lunedì 6 ottobre 2014

Needle Bites, il nuovo video degli Enemy of Reality

Nelle puntate precedenti, i Meden Agan hanno fatto uscire il primo video con la nuova cantante, la Mayala Kampari, portandosi un passo avanti agli Enemy of Reality, la nuova band della Baleana Sirtaki, l’ex cantante cacciata con disonore (ho deciso di cambiarle il cognome perché non posso googlarlo ogni volta) che invece aveva rilasciato solo due lyric video. Beh, la Baleana non ha perso tempo e ha risposto colpo su colpo pubblicando il video di Neelde Bites, featuring Cavallyn dei Sirenia. Praticamente la versione Greek Horror Story: Freak Show de La Bella e la Bestia.


Beh, a parità di banalità delle canzoni e bruttezza dei video, mi spiace per la Mayala, ma la Baleana vince il round. Il video dei Nome Greco Pretenzioso è la fiera dell’amatoriale, con un pseudo-concept trito e ritrito realizzato alla ben e meglio, un brutto filtro violetto buttato lì probabilmente per mascherare il bilanciamento del bianco randomico, il trucco da clown della fiera del paese e i vestiti della Mayala chiaramente raccattati al primo mercato rionale. Alla Baleana, oltre all’uso delle pose secsi di Cavallyn, vanno almeno riconosciute le riprese un filo più professionali, una postproduzione più sofisticata, l’impegno di aver incluso i due freak per quanto totalmente inutili, e il fatto che il tendone da circo che ha addosso è almeno un po’ costumizzato e ha visto un mezzo accenno di stylist. Rimane una pacchianata che non sta né in cielo né in terra, ma almeno è un po’ meno dilettantesca.

Piuttosto, c’è una domanda che sorge spontanea:  d’accordo la solidarietà femminile e il girl power delle Eve’s Apple, ma perché Cavallyn si presta a queste baracconate? Non per altro, la si sente a malapena fra i gorgheggi della Baleana. Roba che perfino la Tamarrja-corista in Paradise (What About Us?) dei Within Temptation aveva più roba da cantare. Qui Cavallyn sembra messa solo come orpello per tentare disperatamente di abbellire l’ingombrante performance (e presenza) della Baleana.
L’unica spiegazione possibile è che l’ego di queste cantanti pseudo-liriche lievita di pari passo col loro girovita… il che spiega molte cose.

domenica 5 ottobre 2014

Liv Kristine originalissima: gira il video al cimitero

E niente, la Prozia Livia vestita di nero, in corpetto e al cimitero per il video di una canzone che si chiama Love Decay. Innovativo. Oserei dire g-r-o-u-n-d-b-r-e-a-k-i-n-g.


Inutile dire che, come sempre, la sua strategia di marketing si basa sull’autosperticarsi in lodi su lodi e sul tentare di consolare le vedove dei Theatre of Tragedy. Ma può chiamarsi quanto vuole “l’epicentro della leggendaria band”, in realtà il motivo per cui hanno fatto successo era il songwriting solido, che stando alle preview a quest’album manca.


Non ci resta che sperare che almeno che l’abbiano truccata bene: se nel video di Paris Paris sembrava Baby Jane sotto acidi, in un cimitero con i tempi che corrono rischierà di sembrare il primo caso di zombie resuscitato dall’ebola in Europa.

Il viaggio europeo di Leo Vergara

Questa è una di quelle notizie che non sai se fanno ridere, piangere o incavolarsi. Io la sto scrivendo con un mezzo sorriso vagamente isterico e scuotendo la testa ogni tre secondi.

Dunque, per chi vivesse sotto un sasso e ancora non lo sapesse, il 9 novembre i The Gathering celebreranno nei Paesi Bassi i 25 anni di carriera con due concerti superspeciali a cui parteciperanno tutti i membri passati e presenti della band (tranne Niels Duffhuës e Martine van Loon per ovvi motivi di pubblica decenza). Due, i concerti, perché il primo è andato sold out nel giro di poche ore e ne hanno organizzato un altro il pomeriggio stesso per accontentare una fanbase mondiale pronta a farsi in quattro per la speciale reunion con Mamma Anneke. Un evento del genere attira ovviamente fan da tutto il mondo, me compreso: io me la caverò con un RyanAir, ma ovviamente venire dall’altra parte del mondo non sarà altrettanto facile.

