campionessa di eleganza a rilasciare una dichiarazione a LambGoat.
Il mio messaggio era che non puoi venire a palpare il culo a donne sconosciute random, quando ti spingono via dire loro “Fanculo puttane, mi scopo donne migliori ogni giorno”… e non aspettarti che qualcuno si difenda. La security non si vedeva da nessuna parte, quindi ho pensato fosse meglio metterlo fuori gioco fino al loro arrivo. L’ho colpito sugli occhiali con la mia birra e poi l’ho bloccato in una presa soffocante in dieci secondi. L’ho buttato fuori dalla nostra area e gli ho detto: “Non trattare le donne in quel modo, emerita testa di cazzo”. È tornato con cinque amichetti (mi chiedo per cosa abbia detto loro di aver bisogno di aiuto…) ma per allora avevamo raggiunto la security. Stava ancora sbraitando di voler picchiare delle “puttane”, quindi l’hanno accompagnato fuori, e lui ha detto: “No sapete chi sono? Sono un musicista che suona qui!”
Complimenti, Vulvatron! Hai il nome perfetto per fare la supereroina che difende i diritti delle donne oppressi da quei maiali degli uomini, e non hai paura a rendergli onore! Fra l’altro, se c’è una cosa al mondo che adoro sono le femministe vestite da strappafiletti che riescono a combattere il Patriarcato e mostrare contemporaneamente tutta la pelle che è legale non coprire.
\m/ EMPOWERMENT! \m/
Il problema di tutto ciò è che, prima che diventasse una lotta per i diritti delle donne molestate mentre la security femminicida se ne frega, l’intera faccenda aveva molto più i contorni del bitchfight fra sottoculture pseudoalternative nel cortile del liceo. Ecco infatti uno screenshot del post originale di Vulvatron, gentilmente preservato da LambGoat:

Dovrò creare la punteggiatura ex novo per dare un senso a questo post e tradurlo.
Quindi a quanto pare il tizio che ho preso a calci in culo ieri notte era il cantante di qualche xxsceneemocorexx band chiamata Upon A Burning Body. Immagino che non ci fossero abbastanza ragazzine emo sedicenni che gli si tiravano addosso dopo che ha aperto sul quella merda del baby stage, quindi è venuto a molestare le nostre ragazze. Grosso errore. Ad ogni modo, per tutti quelli che vanno a qualche show in cui quel pezzo di merda suona, il suo cazzo è così piccolo che se va a cercare ragazze random, diventa belligerante e molesto se lo respingono o non sanno “chi è lui”. Immagino non si farà più foto su Instagram con quegli occhiali ironici, se non altro. ;) La rissa più facile della mia vita.
Sniff sniff, sniff sniff. Improvvisamente sento odore di “Vattene via, emo, questo è un posto per metallari tVueeee!!! \m/”, e la faccenda del femminismo mi sembra più una giustificazione per aver fatto la bulletta di quartiere. Tralasciando che le femministe che lottano contro il Patriarcato mostrando tutta la pelle che possono le adoro ancora di più quando sminuiscono le dimensioni dei peni di quelli che insultano. Devi averne visti molti per fare il paragone, ve’? Ahem, voglio dire, EMANCIPAZIONE!
Fatto sta che gli Upon A Burning Body non hanno commentato nulla a riguardo. Sicuramente, nel headcanon di Vulvatron è per la vergogna di Danny Leaf essersi fatto pestare da una ragazza. Solo che un certo Kevin Joel, a quanto pare testimone oculare della vicenda, non sembra essere molto d’accordo.
Avete chiesto alla ragazza, ma non avete chiesto a nessun altro? Mi sembra fazioso. Ecco ciò che ho visto stando a due metri dall’“incidente”.
Questa signora e le sue amiche erano molto aggressive e chiaramente ubriache. Alcune di loro non avevano nemmeno i giusti braccialetti e non dovevano stare in quell’area. Danny ha chiesto a una di loro dove fosse il bagno e le amiche di lei gli hanno dato una risposta sarcastica e maleducata, alla quale Danny ha risposto con qualche battuta. Allora è arrivata Kim, che ha tentato di suonare un pugno a lui, che non se lo aspettava… non si è fatto male, non è stato colpito, non ha risposto al colpo e non c’è stata una “rissa”. L’intero incidente si è svolto letteralmente in trenta secondi in un luogo decisamente pubblico con la security lì accanto.
Per tutto il tempo, i ragazzi degli UABB sono rimasti calmi e composti, mentre questa signora e le sue amiche ridevano e dicevano alle loro amiche che se fossero andate a suonargliele loro non avrebbero potuto fare nulla perché erano ragazze.
La band non ha menzionato la cosa perché è un non-evento talmente stupido che è stato risolto sul momento, anche se ora lo si sta gonfiando. Gli UABB sono fra le persone più umili, dedite al lavoro e rispettose che abbia incontrato nell’industria musicale, ed è folle assistere alla diffusione di bugie e disinformazione così palesi.
Avevo la fotocamera con me, ma ho scelto di non filmare l’incidente perché non non vado a caccia di gossip fra celebrità, e quelle ragazze stavano facendo una scenata… ma poi lei ha iniziato a mentire alla security, ridere con le sue amiche ed essere poco professionale, così ho scattato qualche foto e video di loro, e anche di Danny che ne parlava subito dopo, calmo e composto. Ho spedito il materiale alla band, ma non penso che ci sia bisogno che commentino questa stronzata sensazionalista. Io ne parlo solo perché non trovo giusto vedere tanta disinformazione e odio che viene da gente lontana 2000 miglia.
Quindi? Dove sta la verità? Difficile a dirsi. Considerando, però, che prima che Vulvatron correggesse il tiro trasformandolo in un “Gurrlpauah, muori patriarcato!” l’intera faccenda era più un “Emo dimmerh, muori poser!”, un paio di idee ce le avrei.

