sabato 9 maggio 2015

Sing To Me, il lyric video dei Delain

E lyric video sia! Come avete notato ieri nei commenti a quello dei Naituiss, ultimamente sono all’ultimo grido (non a caso c’è il Funesto Hietala); ma, d’altra parte, quasi quasi li preferisco ai concept video con storyboard, attori, costumi ed effetti speciali. Raramente le band metal hanno un budget sufficiente per tirare fuori qualcosa di anche solo guardabile, specie per la post-produzione: a questo punto, meglio facciano il passo secondo la gamba e tengano la CGI da videogioco Anni Novanta da contorno al testo, piuttosto che fare finta che sia davvero lì con loro.
Ad ogni modo, prima dei Naituiss (sono io che ho molto da recuperare) sono arrivati Coschotte e compagni feat il Funesto con Sing To Me, convinti come gli Stream of Passion che sia una buona idea tirar fuori singoli un anno dopo l’album.


Che dire? È un lyric video con qualche ripresa di Coschotte e il Funesto che cantano appresso e un paio di effetti speciali, né più, né meno. Personalmente, apprezzo la mancanza di pretenziosità: non sembra un videoclip uscito male a cui hanno schiaffato sopra i testi per salvare il salvabile.

venerdì 8 maggio 2015

Kari Rueslåtten annuncia il nuovo singolo: Turn Turn Turn

Dio salvi la Regina! E anche i suoi sudditi – nella fattispecie i tecnici dei Parr Street Studios che hanno lavorato al nuovo album della Piromaniaca e che, a quanto pare, hanno mixato tutto velocemente e potranno riabbracciare i loro cari incolumi.
Giusto l’altro ieri, infatti, PsychoKari ha annunciato titolo, copertina e data di uscita del nuovo singolo, Turn Turn Turn, previsto per il 21 maggio.
La copertina è stata scattata e curata da Arild Juul, un fotografo norvegese a cui faccio i miei complimenti. Quanto al singolo, si tratta della cover di una canzone risalente al Paleolitico di tali The Byrds, che la nostra amica Wikipedia mi dice essere la versione folk-rock dei Beatles. Ora, considerando che la mia cultura musicale inizia con agli Anni Ottanta e un po’ tutto ciò che c’è stato prima nel pop-rock mi rimbalza addosso senza fare presa (scusate tanto, hipster), sono doppiamente curioso di scoprire in cosa la Piromaniaca riuscirà a trasformare… questo:

Endless Forms Most Beautiful, il nuovo lyric video dei Nightwish

Ragazzi, scusate l’assenza, è tempo di recuperare un po’ di notizie. La più fresca è giusto di oggi, con l’uscita di Endless Forms Most Beautiful dei Naituiss, una cosa a metà fra il video clip più inutile della storia della band e il lyric video più pretenzioso della storia della musica in generale. Per restare in tema con il testo, è un po’ l’anello evolutivo mancante fra la carne e il pesce e non è né l’uno né l’altro.


Le domande sono troppe e rischiano di non trovare mai risposta. Perché una delle canzoni più sciape di tutto l’album? Perché un lyric video quando il testo è ancora più insipido della melodia? Chi diamine ha truccato la Pavimenta? Nessuno si è reso conto che il Copperplate Gothic è uno dei font più brutti del catalogo Microsoft? Troyone è rimasto tutto il tempo a fare la clessidra umana? Ma soprattutto, la band sta suonando roba a casaccio? Domanda, questa, che sorge osservando la Tuomassa: tutto il tempo a smanettare sui tasti del pianoforte quando nella canzone se ne sentono giusto cinque secondi. Magari, se l’avesse fatto evolvere in un sintetizzatore, sarebbe sembrato meno improbabile.

sabato 18 aprile 2015

Tarja Turunen e Miia Kosunen cantano Never Enough a The Voice Of Finland

Ricordate Miia Kosunen, la sosia bionda di Sarah Jezebel Deva che aveva mandato la Tamarrja in brodo di giuggiole cantando Stand My Ground di Sharona Milfona al provino per The Voice Of Finland?
Beh, la cosa non è decisamente finita lì, perché a quanto pare la Tamj l’ha presa sotto la sua ala protettrice (beh, almeno una parte), l’ha portata avanti come se non ci fosse stato un domani e Miia ha vinto la quarta stagione del talent show. Niente meno. Nonostante la Tuomassa ce l’abbia con i talent show. Snappity snap per la Tamj!
Ad ogni modo, non ho capito bene se per celebtare la vittoria o cosa (i Finlandesi scrivono le news solo nella loro cavolo di lingua non-indoeuropea), fatto sta che Miia e la Tamarrja si sono esibite in un duetto su Niver Inàf (da non confondere con Never Enough) condito con baci e abbracci.


Chiaramente, da brava dàivah viziata qual è (come chiaramente scritto nel Vangelo Secondo la Tuomassa), la Tamarrja si è messa d’impegno per rubare lo show alla sua protegé e sperticarsi in quanti più gorgheggi pseudo-lirici possibile, a prescindere se fossero nella stessa tonalità della musica o meno. Ma la cosa della Tamj che mi ipnotizza sempre quando vedo un video di lei che canta è la sua bocca: secondo me è talmente grande che potrebbe mangiarsi la Kosunen in un sol boccone. INTERA.