Beh, i nostri amici Sudamericani non si fanno fermare nemmeno dalla crisi. Solo che no, per finanziarsi il viaggio non si rimboccano le maniche e trascrivono ore e ore di conferenza economica dall’inglese come ho fatto io (del resto, come potrebbero?), ma decidono di lanciare una campagna di crowdfunding su IndieGogo. Non sto scherzando, lo trovate qui. Aiutiamo il povero piccolo Leo Vergara a venire dal Cile per il concerto.
E non solo, ci sono anche premi in palio! Doppi vinili autografati di Nighttime Birds e Mandylion alle modiche cifre di 110 e 140 euro (tranne che gli autografi dovrà farseli fare lì, e di sicuro la band avrà tutto il tempo di fermarsi dieci minuti con ogni fan che c’è), abbracci cileni semplici o “big” con o senza baci, 100 euro di “special treat” (che è una sorpresa!) e, per 150 euro, “Leo saprà come ringraziarvi”. Non so voi, ma questa a me sembra una minaccia.

Che dire? Io sono il primo a rendermi conto di quanto sia importante per un fan partecipare a questi eventi uberspeciali. Ma per andare a Elements dei Within Temptation o all’ultimo concerto dei Theatre of Tragedy mi sono rimboccato le maniche, ho tirato la cinghia e mi sono messo i soldi da parte. E credo che i fan sudamericani che sono venuti a Stavanger abbiano fatto altrettanto, senza drama online. Perché capisco che per una passione si sia pronti a fare dei sacrifici, ma la dignità non è un prezzo un po’ troppo alto?

venerdì 3 ottobre 2014

Epica: Mark Jansen si sfracella in bicicletta

Contuso, escoriato e abraso, Mark Jansen degli Epica ha scoperto qualcosa che per noi pigri non è una novità già da tempo: di troppo salutiamo si può morire. Con tanto di foto su Facebook, infatti, ci dice che:
Amo andare in bicicletta… tranne oggi. Stavo discendendo una collina quando la mia ruota ha colpito una sporgenza e ho perso il controllo della bici. È per questo che indossare il casco è molto importante. Oggi il mio mi ha salvato!

Con un aplomb che ha dell’ammirevole, anche tutto pesto Mark riesce a spararsi una posa shirtless e a salire sul pulpito per impartirci una lezione di vita. Speriamo solo che l’inevitabile canzone sull’importanza di casco e ginocchiere se la risparmi per il prossimo album dei MaYaL piuttosto che per quello degli Epica: se la povera Simoncina è riuscita a rimanere seria mentre cantava This Is The Time e Twin Flames, questa è la volta buona che scoppia a ridergli in faccia.

Stream of Passion: basta un click per il nuovo crowdfunding

Che fatica essere indie.
Marselìna Pane y Vina è una strong independent woman a capo di una strong independent band che non ha bisogno di ain’t no label. Ma essere un musicista è un hobby costoso, per cui riecco gli Stream of Passion alle prese con il crowdfunding. Questa volta niente indiegogo: basta andare su ArtistSignal, fare il login via Facebook e cliccare per far ricevere ai nostri beniamini un po’ di soldini che, come Johan van Stratum scrive su Facebook, andrebbero direttamente a finanziare il tour e non a costruire uno studio con sauna (volano frecciatine ai Wintersun?).


In cambio, oltre a non costare nulla se non sette secondi di tempo esagerando, i fan riceveranno foto digitali autografate dalla band e il download gratuito dei quattro brani acustici suonati da SandLane. Ora, sinceramente per le foto anche chissene, ma per quelle canzoni personalmente voterei da qui fino al collasso dell’Internet. E vi raccomando di fare lo stesso: andate qui, fate il login e votate. Lo si può fare una volta ogni ora, per cui niente scuse.
E anche se non vi interessano il tour, la foto o le canzoni acustiche, fatelo col cuore: magari avanzano due euro e Marsèla si può comprare un po’ di tinta con cui coprire quella brutta ricrescita.


Insomma, ANDALE, come direbbe la Mehihana!

giovedì 2 ottobre 2014

Che fine hanno fatto i Meden Agan (e gli Enemy of Reality)?

Con il titolo più originale dell’anno, i Meden Agan presentano il loro nuovo singolo, Everlasting Pain, tratto dal full length Lacrima Dei, pubblicato lo scorso 22 settembre e sfuggito a Epilla perché ero in vacanza, di sicuro non perché nessuno se li fila di pezza. Singolo accompagnato da un video nel quale compare circa un quarto della cantante, Baleana Tsakikari, e anche quello in guaina cont…