venerdì 31 luglio 2015

Anne Rice scopre i Nightwish

Ricordate quando, verso metà Anni Duemila, tutti i fan de Le Cronache dei Vampiri si misero le mani nei capelli perché Anne Rice annunciò di aver riscoperto la fede cattolica e voler dedicare il resto della sua vita di scrittrice alla glorificazione di Gesù Cristo tramite la sua serie Christ The Lord, in cui avrebbe romanzato vari episodi della vita di Gesù? Ricordate cosa gridammo tutti in coro? “Mamma Rice è impazzita. Ha sessantatré anni e le è venuta la demenza senile. Lestat, aiutaci tu, falla rinsavire!
Fortunatamente, tempo cinque anni ed è rientrato tutto: ha preso pubblicamente le distanze dalla chiesa cattolica, ha messo in pausa a tempo indeterminato il terzo volume della serie su Gesù, ha scritto un nuovo libro su Lestat… insomma, sembrava essersi risolto tutto per il meglio.
Fino a sabato scorso, quando con un post Mamma Rice ha annunciato al mondo di essersi beccata un nuovo attacco di demenza senile ed essersi ficcata in una nuova setta religiosa fondamentalista.


Perché sono così spesso in ritardo di vent’anni nello scoprire grandi band e gruppi? Ecco i Naituiss. Li amo! E grazie a Zach Brehany per avermeli fatti scoprire!
Ovviamente la Pavimenta ha colto la palla al balzo e ha subito lasciato le due righe di ringraziamento  più asciutte di sempre a un’artista che, quanto a importanza e influenza, se la mangia in un sol boccone a merenda.
È un onore leggere che ti piace la nostra musica! Anche a me piacciono i tuoi lavori, grazie per aver condiviso il nostro video!
Quindi boh, a quanto pare Mamma Rice se ne becca una ogni dieci anni. Anche se, in sua difesa, possiamo dire che settantatré anni suonati è giustificata per questi attacchi di follia improvvisa e, soprattutto, non conoscendo nulla della band è normale che non si renda conto di quanto ClichÉlan sia trita e ritrita.
Ovviamente i fan dei Naituiss e, in generale, l’orda di metallarini che bazzica la pagina di Mamma Rice si sono scatenati: fra un panegirico della Tuomassa e uno della Tamarrja, hanno consigliato praticamente qualsiasi cosa abbia una chitarra distorta e una voce femminile sperando di fare colpo su Anne. In mezzo alla marea di consigli di dubbio gusto o carini ma scontati, però, qualcuno ha linkato The Scarecrow degli Autumn: tanto amore per lui!

lunedì 13 luglio 2015

Drama estivo in casa Nightwish, ma stavolta non è colpa loro

C’è indubbiamente dell’ironia nel fatto che, appena ho ripreso a scrivere su Epilla, è scoppiato un nuovo casino in casa Naituiss. Anche se, a onor del vero, stavolta loro non c’entrano nulla.
In sostanza, tale John Finberg, che mi pare di capire sia un agente che si occupa delle prenotazioni dei concerti dei Naituiss in America, ha fatto un commento molto infelice sulla situazione economica greca perché è saltato un concerto da qualche parte.
Fanculo Grecia, mi avete fottuto i piani per l’autunno perché state incasinando il mercato internazionale… Spero che tutti quelli che hanno votato contro la restituzione del debito finiscano a vivere per strada con nulla. Cazzo.
Il post è sparito e non ho fatto in tempo a vedere cosa è successo, ma a quanto pare ha rigirato le cose in modo da far sembrare che anche la band condividesse il suo pensiero. Ovviamente si è subito scatenato un putiferio in rete, anche perché anni fa Anette aveva fatto un’uscita infelice su qualcosa accaduto in Grecia che e le aveva fatto saltare le giarrettiere e tutti sono ancora ipersensibili a riguardo. La Tuomassa, la Pavimenta & co non sono stati molto felici della cosa e hanno subito risposto per le rime con un post su Facebook.
A chi possa interessare, sia ora che in futuro.
Alla luce del recente malinteso sul commento di un esterno sui social media: i pensieri e le opinioni dei Naituiss sono rappresentati SOLO dai membri dei Naituiss.
Ora basta fare gli sciocchi, chiudete i laptop e andate a prendere un po’ d’aria.
A giudicare dalla delicatezza del post, direi che l’ha scritto la Pavimenta in persona, ma a ‘sto giro non posso darle torto: non può essere colpa loro anche quando non lo è. Più che altro, mi chiedo cosa ne sia stato del povero Finberg. Secondo me, la Pavimenta gli ha trafitto il petto a mani nude, la Tuomassa l’ha usato per trovare ispirazione per un nuovo verso poetico a tema necrofilo e infine il cadavere è stato esposto sulle mura esterne del Lunatic Pandora a monito per tutto l’Impero di Esthar. Mai far arrabbiare una strega sotto steroidi!

martedì 14 aprile 2015

Floor Jansen: “female-fronted metal è una definizione superata”; Isaac Delahaye ribatte con una frecciata