giovedì 16 aprile 2015

Il nuovo album di Kari Rueslåtten è quasi finito

E niente, una volta che la Piromaniaca è tornata a calcare il palco scenico, non c’è più verso di fermarla anche perché è armata e pericolosa. Neanche un anno per riprenderci dalla magnificenza di Time To Tell, che nelle ultime tre settimane PsychoKari ha praticamente terminato il nuovo album negli Parr Street Studios di Liverpool.
Ecco qui il veni, vedi, vici di Kari in sette semplici step:
26 marzo: testi finiti.
28 marzo: piano in corso.
1 aprile: la band è rapita riunita.
2 aprile: pausa pranzo con stufato di bambino inglese.
3 aprile: ultimo giorno di registrazioni, i ragazzi sembrano provati ma sollevati.
5 aprile: lo studio non è ancora bruciato.
11 aprile: copertina dell’album – check.
Stando ai commenti alle foto su Facebook, i nuovi piccoli capolavori saranno dieci. Ora non ci resta che pazientare durante la fase di missaggio e mastering (che immagino non prenderà troppo tempo… i tecnici vorranno pur rivedere le loro famiglie sane e salve, no?) e potremo tornare a crogiolarci nelle atmosfere uniche che la Piromaniaca sa regalarci con solo un’ugola e una tanica di benzina.

I Lacuna Coil al concerto del Primo Maggio

Wait, what, – direte voi – i Lacuna Coil al concerto del Primo Maggio a Roma? Che sta succedendo?
Più o meno la mia stassa reazione, perché se nel resto d’Europa fanno da headliner e in America ancora un po’ e rimpiazzano Mariah Carey al concerto di Natale del Rockefeller Center, “nemo propheta in patria” è stata la maledizione che per tutti questi anni ha gravato sui nostri, costringendoli al massimo a suonare aggratis alla sagra delle seadas di Torralba, quando gli va bene. (Ma davvero a Torralba? Di tutti i posti Torralba?!).
E invece, sorpresa! È cHristina SenzaFottutaAcca!!! a comunicarcelo oggi su Facebook:
Prendiamoci un momento per metabolizzare questo momento storico, in cui l’Italia si fila di pezza qualcuno che fa davvero musica. E facciamo tante congratulazioni alla cHri per essere finalmente riuscita a far sapere ai poteri di lassù che non è una corista qualsiasi!

martedì 14 aprile 2015

Floor Jansen: “female-fronted metal è una definizione superata”; Isaac Delahaye ribatte con una frecciata

E niente, ci risiamo: alla gente non piace sentir parlare di “female-fronted metal”. Prima l’Animalissa, adesso anche la Pavimenta ha da dire la sua. Ultimamente sembra dare in escandescenze qualsiasi cosa le si chieda nelle interviste, e ai malcapitati di Metal Radio Nation, che le hanno chiesto cosa pensa delle altre “female-fronted symphonic metal band”, ha risposto così:
Ora almeno ci hai messo “symphonic metal”, quindi il campo si restringe… Dice un po’ di più di com’è effettivamente la musica.
A volte sembra esserci un intero genere chiamato “female-fronted metal”. “Oh, quindi sei in una band female-fronted?”, “Ah sì, lo sono?” – cosa diamine significa? Perché i ReVamp sono una band female-fronted, e anche i Naituiss. Ma non si assomigliano per niente. Gli Arch Enemy sono una band female-fronted, ma anche i Delain. Non si assomigliano affatto. L’unica cosa è che sono entrambe band metal, ma gli stili del metal sono così diversi che non significa molto se c’è una ragazza che canta o meno. Per cui non è mica tanto importante. In più, enfatizzare la differenza sessuale fra uomini e donne, penso che sia superato ormai.
Non è sorprendente che ci siano sempre più donne nelle band metal. E non sono solo front-woman, ma anche batteriste, chitarriste, bassiste… Quindi, direi, fatela finita e chiamatelo semplicemente “symphonic metal”. Non importa davvero chi canta.
Onestamente, trovo che lamentarsi del “female-fronted metal” stia diventando un po’ l’equivalente musicale del dibattito su come definire Plutone. Ciò che non capisco è perché la gente si ostini a ritenere che si voglia indicare un genere quando in realtà, almeno per come lo vedo usare più spesso, “female-fronted metal” è più che altro un termine ombrello che accomuna elementi eterogenei – band non solo symphonic, ma anche doom, gothic, progressive, avant-garde, death – ma che hanno in comune una determinata caratteristica. Personalmente, il rapporto maschi-femmine fra i miei cantanti preferiti, di qualsiasi genere, è 9 : 41 per le ragazze: è una semplice questione di gusti, preferisco le voci femminili. Se per comodità mi riferisco al metal che ascolto come “female-fronted” per dire che in generale preferisco le voci femminili, non vedo la cosa né come sessista, né qualunquista. È un termine che descrive una delle caratteristiche, non dice che tutte le band a voce femminile siano identiche. L’Animalissa ha fatto un discorso più intelligente, dicendo che di per sé la presenza o meno di una donna nella band non cambia la qualità oggettiva della musica, ma la Pavimenta che ragiona ancora per generi mi fa alzare gli occhi al cielo.
E, apparentemente, non solo a me: anche a quel gran gnocco di Isaac Delahaye degli Epica devono essere cascate le palle, tant’è che quest’oggi ha inforcato Facebook e ha postato uno stato che mi sa tanto di frecciata contro l’inutile dibattito.
Per la cronaca, se qualcuno là fuori chiama gli Epica una “female-fronted metal band”, la cosa non mi dà problemi. Anche chiamarli “la band con il chitarrista antipatico” va bene. “La band che è famosa solo per la bellezza della ragazza”. “La band che non ha mai fatto di meglio del primo album”. Un classico.
È tutto molto soggettivo, e non mi disturba che abbiate un’opinione, anche se non la condivido.
Un mega-applauso a Isaac, che da gnocco qual è ha capito perfettamente qual è il punto che importa: la musica, non le etichette e tutto il blabla che ci si costruisce sopra.