…no, un momento, quella non è una fetta della Baleana? I Meden Agan hanno cambiato cantante? Davvero?! Quando? Come? Sto cercando di documentarmi, ma non è facile, visto che qui affondiamo fino alle ginocchia nel pantano delle band talmente poracce che non hanno nemmeno una pagina abbozzata su Wikipedia.
L’internet tace e l’unica cosa che ho trovato a riguardo è un messaggio striminzito sul Facebook della band, risalente al febbraio 2013 (tale è la rilevanza della notizia), che cita come causa “differenze musicali”. Il che, come ben sappiamo, può significare tutto e il contrario di tutto, da “siamo stanchi di risarcire i danni strutturali del palco del MFVF” a “con i tempi che corrono in Grecia, non possiamo sputtanare tutto il budget in junk food”.
Fatto sta che Baleana ha raccattato la sua vocetta, baracconaggine e costumi di scena improbabili, si è data a una serie di collaborazioni randomiche, ha bazzicato le colleghe più poracce delle Eve’s Apple e ha poi fondato gli Enemy of Reality. Nel frattempo, i Meden Agan hanno fatto un po’ di audizioni e hanno infine annunciato tale Maya Kampaki come rimpiazzo per la Baleana. A parità di voce soporifera, almeno la Mayala Kampari la puoi infilare in un corsetto misura standard senza spendere milioni sulla stoffa al metraggio.


Ebbene, questo 2014 ha visto una gara a chi è più poraccio fra le due band, che hanno fatto uscire gli album a distanza di pochi mesi – Rejected Gods dei Nemici del Pudore Musicale a giugno e Lacrima Dei dei Nome Pretenzioso in Greco a settembre. La Baleana ha dalla sua anni di PR in quel viperaio delle Eve’s Apple, che le hanno fruttato una comparsata di Cavallyn dei Sirenia e Maxima Fronte Nil dei Vision of Atlantis, ma ha tirato fuori solo due lyric video per promozione; i suoi ex compagni, invece, non hanno le collaborazioni di prestigio, ma almeno hanno filmato un concept video, che prevedibilmente è la fiera del fai da te e dell’amatoriale. Chi la spunterà?
L’unica cosa di cui ci rammarichiamo è che se fra tutte e due le band riescono a mettere insieme un numero a due cifre di fan, è già tanto: di sicuro, non abbastanza per un bel bitchfight fra fazioni rivali. Peccato, è dai tempi di Tamj vs Tuomassa che il pussy metal non vede una guerra civile come si deve.

Within Temptation: track list e data di uscita per Let Us Burn


I Within Temptation ce l’hanno fatta: in barba ai rumors che volevano una posticipazione vita natural durante del nuovo live CD/DVD, finalmente abbiamo una data e una tracklist per Let Us Burn: ELEMENTS & Hydra Live In Concert. L’album è previsto per il 14 novembre e non solo conterrà un disco dedicato a un live del tour di Hydra, ma anche una selezione di tracce registrate durante ELEMENTS (TUTTO IN CAPS), il faraonico live tenutosi ad Anversa il 13 novembre 2012 per celebrare i 15 anni della band. Evidentemente, Sharona Milfona e compagni hanno ricevuto minacce di morte non solo da me per non aver ancora pubblicato una registrazione di quel concerto, ma l’importante è che finalmente l’abbiano fatto, a solo due anni precisi da quella sera.
Sono previsti tre formati per la pubblicazione: doppio DVD + doppio CD, doppio blue-ray + doppio CD, doppio CD simplex. Ogni incarnazione dei rispettivi concerti (ELEMENTS e Hydra) ha la stessa tracklist, ovvero:
Hydra Live In Concert
1. Intro
2. Let Us Burn
3. Paradise (What About Us?)
4. Faster
5. Iron
6. Edge Of The World
7. In The Middle Of The Night
8. Dangerous
9. And We Run
10. Stand My Ground
11. Covered By Roses
12. Mother Earth
13. What Have You Done
14. Silver Moonlight
15. Whole World Is Watching
16. Sinéad
17. Ice Queen 
ELEMENTS
1. Intro
2. Iron
3. In The Middle Of The Night
4. Faster
5. Fire And Ice
6. Our Solemn Hour
7. Stand My Ground
8. Angels
9. Sanctuary Intro
10. The Last Dance
11. Say My Name
12. Candles
13. Sinéad
14. The Promise
15. Mother Earth
16. Ice Queen
17. Stairway To The Skies
Ora, non so per il concerto di Hydra, ma di ELEMENTS (TUTTO IN CAPS) hanno tagliato fuori sei canzoni: Never-Ending Story, la magica combo di cover Titanium - Summertime Sadness - Granade, poi Memories e Our Farewell. Peccato per Never-Ending Story, che avevano suonato molto bene, e anche per le cover, che avrei tenuto al posto di Stand My Ground e Angels (sinceramente, anche basta). Our Farewell era praticamente identica al Lowlands 2002 (solo cantata meglio), ma l’avrei messa a preferenza di Our Solemn Hour, visto che Sharona Milfona ha cannato allegramente l’intera seconda strofa.
Ma l’importante è che abbiano tenuto The Last Dance, Say My Name e Candles: quelle tre sono state il picco emotivo del concerto. Se non le avessero incluse,  Let Us Burn l’avrebbero gridato mentre li bruciavo io sul rogo.

Preordinazione qui.