E niente, ci risiamo: alla gente non piace sentir parlare di “female-fronted metal”. Prima l’Animalissa, adesso anche la Pavimenta ha da dire la sua. Ultimamente sembra dare in escandescenze qualsiasi cosa le si chieda nelle interviste, e ai malcapitati di Metal Radio Nation, che le hanno chiesto cosa pensa delle altre “female-fronted symphonic metal band”, ha risposto così:
Ora almeno ci hai messo “symphonic metal”, quindi il campo si restringe… Dice un po’ di più di com’è effettivamente la musica.
A volte sembra esserci un intero genere chiamato “female-fronted metal”. “Oh, quindi sei in una band female-fronted?”, “Ah sì, lo sono?” – cosa diamine significa? Perché i ReVamp sono una band female-fronted, e anche i Naituiss. Ma non si assomigliano per niente. Gli Arch Enemy sono una band female-fronted, ma anche i Delain. Non si assomigliano affatto. L’unica cosa è che sono entrambe band metal, ma gli stili del metal sono così diversi che non significa molto se c’è una ragazza che canta o meno. Per cui non è mica tanto importante. In più, enfatizzare la differenza sessuale fra uomini e donne, penso che sia superato ormai.
Non è sorprendente che ci siano sempre più donne nelle band metal. E non sono solo front-woman, ma anche batteriste, chitarriste, bassiste… Quindi, direi, fatela finita e chiamatelo semplicemente “symphonic metal”. Non importa davvero chi canta.
Onestamente, trovo che lamentarsi del “female-fronted metal” stia diventando un po’ l’equivalente musicale del dibattito su come definire Plutone. Ciò che non capisco è perché la gente si ostini a ritenere che si voglia indicare un genere quando in realtà, almeno per come lo vedo usare più spesso, “female-fronted metal” è più che altro un termine ombrello che accomuna elementi eterogenei – band non solo symphonic, ma anche doom, gothic, progressive, avant-garde, death – ma che hanno in comune una determinata caratteristica. Personalmente, il rapporto maschi-femmine fra i miei cantanti preferiti, di qualsiasi genere, è 9 : 41 per le ragazze: è una semplice questione di gusti, preferisco le voci femminili. Se per comodità mi riferisco al metal che ascolto come “female-fronted” per dire che in generale preferisco le voci femminili, non vedo la cosa né come sessista, né qualunquista. È un termine che descrive una delle caratteristiche, non dice che tutte le band a voce femminile siano identiche. L’Animalissa ha fatto un discorso più intelligente, dicendo che di per sé la presenza o meno di una donna nella band non cambia la qualità oggettiva della musica, ma la Pavimenta che ragiona ancora per generi mi fa alzare gli occhi al cielo.
E, apparentemente, non solo a me: anche a quel gran gnocco di Isaac Delahaye degli Epica devono essere cascate le palle, tant’è che quest’oggi ha inforcato Facebook e ha postato uno stato che mi sa tanto di frecciata contro l’inutile dibattito.
Per la cronaca, se qualcuno là fuori chiama gli Epica una “female-fronted metal band”, la cosa non mi dà problemi. Anche chiamarli “la band con il chitarrista antipatico” va bene. “La band che è famosa solo per la bellezza della ragazza”. “La band che non ha mai fatto di meglio del primo album”. Un classico.
È tutto molto soggettivo, e non mi disturba che abbiate un’opinione, anche se non la condivido.
Un mega-applauso a Isaac, che da gnocco qual è ha capito perfettamente qual è il punto che importa: la musica, non le etichette e tutto il blabla che ci si costruisce sopra.

martedì 24 marzo 2015

Il curioso caso della linea di vestiti metal di H&M

H&M, croce e delizia di tutti noi squattrinati che crescendo abbiamo abbandonato il look da full-ferramenta e diluito il borchiame in mezzo a vestiti meno appariscenti. Da qualche anno a questa parte, anche scavando a fondo negli scaffali è diventato quasi impossibile trovare qualcosa di indossabile da quelle parti. Ma ammettiamolo: quando in mezzo alle camicie di flanella da hipster e felponi West Coast spuntano fuori magliette con i teschi o gli inserti in similpelle, è sempre una festa perché, finalmente, troviamo qualcosa a buon prezzo da integrare nel nostro stile metal-chic. Giusto?
Beh, non tutti la pensano così: c’è anche qualcuno che, superati i venticinque, ancora crocifiggerebbe l’industria della moda a testa in giù perché scava a piene mani nella sua adorata sottocultura e lo fa sentire un po’ meno unico divulgando borchie e nero al pubblico mainstream ignorante. Voglio dire, come osano dare quel bel look che ci faceva sentire tanto unici dietro i banchi del liceo in pasto a tutti quei poser che non sanno distinguere un growl dal rumore del lavandino otturato in cucina?

Sembra un po’ essere questa la ragione dietro gli ultimi avvenimenti che hanno coinvolto la catena di abbigliamento svedese, ma ammetto che l’intera faccenda è così confusa che faccio fatica a seguirne il filo logico (tant’è che ho tipo otto schede aperte sul browser, fra cui anche il catalogo primaverile di H&M). Per cui, tentiamo di andare per ordine.
Per questa primavera H&M ha lanciato una linea simil-metal che include magliette con teschiame e crociame vario, jeans e giacche con toppe di presunte band metal tipo quelle che ci attaccavamo sullo zaino col ferro da stiro. Il che già di per sé fa notizia, perché un paio di quelle magliette le comprerei volentieri mentre erano almeno due anni e mezzo che, ogni volta che entravo da H&M, mi veniva da correre a rifugiarmi da Zara e dondolarmi in preda al male di vivere nell’angolo di qualche camerino. Fin qui nulla di strano: le band i cui loghi sono finiti sui capi sono fittizie, probabilmente per non pestare i piedi a nessuno, non infrangere copyright e non fare la fine delle chiese di legno norvegesi.
Improvvisamente, appare una label selvatica chiamata Strong Scene Productions, che annuncia di lavorare in supporto della linea di vestiti di H&M, che avrebbe usato loghi di band storiche e influenti di svariati decenni fa ma che, apparentemente, la scena metal aveva dimenticato. Abbiamo addirittura un video su YouTube che presenta snippet di brani prodotti dalle band in questione.


Ovviamente, non solo nessuno, nemmeno i più kvult, aveva mai sentito parlare di queste band, ma qualsiasi profilo online a loro associato sembra essere apparso nelle ultime settimane. Condite il tutto con riferimenti e immagini neo-naziste, e boom, l’internet è pronto a esplodere, con i metallari che mitragliano borchie a tutto spiano contro H&M, reo di aver inventato band fasulle per sfruttare il buon nome del \m/ Metal \m/ per vendere i suoi vestiti mainstream, e il mondo della moda sotto shock perché H&M sta facendo una campagna virale a tema satanico/neo-nazista. A questo punto, qual è la verità? La campagna è stata commissionata da H&M per sfruttare la controversia e spingere le vendite? Sono davvero caduti così in basso? O forse e tutto un gombloddo di Zara per dare il colpo di grazia al rivale?

Plot twist: era tutto uno scherzone! Uno organizzato da Henri Sorvali, il chitarrista dei Finntroll (un nome, un programma), assieme ai suoi amici perché, come abbiamo detto in apertura, il metal non si tocca! Prima escono fuori post della Strong Scene Productions che si contraddicono fra di loro, poi ammettono che non sono affiliati a H&M e si tratta solo di un “art project”, e alla fine lui stesso ammette tutto a Noisey:
N: Okay, seriamente, Henri – qualcuna delle band della Strong Scene Productions esiste veramente?
H: No. Ognuna di queste band è stata creata sulla base delle toppe nella collezione primaverile di H&M.
N: È una vendetta contro la mercificazione del metal da parte dei negozi di vestiti?
H: In parte, sì. Ma volevamo anche sottolineare che non si può commercializzare una sottocultura senza conoscerne veramente i diversi aspetti. Conoscere i tuoi prodotti è essenziale nel marketing, e Strong Scene sostiene la conoscenza e l’istruzione per tutti sull’argomento. E no, non sono stato prezzolato dalla H&M, è l’idea più assurda che gira.
N: Tutto ciò sembra un grosso sforzo solo per trollare H&M. Quindi la vera domanda è, perché tutta questa sbatta?
H: Lo scopo del gruppo (che consiste letteralmente in decine di persone da diverse aree della musica e dei media scandinavi) era di creare una discussione sul fatto che la cultura metal è più che solo loghi “fighi” su vestiti alla moda, e ha molti più aspetti estetici e ideologici nei suoi vari sottogeneri di quanto alcune multinazionali cercano di esprimere. La scena metal è varia, controversa e una specie di lupo che non si può mettere al guinzaglio aspettandosi che si comporti come un cane. Strong Scene, come gruppo, non ha assolutamente alcuna intenzione politica né ideologica, cerca solo di portare la conversazione al livello a cui dovrebbe essere discussa. Pensateci come gli “Yes Men” del metal.
Davvero, Henri? Il livello a cui si dovrebbe discutere il metal sarebbe questo? Una versione un po’ più in grande di tutte le discussioni che abbiamo avuto da ragazzini quando al liceo vedevamo qualcuno con la maglietta di una band che non ascoltava? Perché non prendiamoci in giro, è a questo che siamo scesi.

Mi spiace, ma questo giro mi schiero con H&M. A 36 anni suonati, uno dovrebbe aver superato da almeno un paio di decenni la logica per la quale vestirsi da metallaro ti rende il più figo della scuola e chiunque tenti di rubarti il tuo look così dannatamente edgy è solo un poser.
Il tentativo di far passare la faccenda per una questione ideologica e di principio mi fa sorridere con condiscendenza: se H&M avesse sfruttato l’ideologia metal (ammesso che ce ne sia una) o la musica per pubblicizzare qualcosa che non c’entra niente, avrei anche potuto capire. Ma qui la faccenda riguarda semplicemente il look, e le parole di Sorvali mi sembrano più che altro una montagna di autogiustificazioni per uno scherzo che è fuggito di mano. Il fatto che si possa sentire la propria unicità minacciata quando uno stereotipo viene sfruttato la dice lunga su come la gente si identifichi negli stereotipi in questione e su quanto sciocche e inutili siano le sottoculture. Sono un ottimo modo per trovare la nostra strada da ragazzini, per imparare a non farci omologare troppo dalla società, ma alla lunga si tratta solo di omologarsi a un gruppo sociale diverso, tanto chiuso e pieno di pregiudizi quanto la società a cui si oppone. Quando si cresce, bisognerebbe davvero trovare la propria unicità e usarla per connettersi all’unicità degli altri, a prescindere da cosa noi o loro abbiamo addosso.
In sostanza, Henri Sorvali, complimenti: sei rimasto inchiodato alla fase dell’adolescente ribelle.

I Nightwish e l’Élan fan cover contest

Rimaniamo ancora in Casa Naituiss perché, signore e (dopo la Pavimenta) signori, sono ufficialmente aperti i casting per trovare la/il cantante che sostituirà la Pavimenta quando la Tuomassa la caccerà dalla band! Stavolta però con la massima discrezione, sotto forma di contest per la migliore fan cover di ClichÉlan. A partire dal 9 marzo scorso e fino al prossimo 10 aprile, possiamo tutti mettere le nostre cover su YouTube e linkarle alla NuclearBlast nella speranza di vederci annunciare come vincitori il 16 aprile. Certo, a patto di seguire poche e semplici linee guida, fra cui:
• Avere almeno diciott’anni.
• Spammare la cover su tutti i social media, finanche MySpace e Netlog, con l’hashtag #EndlessFormsMostBeautiful
• Mettere il link al video ufficiale nella descrizione, possibilmente minacciando tutti gli utenti che se non lo cliccano avranno sfiga finché i Naituiss non si scioglieranno, stile catena di Sant’Antonio.
• Divulgare tutti i tuoi dati sensibili alla NuclearBlast in modo che, anche se la Pavimenta se ne andasse senza preavviso, loro sappiano chi tu sia, dove venirti a cercare e quanti cecchini portarsi appresso. Già che ci sono, ti manderanno anche l’Interpol o l’FBI a casa per controllare che tu non abbia copie pirata di Endless Bold And The Beautiful da nessuna parte.
Comunque, direte voi, i premi devono pur valerla, la perquisizione rettale che la Tuomassa sogna da sempre a ogni aeroporto. Quali saranno mai?
• Il “grand prize” sarà una t-shirt con poster e cartolina autografata.
• I poracci si beccheranno solo la cartolina autografata.
E ok, i Naituiss sono contro i leak perché devi sborsare per ascoltare la loro musica, il che è giusto. Ma sono anche contro i giveaway? Nemmeno un CD in palio? Un biglietto per qualche concerto? Un meet & greet? Troppo sofisticata, come roba.
Comunque, l’idea del casting sotto forma di contest rimane geniale, perché se una cosa è certa è che dopo la Pavimenta faranno molta fatica a trovare qualcuna disposta a sostituirla all’interno della scena metal, a giudicare dalle risposte che le cantanti del Metal Female Voice Fest hanno dato all’epoca della cacciata di Lagnette e prima che la Pavimenta fosse ufficializzata.

venerdì 20 febbraio 2015

Élangate: Nightwishers accusa Taylor Swift e Sanremo per il flop

Sorpresa sorpresa: le ultime notizie da casa Naituiss ci dicono che ClichÉlan non sta andando molto bene in classifica. Nessuno se lo sarebbe aspettato, eh? Voglio dire, una canzone così spettacolare, innovativa e energica non avrebbe mai potuto floppare, vero?
Un po’ come quando qualcuno sbanda perché corre troppo da ubriaco ma la colpa è sempre dell’albero che si trovava sul ciglio della strada, Naituissers ci propone una rassegna dei motivi per cui ciò è avvenuto, in ordine dal più plausibile al meno scontato.

• Negli Stati Uniti la colpa è di Taylor Swift, notoria concorrente diretta dei Naituiss, che ha fatto uscire il suo singolo Style proprio in quella settimana per pisciargli nelle scarpe.
• In Italia ovviamente è Sanremo, anche perché Federico Paciotti ha deciso di rivoluzionare la musica mondiale inventando il symphonic metal (ma ammettiamolo, in confronto alla Tuomassa resta pur sempre un pioniere).
• In Finlandia è arrivato alla numero uno, ma vabbè, lì non fanno testo.
• Anche in Norvegia è arrivato alla numero uno, ma è precipitato subito alla 44, probabilmente dietro l’intera discografia di Susanne Sundfør, come è giusto che sia. (Non le sto facendo pubblicità occulta, proprio no.)
• Decenti le posizioni nell’Est Europa: 5 in Repubblica Ceca, 8 in Ungheria, 36 in Polon… ok, per lo più decenti.
• Megaflop in Germania, una nazione che ha sempre voluto bene ai Naituiss, dove si arriva a una risicata 74 per poi precipitare alla 97. In questo caso, la colpevole è ovvia, la stessa di tutto ciò che va male in Europa:
• Dignitose le posizioni in SveziaAustralia, rispettivamente 12 e 28.

Ma più in generale, chi è il colpevole di questo flop? Un team di esperti ha stabilito che è una concatenazione di cause fra cui le scie chimiche, il Bildeberg, la sperimentazione animale e, ovviamente, il leak. Vedete? È sempre Lagnette con la sua infiltrata a fare casino.
Di sicuro, non è la Tuomassa col suo songwriting stantio, ma mai nella vita!

venerdì 13 febbraio 2015

Alan Averill si scaglia contro il metal moderno: “È merda da borghesi.”

Non so. Una parte di me prova tenerezza per i metallari vecchio stile che si prendono ancora sul serio, e dà la colpa delle scemenze che dicono nelle interviste alle domande che vengono poste loro: è chiaro che, conoscendo il soggetto, sai già dove andrà a parare se gli dai una spintarella in quella direzione. D’altra parte però, Tamburino, che cosa ti ha detto tuo padre stamattina?

Ma se nemmeno la Tuomassa, che è un’appassionatA Disney, ha fatto propria questa massima, figurarsi Alan “A.A. Nemtheanga” “Pretenziosità A Pacchi” Averill, cantante e frontman dei Primordial. Per chi non li conoscesse (come me, che sono refrattario a qualsiasi cosa sia venuta prima delle demo dei The Gathering), sono una band extreme metal delle parti di Dublino, che mischia elementi black e folk irlandese, sta in giro dal 1987. E che, evidentemente, è rimasta ferma lì.

Nell’intervista su Metallized (cliccate per leggerla per intero), il povero Alan “Pretenziosità a Pacchi” si è ritrovato a rispondere alla domanda più scomoda di sempre, “cosa pensi dell’evoluzione della scena negli ultimi decenni”. Solo che, invece che far finta di nulla, salta prontamente sul piedistallo della sua superiorità e, con tutti e trentanove i suoi anni, dà fondo a quanto lui sia l’unica cosa ascoltabile in tutto il panorama metal. Specie se si considera quella porcheria del pussy metal.
Una volta far parte della scena metal significava avere uno status diverso, voleva veramente dire essere un outsider e in questo c’era un elemento di ribellione ed anche un elemento di sacrificio, e questo adesso è cambiato.
Insomma, da una parte ci si lamenta che la massa ignorante non comprenda la grandezza del metal e tratti i metallari alla stregua di avanzi di galera, ma quando si arriva quanto meno a una non belligeranza reciproca non va bene perché il metal deve essere sacrificio. E, soprattutto, è un genere che non deve cambiare mai. Ma che dire della franchezza con cui parla delle band odierne? Non c’è nemmeno da leggere fra le righe e decontestualizzare le sue parole per inarcare le sopracciglia.
La maggior parte delle band metal più grosse degli ultimi 10/15 anni sono solo merda, immondizia, che si tratti di Apocalyptica o di Bullet For My Valentine, Within Temptation... Il metal si è rammollito, storpiato. Nel 1986 le band più popolari erano Metallica, Slayer, Judas Priest, Megadeth… Mi spiace per i ragazzi di adesso che si devono ascoltare non so che merda che passa nella parte più mainstream della scena. […] Penso anche che sfortunatamente le nuove band che vendono più dischi siano le peggiori della scena.
Beh, è una questione di gusti, suppongo: nessuno può piacere a tutti. Solo che questo giudizio lo si può motivare. E, soprattutto, lo stesso concetto lo si può esprimere con un semplice “a me non piacciono”. Ma di chi è la colpa della degenerazione del metal? Nostra, ovviamente. Siamo una generazione di smidollati, come dice lui:
Ma che ci puoi fare, è semplicemente una questione di gap generazionale. […] Ma in ogni caso penso che dipenda anche da un cambiamento nel pubblico… Perchè i ragazzi di adesso rappresentano la nuova classe borghese che sta emergendo in Europea. Cercano cose diverse nella musica. Si gasano per la novità e per l’aspetto cartoonistico del metal. Quello che invece gasava me era la violenza e l’aggressività. Sai, vedo i ragazzi di oggi che si mettono in coda per vedere qualche stupida band grindcore e penso “what the fuck”, ma... Sai, forse in fondo sono solo un vecchio scontroso!
Insomma, dovremmo farci tutti una bella dose di testosterone e andare in giro col pisello dritto di fuori a chiedere più sangue e pogo invece di fangirlare ‘ste quattro sgallettate. Il concetto era abbastanza chiaro, ma no, lui ha continuato a elaborare la cosa tuffandosi di testa nell’autoparodia.
Sì, non è più ribellione. Forse lo è in qualche paese, ma non è più lo stesso ormai. Il metal è passato dalla classe operaia alla borghesia. Mi chiedo seriamente che razza d’uomo si ascolta i Nightwish o i Within Temptation. Voglio dire... Spendi meglio i tuoi soldi, trovati una prostituta o qualcosa del genere. Quella roba non offre niente su nessun livello, piuttosto è meglio una bottiglia di whiskey, capisci cosa intendo?
A quel punto, vedendo il cipiglio della giornalista, si è improvvisato Cavaliere: è stato frainteso!
Scusami, sto esagerando... Non stai cogliendo il mio sarcasmo!
Cosa che ribadisce anche in chiusura:
Già. Spero che tu abbia colto un po’ del mio sarcasmo! Ciao!
Nel resto dell’intervista, ci fa sapere che anche il folk metal fa quasi tutto schifo, che non gli piace niente e nessuno a parte i suoi bff Korpilaani e Finntroll, che andrà tutto sempre peggio, che tutto è uno schifo e niente va bene, che si stava meglio quando si stava peggio e quando c’era lui i treni partivano in orario.
Oh, e giustamente gli danno fastidissimo quelli che amano gli elementi più cartoonistici del metal. Che lui non apprezza. Non li apprezza. Lui.

Oh, e scusate: sono sarcastico, ma è sarcasmo borghese!

giovedì 12 febbraio 2015

Sanremo 2015: la voce lirica con la chitarra elettrica è una grande innovazione

Avete presente quel fenomeno per cui le mode arrivano in periferia sempre con un po’ di ritardo rispetto al centro? Beh, come se le vistose bastonate nei denti che l’Italia continua a prendere all’Eurovision non l’avessero sottolineato abbastanza, è arrivato il Festival di Sanremo, che pretende tutt’ora di essere il Manifesto della Canzone Italiana con tutte le maiuscole del caso, a confermare che musicalmente il Belpaese è un’accozzaglia malriuscita di vecchi e provincialotti.
Ora, che caspita c’entra Sanremo con Epilla, chiederete voi, visto che qui ci occupiamo di tutte e cinquanta le sfumature di pussy metal ma non delle rime cuore-amore che Mamma Rai continua a propinarci? Beh, a ‘sto giro è Carlo Conti che è venuto sconfinarci nel giardino e pretendere di farla da padrone. Stasera è stata infatti la puntata delle cover, e così Federico Paciotti, il nuovo pupillo di Caterina Caselli, ha pensato bene di fare un cosplay di Ville Valo e proporre E Lucean Le Stelle della Tosca di Puccini sul palco dell’Ariston, improvvisandosi tenore dopo aver inforcato una chitarra elettrica.

E cosa c’è di strano, chiederete voi? Ben venga che la tv italiana tenti di svegliarsi un po’, no? Sì, è vero. Ma poi ti arriva Conti che inizia a strombazzare:
Unico! Un chitarrista straordinario, un tenore straordinario! Spero proprio che da questo palcoscenico partirà un gioiello che porterà in giro per il mondo questa musica, questa fusione tra il rock e l’opera! Se si può fare la cover in qualche modo di Puccini, si può fare la cover di qualsiasi canzone: questo il senso di questa sigla affidata a questo fenomeno!

Ed è qui che da Miskolc parte una lunga pernacchia che passa per la Germania, arriva in Olanda e continua su fino alla Svezia e la Finlandia, seguita da una fragorosa risata. No, perché davvero, Carlo Conti? Doveva arrivare Federico Paciotti l’ex chitarrista dei Gazosa, armato di cuffia di lana e eyeliner, a dire al mondo che si può cantare in lirico su una chitarra elettrica, e si può convertire un brano classico in uno rock? Oggi, nel 2015? E tutto questo me lo chiami unico e straordinario? Io capisco che stiamo sempre indietro, ma perfino in Italia c’abbiamo un paio di cloni dei Naituiss, gente che se la tenta, gente che ci riesce, gente che a suo modo ha innovato per gli standard nazionali. Non puoi venirmi a millantare l’originalità e l’unicità di qualcosa che riflette pallidamente un fenomeno ormai talmente sovrasaturo da aver generato perfino un blog-parodia come Epilla. Eddai, e apriamolo internet, ogni tanto! C’è tutto un mondo fuori dall’Italia, se non ne prendiamo almeno visione questo paese non risalirà mai la china!

venerdì 6 febbraio 2015

Il Nightwish drama continua: arriva il post per giustificare lo slutshaming.

Eccoli, ECCOLI! Questi sono i Naituiss che conosciamo e amiamo! La band che da più di dieci anni vive di solo drama senza più preoccuparsi di tirare fuori musica decente! C’era stato troppo poco gossip durante le registrazioni dell’album e stavo quasi iniziando a preoccuparmi: invece, terzo post del giorno su di loro, secondo che parla specificamente di minchiate! Perché invece che chiedere scusa per lo scivolone dello slutshaming dell’amichetta di Lagnette, la band, o chi per loro, ha inforcato il caps lock e risposto per le rime come le peggiori quindicenni alle prese con i troll su qualche forum.
Quattro snap per D.T.
Tutto TALMENTE IN CAPS LOCK che la cosa mi puzza tremendamente di butthurt.
Insomma, ci dicono che dalle parti di Kitee la gente prende bene le critiche, comprese quelle alle public relation online. Perché seriamente, gli album precedenti glieli hanno leakati interi a settimane dalla pubblicazione, non è certo una novità. Perché, quindi, fare le dàiveh e montare su ‘sto casino per un singolo, stavolta? Forse perché la gente che mette in dubbio la band, prima per la canzone in sé e poi per la mossa della gogna pubblica, sembra essere un pochino di più degli inossidabili della Tamarrja che sbraitavano per Lagnette?
Ebbene sì, cara Tuomassa: aver messo la Pavimenta come ragazza immagine del carrozzone non significa un riparo sicuro dalle critiche. Se la canzone fa schifo e vi siete comportati da cretini (o chi per voi) col post al leak, c’è poco da fare.

Scoperta la leaker di Élan? I Nightwish la mettono alla gogna

E così, questi sono “i nuovi Naituiss”, i “Floorwiss”, i “Naituiss con la Pavimenta”. Tutti si chiedevano come sarebbero stati, ed ecco la risposta: una dittatura con le purghe e il confino. Ovviamente, in odore di leak la Strega Adele ha già tirato fuori il pugno di ferro neanche dovesse schiacciare la resistenza di Esthar.
Onestamente non ho ben capito quale dovrebbe essere il senso di questo screenshot, che hanno pubblicato sulla pagina della band: un’accorata richiesta di non diffondere il leak? Un “no, così non si fa” agitando il dito? Un’umiliazione in pubblica piazza della leaker? Il fatto che non abbiano censurato il nome e la foto profilo di Domenik Olzon, che fra l’altro non si trova più su Facebook, farebbe pensare l’ultima. Se fosse solo un “fan irrispettoso” qualsiasi preso ad esempio, sarebbe stato anonimo: evidentemente, l’intento era proprio trascinare alla gogna questa ragazza. Il fatto che si tratti molto chiaramente di uno pseudonimo in onore di Lagnette non rende il fatto meno grave: hanno deliberatamente esposto una persona a orde e orde di fanatici pronti a vendersi la mamma per leccare il sedere alla band (la quale si rende perfettamente conto di che fanbase ha) affinché la bullizzino. Anche se lo ammetto: molti di quelli che hanno scritto mi hanno sorpreso, c’è addirittura chi si è reso conto dello schifo che è questo post risollevando la mia fiducia nella fanbase media dei Naituiss.






Personalmente, a questo giro sto sperando che si tratti di un grande gombloddo. Preferisco pensare a una strategia di marketing da poracci per promuovere una canzonetta inutile che nemmeno molti fan si sarebbero filati, un leak organizzato da loro con tanto di screenshot di un profilo fasullo da condividere su Facebook in cerca di like,  piuttosto che uno slutshaming in piena regola. Perché non siamo alle elementari, dove la classe aspetta l’uscita per picchiare il bambino che ha ricordato alla maestra che c’erano compiti da fare. Dai, nemmeno i Naituiss possono cadere così in basso!

lunedì 5 gennaio 2015

Fan si tatua Anneke van Giersbergen e Floor Jansen sul braccio

Buon anno nuovo, Epilli! Come va? State riuscendo a digerire almeno una parte del cenone natalizio prima di iniziare col pranzo di Capodanno? Siete ancora in hangover perché la notte del 31 vi siete sfondati di drink per non morire di freddo? Ma soprattutto, avete da condividere momenti imbarazzanti o errori madornali causati dai fumi festivi dell’alcool?
Io uno ce l’ho, fortunatamente non mio: si tratta di un racconto ammonitore giusto per ricordarvi che, se volete alzare il gomito più del dovuto, per favore fatelo lontano dagli studi di tatuaggi. Perché un tasso etilico imbarazzante e un tatuatore che se n’è approfittato sono l’unica spiegazione plausibile per il nuovo tatuaggio che un fan di Mamma Anneke e della Pavimenta sfoggia su Facebook col tipico orgoglio di chi, annebbiato dall’emicrania del giorno dopo, si rende conto che non gli resta che fare di necessità virtù man mano che i particolari del black-out etilico gli tornano alla mente.
E così, voilà gli occhi di Mamma Anneke sopra una fenice con la faccia della Pavimenta. Wow.
Ora, per carità: non sono un esperto, ma mi sembra fatto benissimo. Linee nette e precise, sfumature impeccabili, disegno dettagliato, grande somiglianza… ma è proprio l’insieme che è di un pacchiano allucinante! Tanto per cominciare perché il disegno è fatto in modo che gli occhi di Mamma Anneke siano così distanziati da sembrare la chiglia di una trireme greca. E poi perché la foto della copertina di ReVamp credo sia una delle più brutte mai scattate alla Pavimenta – il che è tutto dire.
Voi che ne pensate? Vi fareste mai marchiare a vita con un pataccone del genere? E dire che ho rinunciato a farmi il simbolo di una certa band sul polso perché l’ho reputato pacchianissimo… a confronto sarei stato Mister Finezza Universo!

lunedì 8 dicembre 2014

Countermove: il metal olandese unito per beneficenza

È da un po’ che girano notizie su questo progetto di Joost van der Broek featuring a una comitiva di altri artisti olandesi. Ora, finalmente, si sa qualcosa di più preciso ed è anche uscito il primo singolo, per cui è il momento di parlarne anche qui.
Countermove è il nuovo progetto capitanato, appunto, da Joost con doppio scopo: dare più visibilità alla scena metal olandese e, a tempo stesso, fare beneficenza alla Croce Rossa e alle vittime degli abusi sessuali nelle zone di guerra. In sostanza, Joost si è scocciato di spippettarsi in studio producendo gli altri e ha deciso di tornare a fare musica invitando un pulmino di gente a unirsi. Il primo singolo, The Power Of Love, ovviamente una cover dell’evergreen dei Frankie Goes To Hollywood, è uscito oggi, giusto in tempo per fare pendant con le decorazioni degli alberi di Natale.


Ammetto di apprezzare molto l’arrangiamento: con tutta questa carne al fuoco rischiava di essere una pacchianata di dimensioni epiche, e invece. Anzi, l’orchestra stile ultimo album degli After Forever e gli sprazzi prog mi sono anche mancati un po’, dopo il loro split. E mi sono piaciute anche le varie prove vocali, specie perché la Pavimenta non urla come un’ossessa. Se il trend è questo, si prospetta un’ottima collaborazione.
Ad ogni modo, nel carrozzone condotto da Joost abbiamo:

• la Pavimenta, appunto, per prima in tutti i post a riguardo e anche fra i vocalist del video perché è la dittatrice di Esthar la cantante dei Naituiss e non si può fare altrimenti.
• la Simoncina, che probabilmente devolverà un po’ dei suoi trucchi di Sephora scaduti alla causa, come si faceva con le brioscine negli Anni Novanta.
Mamma Anneke, perché dove c’è un featuring da fare, fosse anche con la voce preregistrata di Trenitalia, lei arriva di corsa.
Manda Ophuis, come già sapevamo.
• Cochotte dei Delain, a patti che la prossima campagna sarà a favore dell’abolizione delle macellerie.
• Marcelìna Pane y Vina, per dare quel tocco internèscional in più.
Valerio Recenti dei My Propane, vedi sopra.
Mark Jansen, perché quando c’è da fare beneficenza lui si tuffa di testa con tutta la bicicletta (ma tanto usa il casco).
Arjen Lucassen, senza di lui mai nella vita.
George Oosthoek, anche lui con le mani in pasta sempre dappertutto.
Ruud Jolie dei Within Temptation, per gentile concessione di Sharona Milfona che è invece  troppo impegnata a disegnare costumi di scena per fare le elemosina.
Varia altra gente che conosco solo di nome (o per niente) fra cui la van Giersbergen Wannabe (Vision of Atlantis pardon, Xandria), Daniël de Jongh (Textures), Jochem Jonkman (Vanderbuyst), Caroline Westendorp (The Charm The Fury), Epic Rock Choir (The Theater Equation), Anand Mahangoe, Remon Masseling, DJ van Zon (My Propane), Maaike Peterse (Kingfisher Sky) e Ben Mathot (Ayreon, Kyteman).

Cos’altro verrà fuori da questo scontro fra titani, primedonne e qualche poraccio/a random? Staremo a vedere!

domenica 5 ottobre 2014

Il viaggio europeo di Leo Vergara

Questa è una di quelle notizie che non sai se fanno ridere, piangere o incavolarsi. Io la sto scrivendo con un mezzo sorriso vagamente isterico e scuotendo la testa ogni tre secondi.

Dunque, per chi vivesse sotto un sasso e ancora non lo sapesse, il 9 novembre i The Gathering celebreranno nei Paesi Bassi i 25 anni di carriera con due concerti superspeciali a cui parteciperanno tutti i membri passati e presenti della band (tranne Niels Duffhuës e Martine van Loon per ovvi motivi di pubblica decenza). Due, i concerti, perché il primo è andato sold out nel giro di poche ore e ne hanno organizzato un altro il pomeriggio stesso per accontentare una fanbase mondiale pronta a farsi in quattro per la speciale reunion con Mamma Anneke. Un evento del genere attira ovviamente fan da tutto il mondo, me compreso: io me la caverò con un RyanAir, ma ovviamente venire dall’altra parte del mondo non sarà altrettanto facile.

Beh, i nostri amici Sudamericani non si fanno fermare nemmeno dalla crisi. Solo che no, per finanziarsi il viaggio non si rimboccano le maniche e trascrivono ore e ore di conferenza economica dall’inglese come ho fatto io (del resto, come potrebbero?), ma decidono di lanciare una campagna di crowdfunding su IndieGogo. Non sto scherzando, lo trovate qui. Aiutiamo il povero piccolo Leo Vergara a venire dal Cile per il concerto.
E non solo, ci sono anche premi in palio! Doppi vinili autografati di Nighttime Birds e Mandylion alle modiche cifre di 110 e 140 euro (tranne che gli autografi dovrà farseli fare lì, e di sicuro la band avrà tutto il tempo di fermarsi dieci minuti con ogni fan che c’è), abbracci cileni semplici o “big” con o senza baci, 100 euro di “special treat” (che è una sorpresa!) e, per 150 euro, “Leo saprà come ringraziarvi”. Non so voi, ma questa a me sembra una minaccia.

Che dire? Io sono il primo a rendermi conto di quanto sia importante per un fan partecipare a questi eventi uberspeciali. Ma per andare a Elements dei Within Temptation o all’ultimo concerto dei Theatre of Tragedy mi sono rimboccato le maniche, ho tirato la cinghia e mi sono messo i soldi da parte. E credo che i fan sudamericani che sono venuti a Stavanger abbiano fatto altrettanto, senza drama online. Perché capisco che per una passione si sia pronti a fare dei sacrifici, ma la dignità non è un prezzo un po’ troppo alto?

giovedì 11 settembre 2014

Ask Stream of Passion: le domande più assurde

Ieri sera, gli Stream of Passion hanno lanciato un Q&A sulla loro pagina: i fan potevano fare le loro domande e la band le raccoglierà per poi rispondere in un video. Inutile dirlo, nel giro di due ore si è scatenato l'inferno e sono saltate fuori delle perle, che Epilla si è premurata di raccogliere. Pronti?

Tesoro, bastava partecipare al crowdfunding di A War Of our Own, io la mia ce l'ho.

Perché, ad esempio, sono passati nove anni e rifare lo stesso album non avrebbe molto senso? Actual mecojoni.

Prima ti chiedi il perché dell'errore grammaticale; poi guardi meglio il nick e capisci molte cose.

Punto primo, perché riportare Lucassen e il suo smisurato ego a bordo? Punto secondo, fishing for attention, are we?

A che pro, poi? Fare canzoni da più di dieci minuti solo per far vedere quanto si è fighi ad aver fatto una canzone da più di dieci minuti non ha molto senso…

Come se la scena non fosse già abbastanza affollata da band poracce.

Poi cos'altro, una fettina di sedere impanata e fritta?

Un video per The Art Of Loss cinque anni dopo la pubblicazione. Appare Slowpoke selvatico.

E scommetto che guarda caso avrà una band e la candiderà. Fishing for attention part 2.

Qui proprio senza ritegno. Attention whoring level: shameless South American.

Esiste un limite legale di commenti del genere per post oltre il quale una band può rifiutarsi di rimettere piede in Sud America per tutta la sua carriera?

Poi qualcuno può spiegarmi perché la gente è convinta che tutto il mondo musicale debba necessariamente interessarsi del Naituiss Drama.

E per finire, la migliore. Giuro che se Marselìna Pane e Vina risponderà nel video, diventerà ufficialmente la mia Primadonna preferita.